Vogliamo giustizia!

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Giustizia per i morti di Bologna

Ultimissime del giorno da ADNKRONOS

sabato 23 ottobre 2010

EURASIA rivista di studi geopolitici


Di seguito gli aggiornamenti al sito di "Eurasia" di questa settimana (9-15 Ottobre c.a.):


VENERDÌ, 22 OTTOBRE
Carla Pinna
Dal 7 all’11 settembre scorso il generale Than Shwe ha visitato la Cina, dopo che nel giugno scorso il premier cinese Wen Jiabao aveva visitato il Myanmar. Questo scambio di visite è avvenuto per la commemorazione del sessantesimo anniversario dei legami diplomatici tra i due Paesi.

Domenico Losurdo
Nel 1988 Liu Xiaobo dichiarò in un’intervista che la Cina aveva bisogno di essere sottoposta a 300 anni di dominio coloniale per poter diventare un paese decente, di tipo ovviamente occidentale. Nel 2007 Liu Xiaobo ha ribadito questa sua tesi e ha invocato una privatizzazione radicale di tutta l’economia cinese.

MERCOLEDÌ, 20 OTTOBRE
Strategie israeliane di accerchiamento della Turchia
Aldo Braccio
Il ministro degli Esteri greco, Dimitris Droutsas, ha in questi giorni visitato Gerusalemme, dove ha incontrato il primo ministro israeliano Netanyahu, il ministro degli Esteri Lieberman, il ministro della Difesa Barak e perfino il capo dell’opposizione Tzipi Livni.


LUNEDÌ, 18 OTTOBRE 
L'autunno caldo della Moldova
Alessio Bini
L’attuale situazione politica ed istituzionale in Moldova non è sostenibile. Il fatto che esista anche solo una minima possibilità che le prossime elezioni prolunghino la situazione attuale dovrebbe far riflettere tutte le forze politiche del Paese.

Ginevra Lamberti
Il Kirghizistan è una Repubblica relativamente giovane, dichiaratasi indipendente venti anni fa e guidata per quindici da Askar Akayev. Uomo di scienza senza un passato direttamente legato al comunismo e simpatizzante del WTO, sembrava il candidato ideale per creare un angolo di democrazia nel cuore dell’Asia Centrale.

 

E tanti altri articoli sono disponibili sul sito.
Le ricordiamo che è attualmente disponibile in libreria l'ultimo numero di "Eurasia" (1/2010) dedicato a l'Italia: 150 anni di una piccola grande potenza
 Buona lettura!
la Redazione


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venerdì 22 ottobre 2010

DALLA STRAGE ALLA FARSA



Da: LIBERO
di: Andrea Morigi


Nessuna prova al processo per gli 8 morti di Piazza della Loggia a Brescia. Eppure il pm chiede 4 ergastoli per Zorzi, Maggi, Tramonte ed il generale Delfino


Per l’accusa, i responsabili della strage di Piazza della Loggia sono quattro: Delfo Zorzi,Carlo Maria Maggi, Francesco Delfino e Maurizio Tramonte.

Quel 28 Maggio del 1974, a Brescia morirono otto persone ed un altro centinaio furono ferite. Ed è praticamente l’unico dato storico accertato inconfutabilmente. Un solo elemento, del tutto insufficiente  ai pm Roberto di Martino e Francesco Piantoni, per ricostruire l’accaduto, in mancanza di una traccia materiale o anche di un labile indizio in grado di condurre a esecutori e mandanti.

Occorre ben altro per chiedere quattro condanne all’ergastolo e un’ assoluzione al processo in corso. Serve ben altro, cioè le dichiarazioni controverse dei pentiti, purchè siano organiche ad un teorema, a base di eversione nera e servizi deviati.

Ingredienti che non hanno retto all’usura delle pagine dei giornali dell’epoca e non si sono rivelati utili alla verità storica.

Per invocare la detenzione a vita per gli imputati, sono state disegnate intorno a loro ipotesi di ruoli che grosso modo individuano in Zorzi colui che avrebbe procurato l’esplosivo utilizzato per la strage; a Maggi si attribuisce un profilo da teorico dell’eversione, oltre la decisione di compiere la strage di Brescia; Tramonte avrebbe partecipato alle riunioni in cui veniva decisa la strage di Brescia, mentre l’ex generale dei carabinieri Delfino avrebbe conosciuto la destinazione dell’ordigno proveniente dal Veneto e si sarebbe reso responsabile di un depistaggio definito “mostruoso”.

