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Ultimissime del giorno da ADNKRONOS

domenica 11 novembre 2012

Verità per Emanuela Orlandi

Emanuela_Orlandi

Al Cardinale Tarcisio Bertone

Segretario di Stato di Papa Benedetto XVI

Eminenza,

              il rapimento della cittadina vaticana  Emanuela Orlandi, avvenuto nel lontano 1983, ha gettato ombre e dubbi sul comportamento  del Vaticano, che nel corso di questi tre decenni non ha avuto il coraggio di  abbattere quel muro di silenzi e di omertà eretto intorno a questa vicenda.

Lo Stato Vaticano ha da sempre rinunciato alla ricerca di una sua innocente cittadina, suscitando lo sdegno di tantissime  persone e  di tutti quei sacerdoti che ogni giorno si impegnano perchè la vita dei più deboli venga rispettata.

E’ l’ora di un segnale forte di cambiamento.

Le chiediamo  pertanto di adoperarsi affinché venga aperta un’indagine, interna allo Stato Vaticano, sul sequestro di Emanuela Orlandi, con la conseguente istituzione di una Commissione  cardinalizia d’inchiesta che si impegni, con  onestà e volontà, a far emergere la Verità su questa  vergognosa e disumana storia.

Che il sacrificio di Emanuela, viva o morta che sia, e il perenne martirio di una famiglia, servano ad un profondo e radicale cambiamento nelle coscienze di chi, ai vertici delle gerarchie ecclesiastiche, sta portando questa Chiesa sempre più lontana dall’insegnamento di Gesù.

Pietro Orlandi

18 ottobre 2012

 

Firma anche tu la petizione cliccando qui.

sabato 10 novembre 2012

LA PERSISTENZA DELLA DISINTEGRAZIONE

disintegrazione1

All’attenzione di Franco Giorgio Freda.

Caro Editore, questo scritto non vuole essere un divertissement manieristico con annessa richiesta di pubblicazione; né vorrebbe nascondere una qualche forma di captatio benevolentiae che, fatta al maestro del “cattiverio”, suonerebbe alquanto ridicola. Possa essere questo mio, piuttosto, un esercizio privo di finalismi, certo, ma ricco di volontà.

Parlare di una qualche attualità della Disintegrazione del Sistema suona inutile; può essere uno dei testi essenziali del pensiero inattuale considerato il suo contrario? Ossia, attuale? Inoltre risulterebbe irrispettoso e banale: fioccano, nell’editoria specializzata, i continui richiami all’attualità di quello o di questo pensiero, di quello o di quell’altro autore. Segno che le idee, oggi, siano considerate merce usa e getta, merce prêt-à-porter, merce di una moda stanca e morente sul proprio letto decorato con motivo vintage.

Persistenza, mi è parsa dunque la parola adeguata. Continuità nello stare, fermo, ritto, nelle proprie convinzioni. La prospettiva muta, offrendo un’immagine adatta al mio scopo. Oggi, per contro, si direbbe “star fermo sulle proprie convinzioni”, con ciò ad indicare l’utilitarismo moderno dei concetti. Si vive su di essi, sopra essi, calpestandoli, non per essi e per forma di essi. Tuttavia la persistenza non va riferita alla sola figura dell’Autore della Disintegrazione. La persistenza è anche la resistenza, rafforzata da se stessa, del Sistema borghese a quarant’anni di distanza dalla stesura del testo in questione.

Esso dunque persiste, o meglio, permane, trionfante, accumulando vittorie. Ed è un fatto incredibilmente paradossale, poiché il Sistema borghese che oggi globalizza il proprio dominio, la fa dopo aver gettato apertamente la maschera e aver confermato così tutte le intuizioni decadentiste presenti nel novecentesco “sentire” del Tramonto occidentale. Il nulla avanza non dovendosi nemmeno preoccupare di mascherare con una qualche balla funzionalista – sia essa la libertà, il diritto, la pace sociale – la propria devozione a Mammona.

Dunque, se persiste il Sistema, persiste anche l’idea della sua de-articolazione. Quest’ultima resta in Cielo, quale con-siderazione controdecadente, quale perfezione, quale idea di Vero Stato. Ma, se voluta, persiste fra noi quale pratica, non solo letteraria, di opposizione? Ecco il tarlo che picchietta.

Sulla volontà, perciò, occorre fare una riflessione. L’Autore della Disintegrazione aveva colto nel nichilismo l’ultima grande possibilità di accelerazione della crisi del moderno; il ’68 si presentava, forse, come l’ultima tappa di quell’affanno borghese che le rivoluzioni nazifasciste e socialiste avevano saputo cavalcare. La faglia era colmabile, ancora, con volontà e radicalismo. Destra e Sinistra, tuttavia, scelsero di collaborare con il capitale, per convenienza, attraverso il piano della dialettica liberale. Scuola di Francoforte da un lato e moderatismo occidentalista dall’altro uccisero così le ultime speranze di salvare un qualche dominio politico e pubblico dall’universalismo del denaro.

