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Ultimissime del giorno da ADNKRONOS

sabato 3 luglio 2010

MONDIALI: ARGENTINA-GERMANIA 0-4, POKER UMILIANTE CON KLOSE


(AGI) - Citta' del Capo (Sudafrica), 3 lug. - La Germania fa poker contro l'Argentina: 4 a 0 all'88 dopo la rete di Klose, al suo secondo sigillo in questa gara, su perfetto assist di Podolski. I tedeschi dominano senza incontrare resistenza, l'Argentina e' annichilita. Per Klose e' il 14mo gol in nazionale, come quelli messi a segno al'epoca dal formidabile Gerd Muller, e Klose ha ancora la possibilita' in questo mondiale di allungare. .

Hanno fatto più le vuvuzelas di de Gobineau



Il Ghana se n'è andato alla roulette dei rigori; dove contano i nervi saldi e il sangue freddo.
Che se ne andasse lo si era capito già un attimo prima quando, a tempo scaduto, aveva usufruito del penalty vincente per un salvataggio con la mano sulla linea dell'attaccante uruguagio Suarez ma l'aveva sprecato perché l'ansia aveva prevalso e si era impadronita del cecchino mancato.
Non ci sono dunque africane nell'élite del calcio mondiale; il trionfo annunciato nella prima del Continente Nero non ha avuto luogo. Ma c'è di più: la perla nera della contrapartheid, la Francia politicizzata e rigorosamente africana del mondialismo banlieusard, è stata spazzata via dalle sue stesse contraddizioni e, come risultati, sulle trentadue in gara ha fatto meglio del solo Camerun.
Questo mondiale all'insegna dei Costanzo di tutto il globo doveva lanciare l'immagine africana e soprattutto quella cosmopolita dei globetrotters, quella cui Fini vorrebbe destinare la maglia azzurra.
Tutto era a punto per questo scopo, ma  ha avuto invece un esito ben differente.
La retorica ostentata e il tentativo costante di presentare un'immagine festosa e piacevole della folla sudafricana, oltretutto stonato con l'effettivo sentimento popolare locale che si leggeva immancabilmente negli occhi e sulle labbra dei poor desesperate blacks, ha avuto un effetto boomerang.
Peggio han fatto le vuvuzelas che hanno servito la causa del più primario dei razzismi biologici di quanto abbiano mai fatto nel tempo le teorie di de Gobineau.
Non so se avete ascoltato in questi giorni la gente nei bar, nei pub, nei treni; io di affermazioni razziste così chiare e incondizionate non ne avevo sentite  mai.
Poi ci si è messo il pallone, che non a caso è tondo, e quindi in armonia con impulsi celestiali.
Il mondiale che avrebbe dovuto essere quello del progressismo multirazzista – detto multirazziale – quello del riscatto anti-colonialista e terzomondista, ha visto procedere, spesso sorprendentemente, le nazionali di quei Paesi che, quando l'apartheid era in vigore, avevano sostenuto e accolto gli sconfitti, quelli del Mito della Razza (che non è propriamente ciò che oggi definiamo razzismo), comunque marchiati come criminali di guerra. Dalla loro Patria, la Germania, a quelle di accoglienza: Argentina, Brasile, Uruguay, Paraguay e Spagna. L'unica nazionale di un Paese ostile rimasta in lizza , l'Olanda, è quella dei Boeri, degli Afrikaners: insomma quella dei bianchi contro cui si era celebrato il rito della Fifa blatteriana che per consegnare la Coppa ai padroni di casa aveva irregolarmente fatto ricorso a Vieira con una chiara e conclamata logica discriminante di colore di pelle.
L'Olanda che batte ed elimina il Brasile è impensabile se non si ipotizza l'intervento del Genius Loci che riconosce i suoi figli.
La palla è rotonda ma alla fine va dove deve andare.
Se fosse stato costruito un immaginario diverso, forse  non si sarebbe ribellata con  tale selettiva, geometrica, regolarità. Ma così non è stato. A chi punta il dito contro la segregazione, però fornendo come soluzione un inferno addirittura peggiore, definito integrazione; a chi anziché trovare alternative praticabili, fondate sul buon senso e sulla difesa di ogni cultura, di ogni etnia, di ogni storia, propone fallimenti contronatura e li sostiene con sensi di colpa e inviti al masochismo, il pallone non poteva che ribellarsi.
Si possono avvelenare e dominare le menti umane ma non ciò che è naturale.
Impareranno la lezione gli uomini?  La smetteranno di complottare e di apparecchiare merende di filtri e pozioni gli apprendisti stregoni? 
Speriamolo: perché se è vero che l'Europa è al di sopra, molto molto al di sopra, degli stereotipi cui la vorrebbe inchiodare la patologia delle oligarchie avvizzite e perfide, è anche vero che l'Africa non meritava il trattamento che le è stato riservato né di subire gli effetti reattivi di questo spettacolo riuscito malissimo. 
Africa Addio, intanto: e come aveva capito tutto, fin d'allora, Gualtiero Jacopetti!