Nei confronti di Tramonte sono stati chiesti, oltre all’ergastolo, anche 18 mesi d’isolamento diurno per calunnia. L’unico imputato di cui è stata chiesta l’assoluzione, infine, Pino Rauti, ex segretario del Movimento Sociale Italiano e tra i fondatori di Ordine Nuovo, ha secondo gli inquirenti “una responsabilità morale, predicava cose che poi sono state fatte”.

Per Rauti, suocero del sindaco di Roma Gianni Alemanno, è stata chiesta l’assoluzione per non aver commesso il fatto, con la formula dubitativa, quella prevista dal secondo comma dell’articolo 530 del codice di procedura penale.

La prossima settimana, sarà il turno degli avvocati difensori, che si preparano a controbattere  passo per passo la tesi accusatoria.

Troppi i punti deboli, a giudizio del legale di Maggi Mauro Ronco, che parla di “accanimento giudiziario” contro il suo assistito. Ed elenca i troppi precedenti storici sfavorevoli, in cui nemmeno la verità processuale ha avvalorato il racconto dei collaboratori di giustizia.

“Gli elementi probatori sono totalmente insufficienti per formulare un giudizio di responsabilità” attacca Ronco, ricordando che “ gli stessi soggetti sono già stati giudicati inaffidabili al processo per la strage di Piazza Fontana del 1969”

Il riferimento è a Carlo Digilio, scomparso nel 2005 a 68 anni, che ora “ viene riproposto nel medesimo modo, nonostante sia stata dimostrata, nella sentenza d’appello a Milano, la radicale inverosimiglianza ed infondatezza delle sue accuse”
Se davvero è tutto lì, per Ronco, allora si può confidare  “che questa tesi dell’accusa sia respinta”.

Del resto, era accaduto lo stesso anche per il cosiddetto “memoriale Siciliano”, costituito da rivelazioni poi interamente smentite e, comunque, senza riferimento alcuno all’attentato di Brescia.

I pm ritengono che dietro la ritrattazione vi sia stato un tentativo riuscito di corruzione. Senza riscontro oggettivi, nemmeno in questo caso. Nessuna prova: sembra divenuto quasi un ritornello, dopo cinque istruttorie e otto fasi di giudizio, durante le quali si è riusciti ad appurare soltanto che alcuni imputati sono stati ingiustamente detenuti ed in seguito risarciti, come accaduto a Cesare Ferri e Alessandro Stepanoff, innocenti accusati dal killer del Circeo Angelo Izzo.

Se i fatti non sono secondari, il teorema crollato per Piazza Fontana, non sta in piedi nemmeno per Piazza della Loggia.




Legge antinegazionista: a che punto siamo?


