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Giustizia per i morti di Bologna

Ultimissime del giorno da ADNKRONOS

mercoledì 6 ottobre 2010

Progetto Sociale di settembre



Progetto Sociale di settembre 2010, da stampare e diffondere per via cartacea o per e-mail ai vostri indirizzi.

Per visualizzarlo, diffonderlo, stamparlo usate il collegamento cliccabile dell'intestazione del messaggio.

Misteri e simboli della Croce

Giorni contati per il BIOS

Giorni contati per il BIOS

Il sistema di base si appresta a lasciare il posto a un fratello più giovane e molto più performante.
[ZEUS News - www.zeusnews.com - 05-10-2010]
BIOS 2011 UEFI
È ormai alla fine dei propri giorni il Basic Input-Output System, cioè quel programma che, operando a basso livello, permette lo start-up ai PC di tutto il mondo.
Dopo una trentina d'anni di onorato servizio si appresta a lasciarci ma pochi (o addirittura nessuno) lo rimpiangeranno o sentiranno nostalgia dei vari criptici bip con i quali annunciava i malfunzionamenti dell'hardware di cui aveva il governo.
Il BIOS sarà sostituito dall'Unified Extensible Firmware Interface (UEFI) che tra i pregi migliori ha quello di consentire l'avvio delle macchineentro qualche secondo e sarà a corredo dei PC a partire del prossimo anno.
Messo a punto dalla solita Intel, UEFI continuerà a svolgere anche i soliti test sull'hard disk, sulle porte, sulla memoria e via di seguito, ma è stato sviluppato secondo un modello modulare e flessibile, che non dipende dalla precisa connessione di determinate periferiche a determinate porte.
Per esempio non si pretenderà che la tastiera debba essere connessa a una porta specifica, ma "tutto ciò che dirà sarà che da qualche parte nella macchina c'è un dispositivo che può produrre informazioni del tipo di quelle originate dalle tastiere" per dirla con la parole del capo dell'UEFI Forum, Marc Doran.
Intanto pare che l'UEFI sia già installato e pienamente testato con soddisfazione su vari desktop e portatili, per cui se ne ipotizza l'impiego in grande stile a partire dal 2011 e - forse - già per le vendite di fine anno.
Non sarebbe tuttavia male se il nuovo sistema di controllo potesse provvedere al proprio automatico aggiornamento, operazione spesso fonte di guai e comunque abbastanza critica se lasciato a mani inesperte.

martedì 5 ottobre 2010

Nanni De Angelis: 30 anni di verità negate


"Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete.Il guerriero non è chi combatte, perchè nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi è chi sacrifica se stesso per il bene degli altri. E' suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a se stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell'umanità"

TORO SEDUTO

ONORE A NANNI

La Libreria Ar trasferisce la sua attività


LIBRERIA AR. VENDITA PER CORRISPONDENZA

   Conferenza
   su Drieu La Rochelle, nella
   prima sede della Libreria Ar
   (Salerno)









La Libreria Ar trasferisce la sua attività, dal 1 ottobre, nei nuovi locali:

Adel Libreria Ar

palazzo de Concilij, piazza della Libertà, 11, Avellino.

- nuovo numero di telefono: 0825 32239

- nuovo indirizzo e-mail: info@libreriaar.com

La Libreria Ar nasce nel 1988, per contribure alla diffusione dei testi delle Edizioni di Ar, fondate, nel 1963, da Franco Giorgio Freda.
La libreria si occupa prevalentemente dei seguenti settori:
cultura politica e filosofica, critica della globalizzazione, storia antica e medievale, esoterismo e religioni, discipline del corpo e dello spirito, libri rari ed esauriti, vecchi libri di viaggi e avventure, storia locale, culture giovanili,  il '900 dalle guerre mondiali agli anni '70.

La Libreria Ar effettua un servizio di informazione elettronico, segnalando le novità librarie e la disponibilità di libri rari o di difficile reperimento. Chi desiderasse usufruirne, può trasmetterci l'indirizzo elettronico al quale desidera riceverlo.