da http://www.noreporter.org/

Nuova lista: titoli a scaffali (in copia unica) Libreria Ar


 


Luigi Romersa. All'ultimo quarto di luna. Le imprese dei mezzi d'assalto. Pp. 162 + alcune foto. Mursia, 2008. Euro 16,30
Le leggendarie imprese dei 'siluri umani', un gruppo di uomini che compì eroiche azioni d'assalto in mare. Rileggiamo in questo libro le gesta di Tesei, Todaro, Borghese, Toschi e pochi altri .

 
Mussolini. Scritti e discorsi dell'Impero. Novembre '35 - novembre '36. Pp. 226. Hoepli, 1936. Euro 38,00
L'Ultimo saluto. Abbraccio di popolo ad Almirante e Romualdi, pubblicazione con tantissime fotografie del folto numero di partecipanti accorsi ai funerali di Almirante e Romualdi. Foto anche a piena pagina. 1988, euro 20,00
Ezra Pound, Stesure e frammenti dei Cantos CX-CXVII, All'insegna del pesce d'oro, 1973,
Copia numerata.euro 18,00
Antonio Lucarelli, Il brigantaggio politico nel Mezzogiorno d'Italia, pp. 528, rilegato con sovracopertina, Longanesi, 1982, euro 30,00
Van den Berg. Petit Histoire des Grecs, depuis les origines jusqu'à la conquete del la Grece per les Romains. Pp. 616, 19 carte geografiche, di cui 6 fuori testo, e 85 incisioni. Hachette, 1883. Euro 40,00
Dino Alfieri - Luigi Freddi, Mostra della Rivoluzione Fascista, pp. 264, rilegato, centinaia di illustrazioni, Candido, 1982, euro 38,00
Rara ristampa anastatica del catalogo della Mostra della Rivoluzione Fascista, inaugurata da Benito Mussolini il 28 ottobre 1932, nel decimo anniversario della Marcia su Roma. La Mostra costituisce una ricostruzione fedele e cronologica delle origini della Rivoluzione Fascista e del suo sviluppo, nonché una rappresentazioni delle sue finalità e un quadro delle sue realizzazioni.
C. Trungpa, Nato in Tibet. La cultura e le tradizioni di un mondo perduto nel racconto di un autorevole testimone, pp. 290, rilegato, Sperling, 1999, euro 15,00
Una delle autorità spirituali del Tibet, racconta prima la storia del paese, e poi, dopo l'invasione cinese, l'odissea di un viaggio attraverso le cime innevate, durato mesi, per fuggire dal paese
di Lalla M. Vita di Giovanni Gentile. Pp. 548. Sansoni, 1975. Euro 20,00
La storia dell'uomo, del filosofo e del politico, ucciso in un attentato partigiano dopo la sua adesione alla RSI
Trockij, 1905, pp. 478, La Nuova Italia, 1971, euro 30,00
Dalla penna di uno dei capi della rivoluzione bolscevica - sostenitore della rivoluzione permanente - il racconto degli avvenimenti che hanno preceduto la rivoluzione del 1917: la domenica di sangue; il proletariato in politica; la rivolta della corazzata Potemkin; le sommosse contadine; il grande sciopero generale di pottobre; il Soviet di Pietroburgo; i manifesti; la rivolta di Sebastopoli; l'insurrezione di Mosca; la pre-rivoluzione del 1905.
Veneziani Marcello. La corte dei miracoli. Pp. 216. Volpe, 1982.  Euro 18,00
Dall'indice: Odio l'Italia; abbasso la democrazia; una maldestra porposta; la sciabola di Evola; il progresso in una parola; lìintellettuale d'allevamento; Circe monta in cattedra; il giardino dei filosofi; apologia della risata; uomini, galantuomini, mezzi uomini di cui si parla.

 
Giuseppe Prezzolini, Manifesto dei Conservatori, Rusconi, primi anni '70, euro 18,00
Il manifesto di Prezzolini per una politica attenta al bene comune e alle tradizioni nazionali.

 
Romualdi Pino. Caro Lettore. Pp. 420. Quderni de 'L'Italiano', 1989. Euro 24,00
Scritti di Pino Romualdi sulla rivista da lui fondata 'L'Italiano', che per oltre 20 anni ha rappresentato una delle espressioni più importanti della destra culturale e politica.

