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Giustizia per i morti di Bologna

Ultimissime del giorno da ADNKRONOS

lunedì 13 dicembre 2010

Il client Torrent per un P2P decentrato

Non servono più tracker né motori di ricerca: con Tribler tutto avviene direttamente tra i client.
[ZEUS News - www.zeusnews.com - 12-12-2010]
Tribler BitTorrent decentrato
Foto via Fotolia
Nonostante da tempo i client che usano il protocollo BitTorrent si stiano muovendo verso soluzioni decentralizzate (con soluzioni come Peer Exchange - PXE - e Distributed Hash Tables - DHT) è ancora quasi indispensabile passare per un motore di ricerca dedicato, se si vogliono trovare i file da scaricare.
Con l'ultima versione di Tribler, la 5.3, anche questa necessità viene a cadere: tutto si svolge tra gli utenti del software, in maniera davvero decentrata poiché non esiste più la dipendenza da un singolo nodo per alcuna funzione.
Avviando Tribler il programma si connette alla Rete cercando altri Tribler in esecuzione: trovatili, vi si connette scambiando le informazioni sull'utente (l'avatar, la lista degli amici, la cronologia dei download - che l'utente può disabilitare) poiché l'intento dei suoi creatori è anche dare vita a una social community.
Compiuta questa fase riceve le informazioni sui file disponibili in rete, che possono così essere ricercati direttamente dall'interno del client.

Newsletter Settimanale n. 66 di Cantiribelli

Link to Cantiribelli - Il portale della Musica Alternativa di Destra » Newsletter settimanale
Newsletter settimanale n.66

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Ecco la newsletter settimanale di www.cantiribelli.com, il portale della Musica Alternativa Italiana. Di seguito sono riportate le notizie più importanti degli ultimi 7 giorni:
1) Da lunedì 13 in vendita l’ultimo cd di Skoll
http://www.cantiribelli.com/da-lunedi-in-vendita-lultimo-cd-di-skoll
2) In esclusiva su Cantiribelli, scarica gratuitamente l’ultimo singolo di SKOLL !
http://www.cantiribelli.com/skoll-brigitte-bardot
3) Novità in casa “Me Ne Frego Records” con la raccolta degli Anticamera88
http://www.cantiribelli.com/novita-in-casa-me-ne-frego-records-raccolta-anticamera-88
4) Su Facebook la presentazione di “Noi” di Gabriele Marconi
http://www.cantiribelli.com/alle-1900-presentazione-online-di-gabriele-marconi
5) Pubblicato il nuovo album di Marco Zanni, chitarrista dei 270bis e Rebecca
http://www.cantiribelli.com/disponibile-il-nuovo-album-di-marco-zanni
6) Prossimi concerti:
18 Dicembre – Zetazeroalfa in Belgio
07 Gennaio – Brutal Attack e Ultima Frontiera a Guidonia(Roma)
08 Gennaio – Brutal Attack, SPQR, Dolomia, The 4Aces, Malnatt a Guidonia(Roma)
http://www.cantiribelli.com/category/concerti
7) Disponibile l’Opera Omnia degli ZPM. Info su come acquistarla
http://www.cantiribelli.com/disponibile-lopera-omnia-degli-zpm
8) Manca davvero poco alla pubblicazione del nuovo album degli Ultima Frontiera
http://www.cantiribelli.com/altre-info-sul-prossimo-cd-degli-ultima-frontiera
Grazie a tutti voi per l’attenzione,
http://www.cantiribelli.com