Fu la scelta dialettica a svendere alla modernità quella possibilità di nietzscheana trasvalutazione dei valori che Evola scelse quale nucleo portante di Cavalcare la Tigre e che Franco Giorgio Freda volle e seppe portare a prassi politica.

Tutto ciò in un cornice nella quale: fascismo ed antifascismo combattevano una guerra civile non sopita; il boom economico non lasciava dubbi sulla sorte progressiva dell’umanità; la democrazia occidentale pareva, nella suo ciclo biologico, appena nata. Tutto ciò fa ben comprendere il sovraumano sforzo dell’Autore della Disintegrazione e la sua straordinaria preveggenza.

Oggi che fascismo ed antifascismo sono scomparsi, che l’oligarchia usurocratica mostra il proprio potere e che la democrazia mostra il suo vero volto oclocratico, la Disintegrazione del Sistema appare cosa diversa dal semplice “pensiero frediano”, da inquadrare si, da recensire si, da ricordare si, ma senza alcun atto di responsabilità, ossia di accettazione; al contrario, oggi la Disintegrazione del Sistema si conferma scelta obbligata per chiunque non si sia fatto travolgere dalla passività del nulla. E’, forse questa, Editore, la risposta al tarlo di cui sopra?

Esso suggerisce di stuzzicare questa gioventù affamata e insultata, ma libera, che sorte!, dai legacci razionali di mamma dialettica e dal cappio morale di papà Stato, tuttavia assuefatta alla tanto odiata alienazione mercatista e spaurita da parole come, eccoci qui, volontà; viene voglia di punzecchiare, per svegliarla, soprattutto quella parte di gioventù non ancora deceduta, di certo in coma, intelligente  si, ma tutta timidina nella sua apolitia passiva (ah, forse non intendeva questo il Maestro Evola!), tutta tronfia nel nostalgismo dell’estremismo dialettico e della certezza del Diritto. Perché, in fondo, ai bamboccioni, non interessa altro che trovar belle parole per essere sgridati e sgridati ancora dal gene borghese in essi montante.

Che bello, invece, arrivare alla soglia dei trent’anni ed esser più radicale del sé diciassettenne: non avere scadenze a termine. Cercare coerenza nell’innocenza del divenire. Desiderare e volere la Proprietà pubblica, la Banca di Stato, la Programmazione dei Consumi, l’Educazione, la Milizia e la Giustizia popolare, la Denuncia della Nato. Non come un gioco dialettico per nuove e antiche destre. Ma appunto come un de-siderio. Qualcosa che viene dal Cielo.

Sta qui la differenza fra estremismo e radicalismo: nella comprensione che il nichilismo è la tappa obbligata per la sua sconfitta. Una comprensione scomoda quanto la verità del Sileno, ma che oggi, per la sola legge oggettiva dell’uomo, la decadenza, appare anche l’unica afferrabile. “Nulla esiste, tutto è permesso”.

L’auspicio è che sempre più giovani, annoiati dallo spirito cascaticcio della noia, leggano e rileggano la Disintegrazione: che abbandonino ogni estremismo e moderatismo dialettico, per creare qualcosa di radicale, di vitale, di adatto ai tempi. Sono ‘anni della decisione’, Editore, o almeno vien voglia che lo diventino. Che, appunto, giungano a noia la propaganda, il proselitismo, le identità, l’Europa delle patrie, il Terzo mondo, l’Occidente, la conta e la questua. Che la Disintegrazione sia ancora, mi permetto, il nostro rinnovato manifesto.

Sursum Corda Editore,  

Giacomo Petrella

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Franco G. Freda. La disintegrazione del sistema. A cura di Francesco Ingravalle. V edizione, 2010. Pp. 182 + una illustrazione di Curzio Vivarelli: Omaggio a Franco Giorgio Freda. Indice: La disintegrazione del sistema (contiene anche gli scritti, non presenti nella precedente edizione: ‘Intorno al terrorismo dei minimi termini’ e ‘Appunto intorno all’idea del mondo di Moeller van den Bruck’); alienazioni e prospettive; per un radicalismo di Destra: ‘Cavalcare la tigre’; “Le fascisme, notre mal du siècle”; Gruppo tradizionalista di Ar; manifesto dell’Argo; l’Ordine di Sparta; il vero Stato secondo Platone; due lettere controcorrente; risguardo; Ordine dei Ranghi; il cattiverio e le beatitudini; lettera a un commilitone; la rievocazione di un Autore. Corollario: Spinozismo di destra, spinozismo di sinistra (Piero di Vona); un comunismo ‘dorico’ (Francesco Ingravalle); un libro ‘imperdonabile’ (Anna K. Valerio). Appendice: Su ‘La disintegrazione del sistema’ (Roberto Melchionda). Indice dei nomi. Exergo (Dudù). Edizionid di Ar. Euro 15,00

