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Ultimissime del giorno da ADNKRONOS

domenica 25 luglio 2010

Il pericolo che viene dal browser

Il pericolo che viene dal browser

Safari consegna automaticamente le informazioni personali degli utenti. Ma anche gli altri browser presentano vulnerabilità che espongono al furto delle password.
[ZEUS News - www.zeusnews.com - 24-07-2010]
Safari bug autocompletamento furto Grossman
Foto via Fotolia
Gli utenti di Safari 4 e 5 farebbero bene a disabilitare quanto prima la funzione di autocompletamento dei moduli: Jeremiah Grossman, di WhiteHat Security, ha scovato un problema che può far cadere nelle mani sbagliate le informazioni personali degli utenti.
La causa di tutto ciò sta nel modo in cui Safari (e non è chiaro se altri browser basati su Webkit soffrano dello stesso problema) gestisce l'inserimento dei dati nelle form.
Grossman ha scoperto che, se in una pagina Web sono presenti dei form dinamici con alcuni nomi specifici (come indirizzo, cognome e via di seguito) usando JavaScript è possibile farli riempire automaticamente, anche se detti form non sono visibili all'utente.
Ciò porta a un possibile ed evidente problema di privacy, che lo scopritore afferma di avere notificato a Apple già lo scorso 17 giugno, ricevendo tuttavia soltanto una risposta automatica.
L'azienda di Cupertino ha commentato l'uscita di Grossman (il quale ha anche preparato una pagina dimostrativa) cercando di rassicurare gli utenti e asserendo di essere al lavoro su una soluzione.
Se i browser non basati su Webkit sono al sicuro per quanto riguarda questa la vulnerabilità, non è detto che i loro utenti possano dormire sonni tranquilli: alla prossima Black Hat Conference, in programma a Las Vegas i prossimi 28 e 29 luglio, lo stesso Grossman mostrerà bug in Firefox, Internet Explorer 6 e 7 e Chrome che metterebbero in pericolo le informazioni salvate dagli utenti nel sistema di inserimento automatico dei dati di login.

Obbligo di rettifica per i blogger entro 48 ore.

DDL intercettazioni, arriva l'obbligo di rettifica immediata

Respinti gli emendamenti per scongiurare l'obbligo di rettifica per i blogger entro 48 ore. Multe fino a 12.500 euro. La Rete protesta.
[ZEUS News - www.zeusnews.com - 23-07-2010]
Obbligo rettifica blog 48 ore ddl intercettazioni
Foto via Fotolia
La legge bavaglioimbavaglierà per davvero anche i blogger: il DDL sulle intercettazioni, checontiene anche l'obbligo di rettificaentro 48 ore per tutti i siti Internet, resterà così com'è nonostante gli emendamenti presentati degli onorevoli Cassinelli (PDL) e Zaccaria (PD).
Tali emendamenti sono stati infatti giudicati inammissibili e pertanto rifiutati. Con l'approvazione definitiva della norma, dunque, tutti i siti saranno avranno obblighi addirittura maggiori della stampa tradizionale: se riceveranno una richiesta di rettifica per via di un testo da loro pubblicato, dovranno ottemperare entro 48 ore, pena una sanzione che potrà arrivare fino a 12.500 euro.
Non facendo alcuna distinzione tra testate giornalistiche online e semplici blog (come invece gli emendamenti respinti richiedevano), la norma mette nei guai soprattutto chi gestisce i siti amatoriali e non se ne occupa quotidianamente: per evitare la pesantissima multa occorre una tempestività che un normale blogger solitamente non ha.
L'obbligo di rettifica esisteva anche prima di questa legge, tanto per la stampa quanto per i blogger. Ma i tempi erano meno stretti: per i periodici su carta le rettifiche vanno pubblicate entro il secondo numero successivo alla settimana in cui è pervenuta la richiesta di rettifica, mentre per i quotidiani non oltre due giorni da quello in cui è avvenuta la richiesta.
Di qui la protesta che si sta levando in rete (anche con numerose petizioni su Facebook) contro una legge che sembra fatta apposta per limitare seriamente la libertà d'espressione in rete; una legge ritenuta dai più inutile, dato che a Internet si applicano già le norme che coprono la calunnia e la diffamazione, che sarebbe sufficiente applicare.
Non tutto è perduto, in ogni caso. L'onorevole Cassinelli ha intenzione di continuare la propria battaglia ripresentando in Aula l'emendamento, leggermente corretto: non si tratta della migliore delle soluzioni (se venisse accettata, l'idea di Cassinelli consentirebbe ai blog soltanto di avere sette giorni di tempo per la rettifica in luogo delle 48 ore) ma permetterebbe di avere qualche margine di manovra in più.