domenica 12 dicembre 2010

La fine dell’Europa



LA FINE DELL’EUROPA – Il ruolo dell’ebraismo
di Maurizio Barozzi
Non senza un certo impegno, del resto ben meritato, abbiamo terminato la lettura di un eccellente testo appena pubblicato dalle Edizioni Effepi di Genova e realizzato da Gianantonio Valli: “La fine dell’Europa – Il ruolo dell’ebraismo” (Euro 85,00), un opera di 1360 pagine (ma ancor più voluminosa se si considera l’ampio formato del libro ed i piccoli caratteri utilizzati) di importanza fondamentale per la storiografia contemporanea, ma non solo, quasi una summa della ricerca storica sull’argomento trattato.
L’autore, che oltre a saggi e libri vari, aveva già realizzato un altra opera monumentale “I complici di Dio – Genesi del mondialismo (di circa 6000 pagine se rapportate ad un normale formato editoriale), in massima parte incentrata sul ruolo dell’ebraismo nella cinematografia e tutte le conseguenze a questo ruolo correlate nella genesi del mondialismo, in questa nuova opera spazia su oltre un secolo di storia, il XX°, riallacciandosi a tutti quegli antecedenti che gli sono connessi, e fa emergere, con estrema chiarezza, le origini, le trame e le cause che hanno condotto ai nostri giorni, dove oramai possiamo constatare la “fine dell’Europa”, con le sue tradizioni e culture e le sue genti spazzate via da un nuovo ordine mondiale imposto dalla forza bruta delle armi e annichilita da un forzato melting pot, un crogiuolo multietnico di razze e culture, che già fanno prefigurare un futuro e diffuso meticciato planetario che spazzerà definitivamente via una civiltà millennaria senza neppure lasciarne il “ricordo” nelle future generazioni inevitabilmente prive di radici storiche, culturali e di razza.
E tutto questo non è accaduto per caso, perchè fin da tempi immemori ci sono stati ideali, uomini e mezzi che hanno perseguito questo scopo.
La ricerca storiografica dell’autore, supportata da una bibliografia di oltre 4.000 titoli, fa emergere con estrema chiarezza i progetti e i sottili fili che hanno mosso e interconnesso tra loro volontà e personaggi che oggi sintetizziamo approssimativamente nel termine “mondialismo”, una tendenza ed un progetto finalizzato ad una ideale Repubblica Universale.
Massonerie, ebraismo internazionale, Alta finanza, sponde geopolitiche atlantiche (Gran Bretagna e soprattutto gli Usa con il loro spaventoso potenziale finanziario e industriale e la loro american way of life), sono stati in genere gli artefici di questa “grande opera” massonica e l’autore li delinea uno per uno, ne ricorda e ne illustra le cointeressenze, i segreti allacci, gli uomini, le posizioni assunte nelle recenti vicende storiche. E dalla ricerca escono fuori inevitabilmente le figure e il ruolo dell’ebraismo che viene a trovarsi al centro di questo progetto distruttivo per la civiltà europea e realizzativo per il sogno del “grande Israele”. Un ebraismo che risulta come la vera “anima nera” nella sovversione degli antichi e consolidati costumi, valori e tradizioni e nell’annientamento, tramite la potenza delle armi, delle nazioni a questi progetti riottose.
Questa indagine storica, precisa, documentata, analitica, non può che evidenziare come nella prima metà del secolo XX°, quasi per una sorta di miracolo, il processo mondialista, già avanzato dopo l’esito della Grande Guerra, venne ad interrompersi grazie alla reazione vittoriosa messa in atto da uomini e ideali che portarono all’avvento dei regimi fascisti in Italia e in Germania.
Ma la controreazione dell’ebraismo fu immediata e veemente, una vera e propria dichiarazione di guerra, a tutto campo, alla Germania nazionalsocialista e per riflesso all’Italia fascista.
Le posizioni di potere, da anni raggiunte e detenute dall’ebraismo e dalla massoneria ed esso sodale, in nazioni dall’avanzato progresso industriale e finanziariamente forti, sull’asse Londra/New York, gli consentirono alla fine di scatenare una guerra di distruzione totale per la Germania e l’Italia e il conseguente perfido programma di ``rieducazione`` di massa dei rispettivi popoli.