Per ordinazioni: info@libreriaar.com

venerdì 9 novembre 2012

9 Novembre 1989: crollo del comunismo

crollocomunismo

Appuntamenti allo Spazio Ritter

Il 9 novembre 2012 alle ore 18,30 nei locali di Spazio Ritter via Maiocchi 28 a Milano

presentazione del libro


di Joseph Goebbels


Michael. Diario di un destino tedesco

locandinamichael3


Editrice Thule Italia 2012

Relatori:

Monica Mainardi traduttrice ed autrice della prefazione

Maurizio Rossi curatore della collana "Romanticismo d'Acciaio"

 

Editrice Thule Italia

http://thule-italia.org/ThuleItaliaEditrice/

 

Ritter

http://www.ritteredizioni.com/

programma_novembre_2012

giovedì 8 novembre 2012

La Conoscenza Suprema

www.saturniatellus.com

Invito a partecipare

La Conoscenza Suprema

9 novembre 2012: conferenza di Casalino sulla Conoscenza Suprema e sull’Intero nella Tradizione sapienziale

Il noto scrittore tradizionalista e amico del Movimento Tradizionale Romano avv. Giandomenico Casalino sarà a Roma venerdì 9 novembre p.v. per presentare la sua ultima opera di filosofia teoretica, “La Conoscenza Suprema”, edita dalle Edizioni Arya di Genova.

La conferenza, aperta al pubblico, è prevista per le 17.30 in Via Bezzecca 1/d, presso la sede dell’MTR di Roma; Casalino sarà presentato dal presidente del M.T.R. Daniele Liotta ed introdotto dal giornalista dott. Paolo Casolari.

La Conoscenza Suprema rappresenta il compimento di un viaggio dello scrittore nella teosofia platonico-hegeliana e più in generale sulle Tradizioni sapienziali e Metafisiche, sulla “Coscienza dell’intero” e sull’Io modernamente inteso.

Giandomenico Casalino

Come spiega l’autore, “l’opera è contenuta in embrione già in alcuni precedenti libri – La prospettiva di Hegel, L’Origine e Lo specchio del mondo – ed è l’esplicitazione di un percorso spirituale che qui presenta la sua compiuta teleologia: l’invocazione per la realizzazione di un autentico mutamento radicale di “stato”, di “punto di vista”. E’, insomma, un “aprire gli occhi” sul concetto di Intero e sulla necessità inderogabile, nonché primordialmente naturale, di uccidere non l’Io ma l’illusione dell’Io”.


martedì 6 novembre 2012

Aggiornamenti EURASIA ( 29/10 – 04/11 2012 )

eurasia

Di seguito il sommario degli aggiornamenti della Rivista "Eurasia" dell’ultima settimana (dal 29 ottobre al 4 novembre 2012):

Indice

  • Appuntamenti
  • Articoli e saggi
  • Pubblicazioni

Appuntamenti

“LA NUOVA PRESIDENZA USA, LA RUSSIA, LA CRISI GLOBALE: QUALE RUOLO PER L’EUROPA?”

Domenica 11 Novembre, alle ore 17.00, presso la Sala Consiliare di Via Sansovino 9, Milano, avrà luogo la conferenza: “La nuova presidenza USA, la Russia, la crisi globale: quale ruolo per l’Europa?”. Relatore: Igor Nikolaevich Panarin, politologo russo membro dell’Accademia delle Scienze Militari e docente presso l’Accademia Diplomatica del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, autore di 15 libri e numerosi articoli di geopolitica, psicologia e guerra dell’informazione, analista di intelligence e di previsione strategica.

“LA CRISI IN AFRICA – IL CASO COSTA D’AVORIO”

“CRISI ECONOMICA – FINANZIARIA E GOVERNO MONTI: QUALI ALTERNATIVE?”