sabato 24 luglio 2010

Latte materno addio!

Latte materno addio!
di Rutilio Sermonti - 22/07/2010




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Che la società che si definisce “progredita”, ovvero “avanzata”, non offra ai suoi giulivi componenti che una serie di bufale, da pagarsi a caro prezzo, è, per i redattori e collaboratori di Rinascita, un fatto scontato. Il maggior progresso, invero, è stato realizzato nei mezzi e nelle tecniche con cui si possano prendere globalmente per i fondelli masse sterminate ed eterogenee, in misura che, in passato, non era neppure ipotizzabile. Non di meno, farlo intendere a chi ancora si cibi di chiacchiere melense sulle “magnifiche sorti progressive” resta una delle fatiche cui non ci si può sottrarre.
Una delle più estese, madornali e tipiche di queste bufale, montate accanitamente a furia di disinformazione e di retorica, è la cosiddetta emancipazione della donna, che sarebbe come dire equiparazione al maschio. A parte la forma rientrante, anziché sporgente, degli organi dell’accoppiamento, qualche illustre imbecille ha scoperto che donne e uomini sono esseri assolutamente identici e fungibili e come tali è giusto (?) trattarli. L’effetto di simile aberrazione sulle comunità umane è stato, ovviamente, catastrofico ed è quindi buona regola, per chi punta alla redenzione, prendere (metaforicamente) i tonti per le chiome della nuca e strofinar loro il naso su questo o quel “beneficio” del nuovo ordine sessuale. Per esempio: l’alimentazione dei neonati. Secondo i decreti di Madre Natura – che se ne sbatte della Consulta – esiste una vasta serie di animali, detti appunto “mammiferi”, i cui piccoli vengono alimentati con una secrezione della madre, denominata “milk”, o, volgarmente, latte. Noi uomini – anche i più vermi – siamo appunto mammiferi. Anche per noi, quindi, l’alimentazione col latte materno costituisce la migliore in assoluto, il “non plus ultra”, l’ideale per il bene del piccolo e anche della madre.
Gli altri mammiferi non lo sanno, ma vi si attengono scrupolosamente. Noi, invece, lo sappiamo con estrema precisione, grazie a studiosi che hanno diligentemente rilevato e spiegato le splendide virtù di quel sistema, per la salute del corpo e persino della mente, sia del poppante che della nutrice. Però abbiamo inventato le pari opportunità e lo abbiamo dimenticato. Più che dimenticato, direi che ce ne siamo fregati. Sarà che le fregnacce scacciano la verita, come (si dice) la moneta cattiva scaccia quella buona. Si dice anche, però, “verba volant; scripta manent”. E gli scritti servono, appunto, a rimediare alla carenza di memoria. Il sottoscritto, per esempio, quello che sa sui benefici del latte dal seno, mica se lo ricorda da quando poppava lui! Troppo tempo è passato! Lo ha letto anche lunedì scorso su lavori dei competenti, tutt’altro che segreti e alla portata di chiunque, compresi i patiti delle “pari opportunità”, per pochi euro. Ma io non me ne frego; loro sì.