L’analisi tocca anche aspetti ideologici e culturali, soffermandosi spesso su la parte avuta dalla cinematografia, questa nuova arte esplosa nel secolo scorso che ha fatto da supporto e spesso da battistrada ai cambiamenti epocali ed ha ampliato a dismisura quelli che erano sempre stati i soliti mezzi della “propaganda di guerra”.
Grandi case di produzione, produttori, registi, scenografi, attori, ecc., in massima parte, guarda caso, di origine ebraica, tutti coinvolti non solo in un grande business, ma in una vera e propria manipolazione dell’opinione pubblica e dell’inconscio collettivo tanto da imporre a società e culture affatto diverse e antitetiche, stili di vita, comportamenti, mode, tendenze ideali e politiche. Una cinematografia divenuta, nel secolo delle masse, una micidiale “arma” bellica che venne ad affiancarsi al già consolidato “quarto potere”, quello della stampa.
Constateremo allora come, in realtà, il Novecento con le sue due guerre mondiali, può di fatto essere ricondotto ad un solo spaventoso evento bellico, diviso in due atti: Grande Guerra e Seconda Guerra mondiale, attraverso il quale venne portato un criminale attacco militare all’Europa con il fine di annientarla fisicamente. Nel primo atto vennero spazzate via le ultime, seppur decadenti vestigia e gli Stati improntati a forme istituzionali e tradizioni, per così dire, di Trono e Altare, atavici nemici della massoneria e nei quali l’ebraismo pur vi dimorava placidamente e vi trafficava, ma non erano certamente il suo ideale di vita e di società, essendo questi costituiti dalle forme repubblicano democratiche delle Istituzioni e dalle strutture liberiste per la finanza e l’economia, tipiche delle Nazioni occidentali.
Nel “secondo atto”, che nel frattempo vide esplodere il fenomeno bolscevico che andò ad aggiungersi alla volontà democratica e capitalista contro l’Europa, furono invece spazzati via i regimi nazional popolari d’Italia e Germania, che quasi per uno di quei miracoli che la storia qualche volta concede, avevano momentaneamente spezzato e interrotto il progetto distruttivo della civiltà europea. Ma Italia e Germania furono dapprima isolate, poi minacciate e ricattate ed infine aggredite e costrette ad una guerra apocalittica e con mezzi impari.
L’Europa così definitivamente annientata venne infine occupata brutalmente, colonizzata, divisa a Jalta da una spartizione di nazioni, cruentemente ridisegnate nei loro confini etnici e geografici, che avrebbe visto popoli, partiti, governi e Stati, strumentalmente contrapposti in due blocchi, Est – Ovest, apparentemente “nemici”, ma in realtà strategicamente univoci nello sfruttamento e sovvertimento dei popoli europei e nella distruzione di ogni forma di Stato-Nazione. Ma questa divisione, oltretutto, non era che una tappa transitoria, di un percorso che dovrà inevitabilmente condurre a quella Repubblica Universale, quell’ordine planetario, cosmopolita e globalizzato, auspicato dal mondialismo.
Ed è così che anche la seconda metà del XX° secolo, fino ai giorni nostri, può essere considerata una specie di “terzo atto bellico” nel quale viene attuato un altro tipo di guerra “non convenzionale”, ma non per questo meno devastante: quella del lavaggio dei cervelli attraverso l’enorme importanza e diffusione dei mass media, la globalizzazione delle economie e delle culture e conseguente dissoluzione di ogni specifica diversità, sottomissione delle economie e degli Stati all’Alta finanza cosmopolita, diffusione forzata della società multirazziale.
La ricerca storiografica dell’autore, precisa e documentata, arricchita di foto e tabelle riassuntive, è sicuramente di un livello di gran lunga superiore a quello normalmente praticato dalla storiografia “politicamente corretta”.