Fini un leader? Neppure il cognato gli dà retta


Eccolo trovato l’uomo forte di Futuro e libertà, quello più abile di tutti, che comanda, decide e ha l’ultima parola: Giancarlo Tulliani. I ruoli si sono invertiti, fatalmente, se mai sono stati diversi. Non è più lui ad essere il cognato di Fini, ma è Fini che, a questo punto, passerà come cognato di Giancarlo (tra l’altro, da ferrarista, ha ottimi agganci con Montezemolo, per l’eventuale terzo polo). Si conferma la diagnosi di Sgarbi: probabilmente abbiamo sopravvalutato Fini, sicuramente abbiamo sottovalutato i Tulliani. L’ultima è questa, tanto per capire che clima si respira in famiglia. Il leader (ma solo fuori casa) di Fli ha preso un grave impegno con la nazione, mettendoci (...)
(...) la faccia e anche il resto. Dopo aver scoperto, con suo profondo sbigottimento, che nella casa venduta dalla ex An si era insinuato, all’insaputa dell’intera ex An, suo cognato, Fini ha perso completamente le staffe. «Non potevo certo costringerlo ad andarsene - ha spiegato, lasciando intendere terribili scene da pater familias -, ma certo gliel’ho chiesto e con toni tutt’altro che garbati. Spero lo faccia, non fosse altro che per restituire un po’ di serenità alla mia famiglia». Ecco, a occhio e croce neppure su questo il povero Fini avrà diritto ad uno straccio di serenità. Se l’è lasciato sfuggire l’avvocato dei Tulliani, Izzo, raggiunto dal Corriere: «No, io non penso che lo lascerà (l’appartamento, ndr)», ha detto il legale, facendo verosimilmente le veci del ferrarista italo-monegasco. Il quale, par di capire, non si sogna neppure di mollare l’appartamento avito (si fa per dire), tra l’altro così finemente ristrutturato e arredato. Che volete che sia un mistero che da due mesi tiene inchiodato Gianfranco Fini, mette in subbuglio il primo partito del Paese, terremota la credibilità della terza carica dello Stato, con richieste di dimissioni e imbarazzati messaggi pubblici di chiarimento? Problemi del cognato (inteso come Fini), non del leader Giancarlo, l’uomo forte del nuovo partito finiano.
D’altra parte se Gianfranco si vanta d’essere presidente della Camera, Giancarlo può vantarsi di essere già presidente di camera, ingresso, soggiorno, bagno e posto auto. Non c’è gara. Tuttavia si impone una domanda inquietante: se Fini non governa in casa sua, come farebbe a governare una nazione? E c’è una seconda considerazione, che aggiunge altra inquietudine al quadretto già ansiogeno. Parliamo di un personaggio che le riserve della Viterbese chiamavano «Elisabbetto», per significare quanto dovesse all’intercessione della sorella. Ma se dunque Giancarlo si fa un baffo degli ordini di Fini, scavalcandolo, ma poi dipende in toto dalle fortune della sorella, ne consegue che qui il vero leader di tutto quanto è Elisabetta, neppure Giancarlo, che comanda semmai per interposta Tulliani. Che sia l’uno o l’altra, una cosa è certa: Fini è solo la terza carica della famiglia, le prime due sono loro.
Come leader, Giancarlo Tulliani - gli va riconosciuto - è uno molto operativo. In pochissimo tempo è riuscito ad accreditarsi in Rai come produttore televisivo, pur avendo dimestichezza, fino a poco prima, solo col telecomando. È riuscito a strappare per sua madre un contratto con RaiUno da 8.120 euro a puntata. È riuscito a farsi una casa (in affitto, certo) a Montecarlo, e pure la Ferrari 458, più o meno primo possessore in Italia grazie al prestigio personale. E poi è riuscito nell’impresa impossibile: non spiegare niente, per due mesi, di una faccenda su cui mezza Italia, Fini compreso, chiedeva spiegazioni. Un leader capace, operoso, e che sa dosare le parole. Però, dall’altro supposto leader, e aspirante premier, ci si aspettava un polso un po’ più fermo. Invece qui è Fini il soccombente. Questo cognato gliene ha combinate di tutti i colori, lo ha messo nel peggior pasticcio di tutta la sua carriera, non gliel’ha raccontata giusta, gli ha nascosto due o tre cosette tra cui, dettaglio insignificante, il fatto di occupare l’appartamento di Boulevard Princesse Charlotte, lo ha infine costretto a riconoscersi coram populo una certa dose di «ingenuità», ammissione inaudita per un politico navigato come l’ex presidente di An, incidentalmente impegnato in una scalata al centrodestra italiano. Ma se ci si fa raggirare - domanderebbero i più cinici, rimestando il fango - da un giovanotto di belle speranze e ottime residenze come Tulliani, che genere di disastri si potrebbero combinare una volta eletti premier raggirabili? Intanto, trema già dalla poltrona di presidente della Camera. «Mi dimetterò, se si scoprirà che la casa è di Tulliani». Si è scoperto, ma non è successo nulla. Ovvio, manca il placet del leader Tulliani.

lunedì 4 ottobre 2010

EUROPA INFORMAZIONI
 
 

Ciarrapico? Lapidiamolo pure

Una prima premessa: Ciarrapico è un “fascistone” che si è mosso sempre in sintonia con il potere. Io, invece, sono un “fascistello” che, avendo espresso una certa coerenza, non ho avuto fortuna. Ergo: io non ho niente da spartire con Ciarrapico.
Una seconda premessa: io sono “cretino” e “gentile”. I Giudei che a gran voce si esprimono su Ciarrapico sono, invece, “intelligenti” e “perfidi”. Io non ho niente da spartire con costoro.
Il fattaccio. Ciarrapico (PdL) intervenendo al Senato, si è chiesto se “i finiani” (altrimenti definiti “fillini” e/o “felloni”) nel dare vita ad un nuovo partito, avessero ordinato un certo numero di Kippah”. In queste parole io ci vedo una chiara accusa: i Finiani (Fillini? Felloni?) sono un partito filo giudaico. A me non pare che ci siano offese verso i Giudei. Ma, se i Giudei, che sono intelligenti e perfidi, ci vedono una “bestemmia” a me non resta che inchinarmi al loro illuminato ed interessato parere. Solo mi chiedo: perché si limitano a chiedere la espulsione di Ciarrapico dal PdL? Non sarebbe più logico chiedere la lapidazione del reo?
Conclusione: io, essendo cretino e gentile, mi rattristo quando vedo dei semiti perseguitati (vedasi Palestina). I Giudei, invece, si adontano delle “parole” di Ciarrapico, ma plaudono alle mille “nefandezze” consumate da Israele contro i Palestinesi. Segno evidente che i semiti non sono tutti uguali. Divisi, da un certo Dio, tra “benedetti” e “maledetti”. Ma allora Giove era meglio. E difatti veniva cantato come “padre degli dei e degli uomini”.
Volete forse fare un confronto tra Giove e Jahvé? Giove vincerebbe di mille lunghezze.
Antonino Amato

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