DAL 7 OTTOBRE AD OGGI: APPUNTI SULLA SITUAZIONE


Il tentativo di introdurre una legge antinegazionista in Italia lanciato da Pacifici  il 7 ottobre scorso in esatta coincidenza con l’articolo di Repubblica sulla mia lezione, si fa sempre più difficile: la pretesa liberticida del Presidente della Comunità romana – una sua vecchia idea, reiterata negli ultimi anni quasi sempre sull’onda di improvvisi scandali mediatici appositamente montati – ha trovato infatti autorevoli smentite in tutto il mondo politico e anche al di fuori di esso: su Repubblica con lo storico Prosperi, dentro lo stesso ebraismo italiano con Bidussa, da parte della Chiesa cattolica con un articolo dell’ Osservatore romano che ieri ha ribadito quanto già scritto in un editoriale della rivista dei gesuiti dell’estate 2007, sull’onda della vicenda Faurisson: la libertà di opinione non si tocca, le opinioni non possono essere ritenute reato, le Università devono essere luoghi di libero insegnamento.    Buone notizie vengono anche dalla Francia, il paese che – a vergogna della sua tradizione laica – approvò una ventina d’anni fa la famigerata legge antinegazionista Fabius-Gayssot: come infatti mi segnala una collega francese, l’ex ministro della giustizia Robert Badinter, già difensore della Comunità ebraica francese nel primo processo a carico di Faurisson, si è pronunciato qualche giorno fa per la sua abolizione. Una presa di posizione importante. Immobile resta solo il paese europeo degli orrori liberticidi, la Germania, dove come noto c’è persino un avvocato in galera – l’avv. Sylvia Stolz – colpevole di aver difeso in aula un negazionista con argomenti negazionisti. Un obbrobrio da Inquisizione del terzo millennio, su cui solo esponenti liberali e di destra si sono pronunciati.
La mossa di Pacifici è perciò stata respinta e ridimensionata. Ieri il promotore dell’aggressione squadrista del 2007 a Teramo (tale per capitolo di prova in base al quale si è presentato come teste al processo romano del 2009: tranne poi che ha ritrattato in aula, e il giudice non ha detto nulla, ha continuato a interrogarlo come se nulla fosse) ha riesternato il suo desiderata sul giornale gratuito Metro, mentre sullo stesso Corriere della sera che diretto da Mieli aveva ospitato la sua esaltazione di pistole, manate e cinquine contro Moffa e Faurisson nel 2007, lunedì scorso l’autorevole opinionista Sergio Romano, rispondendo a un lettore pro-bavaglio storiografico, si è detto nettamente contrario alla definizione per legge quale che sia verità storica. Con Lui Sergio Luzzatto, sul Sole 24 ore. Insomma la situazione è molto cambiata rispetto ai primi giorni successivi l’assalto a una lezione che nessuno ha probabilmente ascoltato e che stava sul sito del master e mio personale dal 27 settembre precedente. La certezza del varo della legge-bavaglio si sta tramutando in certezza opposta.
Tuttavia non si tratta ancora di sconfitta definitiva e non tanto perché la partita potrebbe non essere ancora chiusa – entra nel groviglio del ricatto di Fini, mentore Luttwak e De Benedetti, sul governo - ma anche perché il furbacchione o il suo giro potrebbero puntare ad altro. Da una parte raccogliere i frutti del clima di odio contro la mia persona col risultato di una possibile aggressione: che siano manate, o cinquine o pistole di cui alla sua esternazione sul Corriere della sera del 19 maggio 2007, all’epoca diretto dal grande storico Paolo Mieli, tutto potrebbe far brodo. Ecco perciò quanto accaduto sul pianerottolo del mio appartamento giovedì scorso, quando ho sentito prima un “la shoah esiste!” da una voce forse giovanile, poi dei colpi alla mia porta ed infine uno scalpiccio di passi per le scale, probabile precipitosa fine della “missione” di “avvertimento”. Avevo deciso di tacere, ma poiché la macchina d’assalto non si ferma ora ne parlo. Complimenti.
Dall’altra, Pacifici potrebbe venir ben soddisfatto da un “compromesso” di non troppo nobile profilo: la legge non si farà, solo se il master teramano chiude e Moffa subirà sanzioni da parte del suo Ateneo.  E’ inverosimile un tale scenario? In punto di diritto e di logica sì perché se il progetto di legge antinegazionista non  passa – se cioè si affermano principi generali di rispetto della libertà di opinione e di difesa degli articoli 21 e 33 della Costituzione - non dovrebbero esserci neppure ricadute censorie dentro un Ateneo, a fronte di una lezione limpida per imparzialità, affatto negazionista, che critica alcuni aspetti del negazionismo e che ha stracitato in maggioranza autori ebrei in maggioranza ortodossi. Ma questo vale in generale: in realtà l’operazione “colpisci Moffa” che sembra essere un’ossessione del Pacifici (il presidente degli ebrei romani - di nuovo complimenti - ha testimoniato nero su bianco in Tribunale che i suoi collaboratori controllano tutti i giorni i miei siti ) ha a Teramo i suoi pasdaran -  come lo storico Gentiloni, il sociologo Minardi e l’eterno ricercatore Noto – e  come modello un buon precedente, il verbale del 3 luglio 2007 con cui La Facoltà diretta all’epoca dal Preside Pepe decise di chiudere il master a causa della vicenda Faurisson. Un verbale difforme dalla realtà dei fatti, perché non corrispondente all’effettivo svolgimento del “dibattito”: in esso il nome di Faurisson non compare mai  nonostante fosse stato citato ripetutamente, e si dichiara contemporaneamente alla sospensione del corso di studi, il rispetto del “principio della libertà di insegnamento”.  Con questo precedente – mai sanzionato da alcuna autorità esterna: la Procura perché non vigila? - tutto è dunque possibile.
Restano perciò tre cose da fare per vincere una battaglia che alla fine verrà vinta, perché la violazione così sistematica dei valori e laici e liberali, e cristiani che costituiscono i fondamenti buoni della storia europea, non potrà passare né in Italia né in Europa: la prima è  continuare a far circolare il no alla legge Gayssot “in salsa italiana”; la seconda, è cercare di capire cosa mai abbia detto il professor Moffa nella sua lezione. Ringrazio al proposito Mentereale.com che ha spezzato il mio video in più parti, a uso e consumo più vasto. A breve il testo scritto.  Ma soprattutto, bisogna andare alla radice del problema: come mai una piccola comunità sedicente di 35 mila persone – che va rispettata e difesa da teoriche possibili discriminazioni – riesce così facilmente ad arrogarsi il diritto di tentare di imporre il suo punto di vista a un popolo di 60 milioni di italiani? Come è possibile che un signore che minaccia pistole e cinquine contro chi non la pensa come lui, riesce non solo ad avere il sostegno dei membri della Comunità di appartenenza, ma anche ad essere ospitato e riverito sulle colonne di tutti i giornali italiani come fosse il Papa (errore: di solito il Papa viene preso a pesci in faccia). Esiste per caso una lobby in Italia, come ha ricordato anche Pietro Ancona su Face book? E se sì, controlla per caso anche la magistratura, che dovrebbe essere il potere garante dell’ applicazione della legge dei principi costituzionali nel nostro paese?
Claudio Moffa