L’autore infatti, senza scantonare nel complottismo non dimostrato, si attiene ai fatti, individua e ricerca le motivazioni e gli interessi che li hanno determinati e come li hanno determinati, espone i substrati culturali e ideologici che gli stanno alla base, descrive la genesi e lo sviluppo degli avvenimenti storici presi in esame, individua e ricollega i nomi dei personaggi principali che hanno occupato cariche, svolto ruoli storici, sociali e culturali particolari, manipolato in qualche modo “forze” e poteri e finisce quindi per completare e sintetizzare un quadro storico ben più esaustivo di quello solitamente realizzato da storici e giornalisti storici che, spesso per viltà e opportunismo, fingono di non vedere tutto quello che si svolge dietro le quinte.
Certamente la storiografia non può essere fatta soltanto con il ricollegare fatti e circostanze che in definitiva sembrano condurre ad un preciso fine e quindi, da questi dati, così riassunti e raccolti, trarne dei sillogismi categorici e assoluti, e neppure soltanto con l’elencare nomi e cognomi che hanno svolto un particolare ruolo a questo fine connaturato, ma la storiografia neppure può essere fatta ignorando tutti questi aspetti, in molti casi nascosti e sottili, delle vicende umane.
Nella Storia, infatti, intervengono molti elementi e interessi di eterogenea natura, ma è anche vero che la Storia “viaggia” sulle gambe degli uomini i quali “complottano”, perseguono scopi, “agiscono”, creano fatti e circostanze e queste azioni che provocano effetti, cause e concause che si sommano tra loro, lasciano tracce più o meno nascoste nelle cronache storiche.
“La fine dell’Europa – Il ruolo dell’ebraismo”, questa monumentale opera realizzata dall’autore rappresenta quindi una fondamentale ed indispensabile integrazione alla Storiografia contemporanea.
La concretezza degli argomenti e la ricchezza dei dati, fornita dall’autore, ci consente di accennare ad una importante e decisiva osservazione sulla vera portata della Geopolitica nei tempi attuali.
La geopolitica, infatti, questo “motore” della Storia che mostra come, in definitiva, Stati e Nazioni si dividono, si scontrano e si compattano dietro i grandi interessi geopolitici, gli unici che possono garantire nel tempo lo sviluppo futuro e la sicurezza militare ai poli antagonisti della terra: le realtà continentali e quelle talassocratiche, un “motore” che ha da sempre guidato o in qualche modo sostanziato strategie ed eventi bellici, mostra di essere oggi giorno posto in secondo piano, o comunque non essere più così “strategicamente decisivo” come in passato.
Saremmo quindi in presenza di un sia pur parziale scadimento di importanza della geopolitica nella realtà storica, probabilmente a causa dell’enorme sviluppo dei mezzi di comunicazione e di trasporto, della globalizzazione delle economie e soprattutto dell’enorme potere raggiunto da Lobby e Consorterie trans e over nazionali, capaci di dettare strategie di natura mondialista alle singole Nazioni, strategie spesso contrarie ai loro reali interessi anche di natura geopolitica.
Non può infine che trovarci pienamente d’accordo la premessa dell’autore, una premessa alla quale anche noi, nel nostro impegno di ricercatori storici, eravamo da tempo analogamente arrivati. Afferma infatti l’autore che il suo impegno, il suo sforzo che lo ha portato a pubblicare quest’opera, non è finalizzato, per incidere nella “realtà”, ad una eventuale attività politica partitica o altro che, stante come stanno le cose nei tempi attuali e relativa demo repressione, sarebbe insulsa e foriera di intima corruzione e neppure, ovviamente, per auspicare una rivolta “violenta”, seppur virile, che avrebbe come unica conseguenza quella di veder sostituito e riprodotto, più forte di prima, quanto si credeva annientato determinando così, come unica conseguenza, l’abbattersi di una spietata mannaia da parte del Sistema su ogni aspetto culturale e gruppo politico non conforme (se non, aggiungiamo noi, lo strumentalizzare, attraverso l’infiltrazione, certe azioni per fini a vantaggio proprio del Sistema stesso).
Resta allora, conclude l’autore, l’ultima possibilità, quella “culturale”: “riportare alla luce informazioni celate da decenni, raccogliere documentazione, rettificare interpretazioni filosofiche, storiche e politiche, ordinare un corpus documentale e “interpretativo” del passato e quindi utile per il futuro>>.
Con qualcosa di più di una speranza, che il “seme”, in futuro, possa attecchire.