 
Accame, Buscaroli, Gianfranceschi, Horia, Occhini, Solinas e altri. L'uomo del Poggio. Ardengo Soffici. Pp. 424, varie illustrazioni, cop. rigida con sovracop. Volpe, 1979. Euro 40,00
Un'opera di pregio , tutta in onore del grande artista. Dall'indice: Buscaroli, Ritratto dal vero; Bartolini, Soffici pittore; Gianfranceschi, La missione di scrivere; Richter, Una misura europea (Soffici-Apollinaire); Accame, Soffici gascista; Solinas, Dal Leonardo a Lacerba; Nistri, da Rete mediterranea a Italia e Civiltà; Tobino, Primo incontro con Soffici; Barna Occhini, Campo internati civili n. 2; Ridolfi, Candido Ardengo; Messina, Con Soffici, Horia, Visione di Soffici; Bartolini, La morte di Soffici.
Frate Guaccio, Compendio delle stregonerie nel quale le opere nefande ed esecrabili per il genere umano ed i rimedi divini per evitarli sono raccolti, pp. 230, I dioscuri, 1987, euro 25,00
Scritto nel 1608, questo testo è uno dei massimi trattati di demonologia, usato, assieme a "Il martello delle streghe", come manuale dagli inquisitori. 
Alfredo Cattabiani - Marina Cepeda Fuentes. Bestiario di Roma. Un insolito viaggio storico, artistico, archeologixco alla riscoperta dei mitici e simbolici animali raffigurati in piazze, strade, monumenti, e angoli nascosti della città. Pp. 393, centinaia di illustrazioni, cop. rigida con sovracop. Newton, 1998. Euro 35,00
   Ezra Pound - Orientamenti, pp. 140, Edizioni di Ar, 1978. Euro 40,00
In uno dei testi più interessanti di Ezra Pound. Le condizioni del noto poeta per l'adesione al fascismo: lotta al materialismo usurocratico, rifiuto della moneta basata sull'oro, debellamento del nominalismo. Raro.
Scalfari Eugenio. La sera andavamo in Via Veneto. Storia di un gruppo dal 'Mondo' alla 'Repubblica'. Prima edizione. Pp. 384. Mondadori, 1986. Euro 18,00
Gli ambienti, legati alla finanza milanese, che diedero vita al partito di Repubblica: Nomi, luoghi, amici, l'Espresso, la Repubblica.

 
Enzo Biagi. Dinastie. Gli Agnelli, i Rizzoli, i Ferruzzi-Gardini, i Lauro. Prima edizione. Pp. 262, cop. rigida con sovracop. Mondadori, 1988. Euro 18,00
Ascesa e declino di alcune delle 'grandi' famiglie italiane.

 
Norelli A. – Mondella M. Napoletani a Salò. Pp. 320. F.lli Conte, 1995. Euro 20,00
Gli aspetti della politica, bancaria, finanziaria, costituzionale, estera e antisemita della R.Si. attraverso gli uomini che ne sono stati gli artefici: Giovanni Preziosi; Domencio Pellegrini-Giampietro; Edmondo Cione; Bruno Spampanato; altri

 
Locatelli - Martini. Duce addio. La biografia di Gianfranco Fini. Pp. 246. Longanesi, 1994. Euro 18,00
Le posizioni attuali di Fini hanno radici nella sua stessa biografia e nelle sue scelte politiche.

 
P.N.F. Il primo libro del fascista. Contiene quanto è indispensabile conoscere circa la Rivoluzione, il Partito, il regime, lo Stato mussoliniano. Pp. 128. 1939. Euro 30,00

 
Tigrinto Bistonio. Gli elogi del porco. Anastatica dell'edizione del 1761 (ristampa del 1973). Euro 15,00
Una simpatica ode letteraria al 'porco', contro i luoghi comuni che contrassegno il termine.

 
Della Corte - Mazzariol. Lo specchio obliquo. Il fumetto erotico fra liberty e pop-art. Pp. 174, 55 illustrazioni. Ruzante, 1978. Euro 9,00
      
 
   Vittorio Mussolini. Due donne nella tempesta. Prima edizione. Pp. 176. Mondadori, 1961. Euro 24,00
Rachele ed Edda, nel ricordo del figlio maggiore di Mussolini.