Lo sapete che è? Che tutto dipende dai punti di vista. E, per noi, il punto di vista politico è quello di ricercare e sperimentare il modo migliore per tutelare un popolo nelle sue esigenze di ogni livello; per loro, invece, è quello di fare affari (business, mi spiego?) e del popolo fregarsene del tutto. Sia noi che loro sappiamo, o possiamo facilmente sapere: che il latte materno contiene tutte, e nella giusta dose, e nella forma meglio digeribile, le sostanze nutritive di cui il piccolo abbisogna, assai meglio che la più “scientifica” nutrizione artificiale; che la resistenza di un piccolo alle infezioni è esattamente proporzionale all’aliquota di latte materno nella sua nutrizione e ciò sia per quelle, gravissime, all’intestino, sia per quelle bronco-polmonari, sia per quelle auricolari e urinarie; che tali benefici permangono molto oltre lo svezzamento, per l’intera infanzia, e persino oltre la pubertà; che il loro effetto protettivo è tale da consigliarne vivamente la protrazione integrativa di altri cibi anche dal 6° al 12° mese; che l’allattamento giova molto anche alla puerpera, assicurandone il ritorno alle condizioni fisiche (ed estetiche) pre-gravidanza, senza mestieri di diete debilitanti o di interventi e farmaci vari; che, inoltre, diminuisce molto, per la madre, la frequenza di osteoporosi e di tumori alla mammella e all’utero; che, in aggiunta ai benefici fisici, l’allattamento al seno presenta, sia per il nato che per la madre, rilevanti pregi psicologici, consistenti per il primo, in un maggior legame con la madre e, quindi, con la famiglia e per la seconda nell’incremento della fiducia in se stessa e nella cura (per la presenza di prolattina e di ossitocina) di quella sindrome di ansia materna che tanto gravemente inficia i comportamenti delle madri moderne verso i figli anche adulti, dando luogo a generazioni di “bamboccioni”; che, sul piano economico, si calcola che l’allattamento artificiale gravi in media, per ogni bambino, sul bilancio familiare per 1.000 euro circa, senza contare i medicinali e gli accessori, come gli orribili e inutili succhietti di plastica.
Quanto sopra, che non è tutto, chiunque può saperlo o facilmente apprenderlo. Ma il punto di vista diverso, di cui sopra si accennava, porta noi e loro a conclusioni opposte. Perché dietro alle mammelle materne non c’è il fantasmagorico giro di miliardi che vortica dietro l’allattamento artificiale, non c’è il maledetto PIL, non c’è l’illimitata possibilità di truffare il prossimo con allettamenti pubblicitari e frodi alimentari. E questo basta a trasformare, per gli uomini di “potere”, i pregi da noi prospettati in difetti e viceversa. La quasi totale scomparsa del naturale allattamento al seno diviene così ai loro occhi non un grave inconveniente della politica delle pari opportunità, ma addirittura un incentivo in più. Mungere il popolo è più redditizio che mungere le madri: è quello il punto.