Aggiornamenti di EURASIA rivista di studi geopolitici

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Di seguito gli aggiornamenti al sito di "Eurasia" di questa settimana (4-10 Dicembre 2010):
MERCOLEDÌ, 8 DICEMBRE
I "vory v zakone": una questione d'onore
Eleonora Ambrosi

«L’onore non si può togliere, si può solo perdere » scriveva Anton Cechov. Si comportano di conseguenza i vory v zakone, ossia «i ladri che obbediscono al codice». In alcune traduzioni italiane vengono definiti «ladri che obbediscono ad UN codice», come se in realtà non si conoscesse a quale codice ci si stia riferendo.
MARTEDÌ, 7 DICEMBRE

L’F-35 va alla deriva
Giancarlo Chetoni
Ci sono tutte le premesse per recitare l’epitaffio sul velivolo della Lockheed Martin e sul più ambizioso e costoso progetto aeronautico USA-NATO per l’intera prima metà del XXI° secolo. E almeno fino ad oggi, in questo segmento di 5° generazione in Occidente altro non c’è.

LUNEDÌ, 6 DICEMBRE
Il ritorno turco nei Balcani
Alessandro Daniele
La partecipazione, registratasi lo scorso luglio, del primo ministro turco Erdogan a fianco del presidente bosniaco Silajdzic e di quello serbo Tadic alle commemorazioni per il 15° anniversario del genocidio di Srebrenica ha segnato il ritorno della Turchia nei Balcani e l’esportazione della sua politica di “zero problemi coi vicini” anche nella ex Jugoslavia.

Il Giappone, il G-20 di Seoul e il summit APEC di Yokohama: tra sogni di chiusura a timidi segnali di apertura
Mario Vincenzo Casale
Tutti gli occhi erano puntati su Seoul in occasione del summit del Gruppo dei G-20 tenutosi per l’appunto l’11 e il 12 novembre scorsi nella capitale sudcoreana. Una scelta dovuta, quella di Seoul come sede del summit, in quanto la Corea del Sud è stata la protagonista negli ultimi 50 anni...

DOMENICA, 5 DICEMBRE
Shale gas vs South Stream. La campagna del "Corsera"
Daniele Scalea
Il "Corriere della Sera" ha lanciato una campagna per rinunciare al gasdotto South Stream ed investire tutto nel gas di scisto. E' davvero realistico immaginare l'emancipazione dell'Italia dalle importazioni energetiche grazie al gas di scisto? Oppure si mira soltanto a cambiare importatore?

SABATO, 4 DICEMBRE
Artico: l’importanza delle relazioni energetiche russo-norvegesi
Alessio Bini
Le relazioni tra Federazione Russa e Norvegia possono e devono essere guardate dagli altri attori artici come ad un modello di cooperazione da imitare. Chiaramente esistono differenze di vedute anche importanti tra i due, ma tutto sommato sembra che a prevalere siano gli elementi centripeti su quelli centrifughi.
...E tanti altri articoli sono disponibili sul sito.
Le ricordiamo che è attualmente disponibile in libreria l'ultimo numero di "Eurasia" (2/2010) dedicato a l'Italia: 150 anni di una piccola grande potenza
Inoltre da oggi sino al 15 Gennaio 2011 a chi sottoscrive un abbonamento alla nostra rivista, "Eurasia" regala un libro fino a un massimo di 30 € complessivi di risparmio! La rimandiamo qui per ulteriori dettagli.
Buona lettura!
la Redazione
inv
invPer consultare gli archivi della Lista di diffusione Eurasia {cliccare}
Per contattarci per email {cliccare}

venerdì 10 dicembre 2010

RAIDO idee e materiali per la cultura tradizionale


Aperture straordinarie
Si comunica che i locali dell'Associazione resteranno aperti anche Domenica 12 e Domenica 19 Dicembre, con orario continuato 10-20 e nella giornata di Venerdì 24 con orario continuato 10-18; invece resteranno chiusi Sabato 25 e Domenica 26 Dicembre.
Prossimi appuntamenti

Giovedì 23 dicembre
ore 19.00
FESTA DEL SOLSTIZIO D'INVERNO
In concerto
AURORA LIVE ACUSTICI
presenteranno il loro nuovo album
SULLE SCOGLIERE REMOTE
Pacchetto "Mistica Fascista"

Raido 38  Speciale Scuola di Mistica Fascista +
Libro Mistica della Rivoluzione Fascista +
Dvd Poeti dell'azione
eur 20.00 anzichè 27.00!
Intervista a Maurizio Rossi
L'intervista rilasciata da Maurizio Rossi al termine della conferenza
"Mistica della Rivoluzione Fascista"
E' disponibile!
NOI - Canzoni d'amore per la lotta e di lotta per l'amore

Autore: Gabriele Marconi
Anno: 2010

Il libro-cd: Si tratta di una raccolta antologica delle canzoni di Gabriele più l'inedito "Cari amici miei". In allegato al cd ci sarà anche un libro, edito dalla Moimeme Corporation che, come scrive lo stesso Gabriele sulla pagina di facebook dedicata all'evento, "raccoglie pensieri in libertà e flash back sugli anni di piombo, partendo da 13 canzoni di: Amici del Vento, Compagnia dell'Anello, ZPM, 270Bis, Francesco Mancinelli, Pino Tosca, Massimo Morsello e mie".
ACQUISTALO ORA!
Sugli scaffali