PS. E’ possibile che fra qualche ora o domani, mi arrivi addosso un’altra raffica di diffamazioni in rete e altrove. Ma io continuo, prima si fermano lorsignori e poi mi fermo io.


Il costume da bagno di R2-D2

Il costume da bagno di R2-D2

Arriva dall'Australia il costume che non può mancare tra la dotazione delle fan di Guerre Stellari.
[ZEUS News - www.zeusnews.com - 21-10-2010]
Costume da bagno C1-P8 R2-D2 Black Milk
Chi ha 85 dollari da spendere per un costume da bagno può provare l'ebbrezza ditrasformarsi in R2-D2, altrimenti noto come C1-P8.
Sul sito Black Milk c'è infatti in vendita un costume che non può mancare nelguardaroba estivodelle fan di Guerre Stellari, è disponibile in quattro taglie e certamente non passa inosservato.
Il sito che lo propone è australiano, e dunque è solo normale che appaiain questo periododell'anno; per poterlo vedere sulle nostre spiagge dovremo invece aspettare un po'.

giovedì 21 ottobre 2010

Australia, notifica d'ingiunzione via Facebook



                                                   

Australia, notifica d'ingiunzione via Facebook 

Australia, notifica                                                       d'ingiunzione via Facebook  

di Lorenzo Gennari

mercoledì 20 ottobre 2010
La polizia dello stato australiano di Victoria si è servita del social network Facebook per notificare un'ingiunzione restrittiva ad un uomo accusato di stalking
Per la prima volta in Australia, la polizia di uno degli stati federati ha inviato un ordine restrittivo attraverso il sito di social networking Facebook ad un soggetto accusato di aver minacciato e molestato un altro utente.
Il Leader Senior-Constable (grado militare della polizia di Victoria che precede quello di "sergente") Stuart Walton ha infatti realizzato un videoche lo inquadra mentre legge l'ordine provvisorio di intervento, come se l'uomo accusato fosse lì davanti a lui.
Il video è quindi stato caricato sul profilo di YouTube della polizia di Victoria per poi essere spedito, insieme alla trascrizione dell'ordine, attraverso il servizio di messaggistica privata di Facebook. Ad accusare l'uomo era stata la sua ex fidanzata, che aveva denunciato le molestie e le minacce il 23 agosto.
Tra i due c'era stato un episodio di violenza domestica e per questo motivo la polizia era già intervenuta. L'uomo, al quale era stato vietato di entrare in contatto fisico con l'ex fidanzata, aveva quindi aggirato gli ordini della polizia proprio tramite il social network.
Dapprima, gli agenti avevano cercato di utilizzare i metodi tradizionali, sia tramite attese presso il suo ultimo indirizzo conosciuto, sia tramite tutti i suoi numeri telefonici resi disponibili dall'accusatrice, ma i tentativi erano falliti.
Grazie alla trovata di Walton, la polizia è quindi riuscita ad entrare in contatto con l'uomo, che ha detto di comprendere l'ordine e ha accettato di cancellare il suo account di Facebook. «Abbiamo potuto servire la giustizia attraverso lo stesso mezzo con cui era stato commesso il reato, con il miglior risultato possibile per la persona colpita», ha commentato Walton a caso concluso.

Essi camminano tra di noi!


Essi camminano tra di noi!
di Mark Glenn - 18/10/2010

Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/


Un tale ha comprato un frigorifero nuovo per casa sua.