Articoli e saggi

Claudio Mutti, L’UNITÀ DELL’EURASIA NELLA PROSPETTIVA DI FRIEDRICH NIETZSCHE

L’INGRESSO NEL WTO: LE CONSEGUENZE PER LA RUSSIA. INTERVISTA CON SERGEJ BABURIN

L’INGRESSO NEL WTO: LE CONSEGUENZE PER LA RUSSIA. INTERVISTA CON EVGENIJ FEDOROV

Redazione, CONFERENZE DI MODENA E MILANO: RESOCONTO E FOTO

Kaveh L Afrasiabi, NUOVI SEGNALI DI FLESSIBILITÀ SUL NUCLEARE IRANIANO

Sergej A. Tokarev, IL POPOLO KAZAKO NELLA PROSPETTIVA SOVIETICA

Augusto Marsigliante, LEV GUMILËV

Redazione, PECHINO SPEZZA IL MONOPOLIO DELLE AGENZIE STATUNITENSI DI VALUTAZIONE

Francisco de la Torre, LA LOGICA DE LA GEOFINANZA Y SU ACCIONAR SOBRE LA AMÉRICA ROMÁNICA

Pubblicazioni

E' attualmente disponibile in libreria l’ultimo numero (3/2012) di "Eurasia" (XXVII), "IL PERNO GEOGRAFICO DELLA STORIA".

...E tanti altri articoli sono disponibili sul sito!

La Redazione.

invPer consultare gli archivi della Lista di diffusione Eurasia {cliccare}
Per contattarci per email {cliccare}

domenica 4 novembre 2012

L’Arma del silenzio mediatico

bombardamento


di Manlio Dinucci - 31/10/2012

Si dice che il silenzio è d'oro. Lo è indubbiamente, ma non solo nel senso del proverbio. È prezioso soprattutto come strumento di manipolazione dell'opinione pubblica: se sui giornali, nei Tg e nei talk show non si parla  di un atto di guerra, esso non esiste nella mente di chi è stato convinto che esista solo ciò di cui parlano i media. Ad esempio, quanti sanno che una settimana fa è stata bombardata la capitale del Sudan Khartum? L'attacco è stato effettuato da cacciabombardieri, che hanno colpito di notte una
fabbrica di munizioni. Quella che, secondo Tel Aviv, rifornirebbe i
palestinesi di Gaza. Solo Israele possiede nella regione aerei capaci di
colpire a 1900 km di distanza, di sfuggire ai radar e provocare il
blackout  delle telecomunicazioni, capaci di lanciare missili e bombe a guida di precisione da decine di km dall'obiettivo. Foto satellitari mostrano, in un raggio di 700 metri dall'epicentro, sei enormi crateri aperti da potentissime testate esplosive, che hanno provocato morti e feriti. Il governo israeliano mantiene il silenzio ufficiale, limitandosi a ribadire che il Sudan è «un pericoloso stato terrorista, sostenuto dall'Iran».
Parlano invece gli analisti di strategia, che danno per scontata la
matrice dell'attacco, sottolineando che potrebbe essere una prova di quello agli impianti nucleari iraniani. La richiesta sudanese che l'Onu condanni l'attacco israeliano e la dichiarazione del Parlamento arabo, che accusa Israele di violazione della sovranità sudanese e del diritto
internazionale, sono state ignorate dai grandi media. Il bombardamento israeliano di Khartum è così sparito sotto la cappa del silenzio mediatico. Come la strage di Bani Walid, la città libica attaccata dalle milizie «governative» di Misurata.
Video e foto, diffusi via Internet, mostrano impressionanti immagini della strage di civili, bambini compresi. In una drammatica testimonianza video dall'ospedale di Bani Walid sotto assedio, il Dr. Meleshe Shandoly parla dei sintomi che presentano i feriti, tipici degli effetti del fosforo bianco e dei gas asfissianti. Subito dopo è giunta notizia che il medico è stato sgozzato. Vi sono però altre testimonianze, come quella dell'avvocato Afaf
Yusef, che molti sono morti senza essere colpiti da proiettili o esplosioni.
Corpi intatti, come mummificati, simili a quelli di Falluja, la città
irachena attaccata nel 2004 dalle forze Usa con proiettili al fosforo
bianco e nuove armi all'uranio. Altri testimoni riferiscono di una nave con armi e munizioni, giunta a Misurata poco prima dell'attacco a Bani Walid. Altri ancora parlano di bombardamenti aerei, di assassinii e stupri, di case demolite con i bulldozer. Ma anche le loro voci sono state soffocate sotto la cappa del silenzio mediatico. Così la notizia che gli Stati uniti, durante l'assedio a Bani Walid, hanno bloccato al Consiglio di sicurezza dell'Onu la proposta russa di risolvere il conflitto con mezzi pacifici.
Notizie che non arrivano, e sempre meno arriveranno, nelle nostre case. La rete satellitare globale Intelsat, il cui quartier generale è a
Washington, ha appena bloccato le trasmissioni iraniane in Europa, e lo stesso ha fatto la rete satellitare europea Eutelsat. Nell'epoca dell'«informazione globale», dobbiamo ascoltare solo la Voce del Padrone.

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