Vogliamo giustizia!

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Giustizia per i morti di Bologna

Ultimissime del giorno da ADNKRONOS

lunedì 15 febbraio 2010

Sul seguente sito http://www.oppostadirezione.altervista.org/ potrete trovare il numero 13 di OPPOSTA DIREZIONE (seconda edizione).


Sommario

1- Siamo tutti Renato Vallanzasca di Massimo Fini (introduzione di Paolo Bogni)

2- Le Crisi del Debito di Manuel Zanarini

3- l’Ultimo Uomo: Nietzsche e la Sinistra “radicale” di Martino Mora (tratto da www.ariannaeditrice.it)

4- Azione,reazione,terrore di Simone Boscali

5- Le banche si armano di Eugenio Sibona

6- I Lager che il PD non vede di Lorenzo Salimbeni

7- Viva la censura! di Matteo Pistilli

8- Al di là del lavoro e del consumo di Michele Orsini

Buona lettura.

EUROPA INFORMAZIONI


EUROPA INFORMAZIONI
Io non so se, a Milano, vinceranno gli africani oppure i latinoamericani. Sono certo però che, in Italia, stiamo perdendo noi Italiani.
Grazie agli ebrei, ai preti e ai sinistri che chiedono "frontiere aperte in Italya" ma sostengono Israele che caccia i Palestinesi dalla Palestina per dare vita ad uno "stato ebraico": una massa di ipocriti senza cervello.
Riprendiamoci l'Italia.

Riprendiamoci la sovranità nazionale.

 
Antonino Amato

domenica 14 febbraio 2010

Afghanistan: una guerra senza opposizione

Afghanistan: una guerra senza opposizione

di Enea Baldi - 12/02/2010

Fonte: Rinascita

 
 

Mentre a Montecitorio scoppiano bagarre per i motivi più futili –

come quello dell'altro ieri che ha visto la sospensione dalle attività

di parlamentare per 15 giorni di Fabio Evangelisti (Idv), reo

secondo il presidente della Camera Fini di aver scatenato una rissa,

a seguito delle disparità sul ddl per il rilancio delle "competitività nel

settore agroalimentare" – l'unanimità è stata invece raggiunta

martedì scorso, quando è stato approvato il disegno di legge di

conversione del decreto governativo per il rifinanziamento della

missione militare italiana alla guerra in Afghanistan. I parlamentari,

in questo caso, "tutti uniti nella lotta", hanno accolto il

provvedimento che rifinanzia, per la cifra di 308 milioni (51 milioni

al mese) di euro, i primi sei mesi di guerra del 2010. Tutto questo

danaro servirà per mantenere 3.300 soldati, circa 750 mezzi

terrestri (carri armati, blindati, camion…) e 30 velivoli (4

cacciabombardieri, 22 elicotteri e 4 droni). Il decreto predispone

fino alla fine di giugno altri 4 milioni e mezzo di euro per altre

"spesucce" di carattere militare (supporto all'esercito afgano, alla

polizia, e al personale militare della Croce Rossa Italiana che assiste

le nostre truppe).

Alla cifra di 308 milioni di euro, vanno aggiunte poi le spese per

l'invio in Afghanistan di altri 1.000 soldati, che avverrà dopo l'estate

e che riguarderà quindi il rifinanziamento del secondo semestre

2010. Alla fine del 2010 così, l'intervento delle nostre forze armate

alla guerra di occupazione in Afghanistan, costerà agli italiani oltre

600 milioni di euro. Finora, compreso il rifinanziamento per il primo

trimestre 2010, la guerra in Afghanistan è costata quasi 2 miliardi e

mezzo di euro: 70 milioni di euro nel 2002, 68 milioni nel 2003, 109

milioni nel 2004, 204 milioni nel 2005, 279 milioni nel 2006, 336

milioni nel 2007, 349 milioni nel 2008, 540 milioni nel 2009. Quanti

altri miliardi dovranno ancora essere sottratti dalle tasche dei

contribuenti prima che qualcuno dica basta a questa scellerata

politica dell'invasione ai danni dei cosiddetti Paesi "nemici della

democrazia"? Che fine hanno fatto quei "pacifinti" che durante gli

anni '60-'70 tappezzavano le piazze di bandiere rosse, calpestavano

bandiere a stelle e strisce e urlavano slogan antiamericani? E

soprattutto c'è da chiederci cosa sia rimasto dell'articolo 11 della

nostra Costituzione che "ripudia la guerra come mezzo di

risoluzione delle controversie internazionali".