La conquista del sud,
Carlo Alianello,
Il Cerchio,
eur 16.00
Idee sul destino del mondo,
Adolf Hitler,
Ar,
eur 28.00
Il gerarca con il sorriso,
Aldo Grandi,
Mursia
eur 22.00



Il bando e le altre,
Zetapiemme,
eur 10.00
La nuova nobiltà di sangue e suolo,
Walter Darrè,
Ritter,
eur 18.00
Sahara sabia e sangue,
Pierluigi Felli,
Fuoco,
eur 13.00
!VAI AL CATALOGO COMPLETO!
Altre comunicazioni
Gli ordini pervenuti entro il 19 Dicembre saranno evasi fino al 23 Dicembre; per gli altri non si garantisce la spedizione entro tale data.
Dal Blog
Una cattiva abitudine

Mantenere uno stato di chiarezza mentale, lucidità di giudizio sulle cose e situazioni. Al contrario l'uomo-scimmia del ventunesimo secolo ha una cattiva abitudine: si lascia trasportare dall'errore e dall'ignoranza o magari da qualche suggestione; spasmi emotivi che offuscano la sua mente e come spesso accade forniscono ad esso un' interpretazione sbagliata della realtà. Continua>>

Sursum Corda, Raido
Il responsabile per il web

Via Scirè 21/23, 00199 Roma
tel e fax: 06.86217334
e-mail: libreria@raido.it
e-mail per ordini: ordini@raido.it
sito internet: www.raido.it
web blog: www.azionetradizionale.com

Bombe demografiche

pubblicata da Strade Perdute il giorno mercoledì 8 dicembre 2010 alle ore 9.47
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L'India è una potenza fuori controllo mentre l'Africa entro 40 anni avrà un miliardo di abitanti in più. Un rapporto Onu lancia l'allarme sul futuro del pianeta.
Non hanno timer e non deflagrano come classici ordigni ma quando scoppiano possono produrre effetti devastanti. Sono le cosiddette "bombe demografiche". In un mondo che sta già facendo i conti con gli effetti del sovrappopolamento, sono in particolare due quelle innescate che inducono demografi e geografi a tracciare quadri inquietanti: in India e in Africa.
Il cappio indiano. La prima minaccia arriva dall'India che attualmente, con il suo miliardo e duecento milioni di abitanti è il secondo Paese più popoloso del mondo, dopo la Cina. Un primato, quello di Pechino, che potrebbe passare di mano già a partire dal 2025, quando gli indiani arriveranno al miliardo e settecento milioni. Sempre che il trend rimanga costante, ipotesi più che probabile se si guarda alle statistiche degli ultimi anni. Il piano noto come National Population Policy, varato nel 2000, prevedeva la riduzione del tasso di fertilità per arrivare ad una stabilizzazione entro il 2045 e una serie di obiettivi intermedi, come quello di portarlo a 2,1 entro il 2010. Target mancato clamorosamente, visto che i dati di quest'anno lo fissano a 2,8, la media figli di ogni donna indiana. Se in alcuni stati del subcontinente come il Tamir Nadu o il Kerala negli ultimi anni si sono registrati forti progressi, nel nord e nel centro dello sterminato Paese la media è di circa quattro figli per coppia. Il simbolo del disastro incombente è l'Uttar Pradesh, uno stato che da solo conta 190 milioni di abitanti e dove è fallito qualsiasi tentativo di pianificazione e razionalizzazione. Manca la volontà politica del  governo centrale ma anche la consapevolezza che se negli anni Novanta l'India si è avvantaggiata della sua forza demografica e di una popolazione molto giovane da sfruttare come manodopera, adesso questi stessi elementi si stanno trasformando in un cappio.
Il continente urbanizzato. Se lo scenario indiano preoccupa, quello africano fa venire i brividi.  Secondo i dati forniti dall'agenzia dell'Onu che monitora il processo di urbanizzazione, UN-Habitat, entro il 2050 si assisterà ad un massiccio spostamento di popolazioni dalle campagne alle città. Il numero di abitanti delle aree metropolitane triplicherà: entro questa data arriverà a 1,3 miliardi. Erano poco più di 500 mila nel 1950. Colpa anche del boom demografico, che si tradurrà in un miliardo di abitanti in più nei prossimi 40 anni, solo in Africa. La crescita più impressionante, pari all'80 per cento, stando alle proiezioni, sarà quella di Ougadougou, in Burkina Faso, che in 10 anni potrebbe passare dagli attuali 1,9 milioni di abitanti a 3,4. Più contenuto a livello percentuale ma ugualmente preoccupante, lo sviluppo di Lagos, Nigeria - che nel 2025, con i suoi 16 milioni, toglierà a Il Cairo la palma di metropoli più popolosa (il sorpasso è previsto per il 2015) - Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo (15 milioni) e Luanda, Angola (8 milioni), tutte con tassi di crescita che oscillano tra il 40 e il 50 per cento, mentre quelli di Niamey (Niger), Kampala (Uganda), Dar es Salaam (Tanzania) e Mbuji-Mayi (Rdc) sfioreranno il 60 per cento.
Un oceano di miseria. Ciò che spaventa di più, è la consapevolezza che aumenteranno le bocche da sfamare mentre con lo spopolamento delle campagne diminuirà la forza lavoro impegnata nell'agricoltura, con un conseguente calo della produzione alimentare. Come vivranno i futuri cittadini africani allora? Il rapporto Onu chiude la porta alla speranza: "Sarà un oceano di miseria con isole di benessere", si legge nel testo. La paura è che l'urbanizzazione si tramuti in una crescita senza precedenti degli slum, le baraccopoli che circondano molte capitali africane. Timori che sono quasi certezze, soprattutto perché negli ultimi anni, molte società europee e mediorientali hanno comprato appezzamenti vastissimi nel continente, per la produzione di cibo destinato a tavole e mercati degli altri continenti o per coltivazioni water-intensive, che necessitano di una enorme quantità di acqua. Senza cibo, senza acqua e strangolata dagli slums. Questa è la cartolina che il rapporto dell'agenzia con sede a Nairobi sta disegnando per il futuro prossimo.  E già il presente è piuttosto inquietante: anche quest'anno, abbiamo esaurito già ad agosto le risorse naturali che la terra può fornire e reintegrare nell'arco di 12 mesi. L'Africa per molti era il continente della speranza, quello che avrebbe rimesso la natura al centro dello sviluppo. Le proiezioni Onu dicono il contrario, se questi trend non saranno invertiti. Uno spazio di manovra resta ma si va facendo sempre più stretto.
di Alberto Tundo - 07/12/2010