venerdì 23 luglio 2010

È morto l'inventore della scatola nera

È morto l'inventore della scatola nera

David Warren aveva 85 anni. La sua invenzione ha salvato innumerevoli vite, ma all'inizio la giudicarono inutile.
[ZEUS News - www.zeusnews.com - 22-07-2010]
Morto inventore scatola nera David Warren
Quando l'australiano David Warren presentò la propria invenzione alle autorità del suo Paese, gli risposero che si trattava di una cosa inutile: non capivano a che cosa potesse servire un registratore posto nella cabina di pilotaggio degli aereoplani.
Oggi le scatole nere si trovano su tutti gli aerei e le lezioni che dal 1976 (anno della loro adozione globale) hanno impartito tramite i dati registrati hanno salvato innumerevoli vite: per tutto questo bisogna ringraziare proprio David Warren, morto a Melbourne all'età di 85 anni.

Totti deferito dalla Figc

'Alla Roma hanno rubato due scudetti', Totti deferito dalla Figc

La procura federale della Figc ha deferito alla commissione disciplinare Francesco Totti

totti
La procura federale della Figc ha deferito alla commissione disciplinare Francesco Totti, per le frasi pronunciate dal capitano della Roma nel corso di una conferenza stampa tenuta martedì a Riscone, sede del ritiro pre-campionato della squadra giallorossa. 

Totti aveva detto che "magari gli altri sono più forti, ma hanno sempre qualche favore dalla loro. Ci hanno rubato due scudetti".  Secondo il capitano dela Roma poco è cambiato rispetto ai tempi di Calciopoli, "solo i colori delle strisce. Mancano i fischi degli arbitri? Quelli mancano sempre, il problema è che gli altri sono più forti ma sono anche tutelati da tutti. I torti ci sono sempre, poi provi sempre a pensare che sia tutto fatto in buona fede. Dovrebbero mettere le telecamere, fare qualcosa, però allo stesso tempo sarebbe un altro campionato per questo non le mettono".

La formula del deferimento è quindi la solita, "espressi giudizi e rilievi lesivi del prestigio, della reputazione e della credibilità della classe arbitrale, delle istituzioni federali nel loro complesso e di una società operante nell'ambito della Figc". Deferita per responsabilità oggettiva anche la Roma.

AsiTV, la webtv dell'Agenzia spaziale italiana


AsiTV, la webtv dell'Agenzia spaziale italiana
di Lorenzo Gennari

AsiTV, la webtv dell'Agenzia spaziale italiana

giovedì 22 luglio 2010
Arriva su Internet la tv dedicata all'Italia dello spazio. È la web tv dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Lunedì c'è stato il debutto, oggi già 4 contenuti video
L'Agenzia spaziale italiana sbarca su Internet con una webtv per spiegare come l'Italia sia presente, a livello a mondiale, in tutti le fasi degli esperimenti che attualmente si stanno facendo nello spazio.
A presentare la nuova emittente online è Enrico Saggese, il presidente dell'Asi che, in un editoriale di apertura saluta tutti i visitatori e illustra i contenuti futuri della webtv.
Nei programmi della redazione non c'è solamente l'obiettivo di dare maggior risalto possibile ai programmi e le attività dell'Asi, ma verrà curata tutta una serie di format televisivi, pensati e costruiti nell'intento di comunicare la cultura e l'informazione sul mondo dello Spazio.
La rubrica "Zero Gravity" racconterà dettagli e curiosità sulla vita degli astronauti. "Pulsar" sarà un magazine di informazione che, grazie alla competenza di uno scienziato, terrà i visitatori aggiornati sull'evoluzione dell'universo, utilizzando un linguaggio comprensibile a tutti.
"Satellite con vista" sarà invece una sezione dove trovare le foto della Terra vista dal satellite, grazie alla costellazione COSMO-SkyMed. "Space Reloaded" sarà la rubrica delle curiosità che racconterà ogni volta casi emblematici di tecnologie spaziali trasferite in applicazioni pratiche sulla Terra.
L'Asi, grazie ad Internet, ha finalmente varcato i confini del televideo, unico angolo televisivo che forniva aggiornamenti sulle attività dell’Agenzia. Grazie al nuovo strumento della tv via web, l'Asi potrà ora dare il giusto risalto alle nuove storiche sfide dallo Spazio per l’Italia: dal completamento della costellazione di COSMO-SkyMed alle missioni degli astronauti Roberto Vittori e Paolo Nespoli, fino all'invio dello strumento AMS (Alpha Magnetic Spectrometer) sulla ISS.

martedì 20 luglio 2010

Ancora sul bandito gentiluomo


fascinazione: Ancora sul bandito gentiluomo: "Rapinava con 'gusto': gli interessava il gesto estetico, non il denaro di SILVIO BOTTO da LINEA QUOTIDIANO del 20 luglio 2010...."

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