Ormai è chiaro che la Costituzione italiana è solo quel pezzo di carta

di cui i politici si riempiono la bocca (spesso senza neppure

ricordare l'articolo 1, come dimostrano i servizi della trasmissione

televisiva di Italia1, Le Yene) solo per decantarne lo sforzo di

redazione del biennio post-bellico che ne vide i natali.

13 febbraio 1945 Dresda



Sono passati gli aerei inglesi ed americani con migliaia di bombe al fosforo, per bruciare vive le persone (per lo più sfollati, vecchi donne e bambini). per tre giorni e tre notti.

Sono passati i democratici, che poi vogliono insegnare.

Sono passati i democratici, che poi hanno istituito il processo di Norimberga.

Sono passati i democratici, che ci hanno portato la loro "civiltà"

Parafrasando: "hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato democrazia"






  

venerdì 12 febbraio 2010

Si è spento oggi Pio Filippani Ronconi

Si è spento oggi Pio Filippani Ronconi


Nato da famiglia aristocratica (Patrizi Romani e Conti del Sacro Romano Impero), allo scoppio della guerra civile spagnola rimase orfano della madre, fucilata dai repubblicani. Tornato in Italia con la famiglia, si dedicò allo studio universitario delle lingue indoeuropee e di altre lingue quali il turco, l'arabo, l'ebraico e il cinese e per questo fu più tardi impiegato all'EIAR come lettore dei radiogiornali in lingua straniera. Intanto i suoi interessi spirituali lo portarono alla pratica del Tantra e alla conoscenza di Julius Evola e di altri personaggi del Gruppo di Ur.


Allo scoppio della II guerra mondiale si arruolò volontario tra gli Arditi, e combatté in Libia. Venne ferito due volte e ricevette alcune onorificenze. Dopo la caduta di Mussolini e la fondazione della Repubblica Sociale Italiana, si arruolò con il grado di Obersturmführer ("comandante superiore assaltatore", corrispondente al grado di tenente) nella Legione SS Italiana, formazione appartenente alle Waffen SS europee e per il suo impegno nella difesa del fronte a Nettuno ricevette dal comando tedesco la Croce di Ferro.


Dopo la II guerra mondiale, fu impiegato all'ufficio radiodiffusione per l'estero della presidenza del Consiglio. Conobbe in questo periodo Massimo Scaligero attraverso il quale si avvicinò agli scritti di Rudolf Steiner, ma negli anni seguenti elaborò una propria visione dell'antroposofia, depurata dei suoi aspetti cristiani e focalizzata invece sugli antichi paganesimi indoeuropei, anche se in effetti già durante la guerra aveva dichiarato alle autorità militari tedesche di essere pagano (Heiden).


Nel 1959 iniziò la carriera accademica all'Istituto Universitario Orientale di Napoli dove fu assistente di Giuseppe Tucci e più tardi docente egli stesso. Della sua attività di traduzione di testi e saggi sulle tradizioni orientali resta fondamentale il volume sul canone buddhista. Parallelamente alla sua attività accademica, Filippani pone le sue capacità al servizio delle istituzioni italiane lavorando come crittografo presso il Ministero della Difesa e traduttore di lingue orientali.


Verso la fine degli anni novanta fu interrogato dalla magistratura italiana per la strage di piazza Fontana a causa di un suo intervento al convegno dell'Hotel Parco dei Principi dove lesse un suo scritto sulla controrivoluzione che si sospettava fosse stato in qualche modo utilizzato per pianificare una strategia della tensione, ma le indagini ne esclusero qualsiasi forma di coinvolgimento.


Nel 2000 collaborò con il Corriere della Sera scrivendo articoli sulle filosofie orientali, ma il rapporto si interruppe quando un lettore denunciò al giornale la militanza di Filippani nelle Waffen SS durante la guerra.


"Le pesa la vecchiaia?

Bah, non me ne importa un fico secco, anche se dimentico molte cose. Ho avuto la possibilità di vivere la poesia, nel senso greco di poiesis, la bellezza di esprimere me stesso in quella che era la vita di un caballero. Ma sono passato attraverso queste esperienze come… come un divertimento. "



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