giovedì 9 dicembre 2010

Un Natale di solidarietà

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GRANDE SUCCESSO PER LE INIZATIVE DI BENEFICENZA DE L’UOMO LIBERO.

«Un pubblico attento e sensibile. Un’importante serata dedicata all’amicizia e alla solidarietà» appare visibilmente soddisfatto Walter Pilo, presidente de l’Uomo Libero onlus (www.luomolibero.it) al termine della Cena di Solidarietà organizzata ad Avezzano (AQ) alla quale hanno partecipato più di centotrenta persone.
«L’organizzazione della cena ha rappresentato un grosso sforzo organizzativo ma il tutto è ripagato nel vedere così tante persone entusiaste del lavoro che facciamo e così sensibili alla difesa della libertà. È uno sprono e uno stimolo a continuare con sempre maggiore impegno» proseguono Claudio e Cinzia, coordinatori dei progetti de l’Uomo Libero in Birmania. «E il piacere dello sforzo non è finito: il prossimo fine settimana saremo impegnati a Riva del Garda ».
Il Grand Hotel Liberty sarà infatti la cornice della cena di solidarietà organizzata per sabato 11 dicembre alla quale sono già prenotate più di duecentocinquanta persone e il cui ricavato, come per la cena di Avezzano, sarà investito nei progetti di solidarietà internazionale de l’Uomo Libero, primo fra tutti “Terra e Identità” a favore del popolo Karen in Birmania Orientale.
È possibile contribuire ai progetti de l’Uomo Libero anche con una donazione sul cc n.° IT 54 D0521635320000000029783 (Credito Valtellinese, intestato a “l’Uomo Libero” onlus) ovvero regalando i prodotti artigianali creati da l’Uomo Libero (Lampada del Solstizio, palle di Natale … tutto su www.luomolibero.it).
Arco, 8 dicembre 2010

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