Per liberarsi del vecchio frigorifero, lo ha messo nel cortile davanti alla casa
e ci ha appeso sopra un cartello con sopra scritto: "Gratis da portare a casa
vostra. Se lo volete, ve lo prendete".

Per tre giorni il frigo è rimasto lì senza che nessuno lo degnasse di un secondo
sguardo.

Alla fine lui ha pensato che la gente non si fidasse troppo dell'affare.

Così ha cambiato il cartello: "Frigorifero in vendita per 50 $".

Il giorno seguente qualcuno lo ha rubato!



Essi camminano tra di noi!

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  Un giorno stavo camminando sulla spiaggia insieme ad alcuni amici e qualcuno ha
gridato:

"Guardate, un uccello morto!".

Un tale ha guardato verso il cielo ed ha chiesto: "Dove?".



Essi camminano tra di noi!

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Visitando un appartamento, mio fratello ha chiesto all'agente immobiliare in che
direzione si trovasse il nord, perché non voleva che la luce del sole lo
svegliasse tutte le mattine.

Lei ha domandato: "Ma il sole sorge a nord?".

Mio fratello le ha spiegato che il sole sorge a est, da qualche tempo a questa
parte.

Lei ha scosso la testa e ha replicato: "Oh, non riesco a tenermi aggiornata con
tutta questa roba...".



Essi camminano tra di noi!

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Io e un mio collega stavamo pranzando in una caffetteria, quando abbiamo sentito
un'impiegata che parlava della scottatura che aveva preso nel weekend mentre
guidava verso la spiaggia.

Guidava una decapottabile, ma diceva che non pensava si sarebbe scottata perché
"la macchina si stava muovendo".



Essi camminano tra di noi!

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Mia sorella ha un utensile salvavita che serve a tagliare la cintura di
sicurezza dell'auto nel caso si rimanga intrappolati.

Lo tiene nel portabagagli della macchina.



Essi camminano tra di noi!

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Ero in giro con un mio amico, quando abbiamo visto una donna con un anello al
naso che era attaccato con una catenella all'orecchino.

Il mio amico ha detto: "Ouch! Quella catena deve darle uno strappo tutte le
volte che gira la testa!".

Ho dovuto spiegargli che il naso e l'orecchio di una persona rimangono sempre
alla stessa distanza a prescindere dalla direzione in cui si gira la testa.



Essi camminano tra di noi!

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Avevo perso il bagaglio all'aeroporto e sono andato all'ufficio bagagli per
denunciare lo smarrimento.

L'impiegata ha sorriso e mi ha detto di non preoccuparmi, perché lei era una
navigata professionista, e ha detto che ero in buone mani. "Ora mi dica", mi ha
chiesto, "il suo aereo è già arrivato?"...

(Sul mio lavoro vi sono diversi professionisti come lei).



Essi camminano tra di noi!

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Quando lavoravo in pizzeria, vidi un signore che era venuto ad ordinare una
mini-pizza da asporto. Sembrava fosse da solo e il cuoco gli chiese se voleva
che gli tagliasse la pizza in 4 pezzi o in 6.

Lui ci pensò su per un po' di tempo, poi disse. "La tagli in 4 pezzi. Non credo
di avere abbastanza fame da mangiare 6 pezzi".

Essi camminano tra di noi!

E least but not least:

Scema come una scatola di sassi.

Un noto psichiatra era ospite in una conferenza accademica alla quale doveva
partecipare anche l'ex governatrice, che veniva dal nord. La signora colse
l'occasione per attaccare bottone con il dottore e gli fece una domanda per
metterlo a suo agio.

"Le spiacerebbe, dottore", gli chiese, "spiegarmi come si fa a rilevare una
deficienza mentale in una persona che sembra perfettamente normale?".

"Niente di più facile", rispose il dottore. "Basta porgli una semplice domanda 
cui chiunque saprebbe rispondere senza problemi. Se la persona esita, questo ci
mette sulla pista giusta".

"Che tipo di domanda?", chiese la signora.

"Beh, ad esempio si potrebbe domandare: `Il capitano Cook fece tre viaggi
intorno al mondo e morì durante uno di essi. Quale?'".

La governatrice ci pensò per un attimo, poi rispose con una risatina nervosa:
"Non ha per caso un altro esempio? Confesso di non essere molto ferrata in
storia".

Tristemente, non solo essi camminano tra di noi, ma votano, e il loro voto vale
quanto il nostro; e la cosa più spaventosa di tutte è che generano figli!

dal sito http://theuglytruth.wordpress.com/

traduzione di Gianluca Freda

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