 
Rauti - Sermonti. Storia del Fascismo. La conquista del potere.
Dall'indice: Dalla Marcia su Roma al Governo; prima azione governativa; la crisi e il contrattacco; il sindacalismo fascista (concezioni e principi corporativi; il monopolio sindacale; il Dopolavoro; le leggi sindacali fasciste; la Carta del Lavoro); appendici.
Pp. 496. Cen, 1979. Euro 30,00

 
Alessi Rino. Il giovane Mussolini. Pp. 240. Il Borghese, anni '70. Euro 16,00

 
Dichiarazione resa da Rudolf Hess al tribunale di Norimberga il 31 agosto 1946. Stampata su pregiata carta di Amalfi, a cura del Gruppo di Ar, nei primi anni '80.  Con un foto di Hess nel giardino di Spandau. Euro 9,00

 
Aichner Martino. Il gruppo Buscaglia. Aerosiluranti italiani nella II Guerra Mondiale. Pp. 222, alcune illustrazioni. Mursia, 1991. Euro 24,00

 
Mehnert Klaus. L'uomo sovietico. Pp. 530. Volpe, 1966. Euro 19,00
Un quadro chiaro e avvincente della Russia sovietica attraverso l'esperienza persoale dell'Autore che si snoda lungo il periodo 1929 - 1964. Vari sono gli aspetti presi in considerazione: il rapporto uomo-stato: Autorità, il patriottismo, il disinteresse per la politica, le crisi, la critica, la collettività. Poi, inoltre: il sapere, la proprietà, il benessre, il successo, il sapere, la libertà intellettuale, la religione.

 
- Olivieri Romano. Le razze europee, pp. 158, Alkaest, 1980. Euro 24,00
La filogenesi dell'uomo europeo attraverso l'archeologia preistorica, la geologia, la linguistica, la mitologia e la biologia.

 
Ernest Hemingway. Festa mobile. La Parigi dei 'bei tempi', con i suoi personaggi illustri: Ezra Pound, Picasso, Eliot, Joyce e altri. Mondadori. Euro 8,00

 
Luciano. Dialoghi di dei e cortigiane. Rizzoli. Euro 8,00.
La memoria culturale della Grecia nell'opera più importante del filosofo vissuto nel II sec d.C.: le prodezze di Eracle, gli amori di Giove, la nascita di Atena, Ulisse, Polifemo, gli intrighi di Elena e il resto del patrimonio mitologico.
 
 
John Reed. Dieci giorni che sconvolsero il mondo. Rizzoli. Euro 8,00
I momenti culminanti della rivoluzione bolscevica nel libro che meglio ne ha reso il clima, le passioni, il turbinio.

 
René Fonk. Con i caccia sul nemico. Prima edizione italiana. Pp. 224. Mediolanum, 1934.  Euro 30,00
Il diario dell'Asso degli Assi dell'aviazione francese durante la prima guerra mondiale.  Agli inizi del 1915, dopo un'esperienza in prima linea,  viene inviato all'aeroporto di Saint-Cyr dove inizia la scuola di volo salendo a bordo di un Penguin, e molto presto entra in azione volando su di un Caudron in missioni di ricognizione, missioni molto difficili oltre che pericolose in quanto il Caudron era un aereo non armato.
Agli inizi del 1917 viene trasferito all'unità combattente e Fonk comincia a mietere vittorie a bordo del suo SPAD S.VII. Per ben due volte abbatte sei aerei nello stesso giorno. Alla fine della guerra totalizzerà 75 vittorie certe e 127 probabili. Nel suo diario ci spiega come studiava e sviluppava a tavolino le tattiche sia d'attacco che di difesa dopo aver osservato sul campo di battaglia i movimenti dei suoi avversari.

 
Antonio Spinosa. La saga dei Borgia. Delitti e santità. Prima edizione. Pp. 274, cop. rigida con sovracop. Mondadori, 1999. Euro 16,50
Spinosa ricostruisce la storia dei Borgia – e dell'epoca in cui è vissuta la famiglia: epoca di incesti, adulteri, inganni e veleni – a ritroso: partendo dalla figura poco nota del santo gesuita Francesco de Borja ai ritratti dei suoi potenti e tragici predecessori.

 
   Angelo Solmi. Nicola II e Alessandra di Russia. Prima edizione. Pp. 492, cop. rigida con sovracop. Rusconi, 1989. Euro 30,00
Una imponente rievocazione della Russia prima della Rivoluzione d'Ottobre, condotta attraverso un confronto delle personalità di Nicola II e sua moglie Alessandra; Nel quadro, poi, compaiono tutti i personaggi della corte di Pietroburgo: aristocratici, militari, diplomatici, dame di compagnia. L'autore, poi, concentra la sua competenza storiografica sull'epilogo: la deposizione dello Zar, la prigionia in Siberia e, infine, lo sterminio.

 
Sabuto Sakai. Samurai! Pp. 442, 9 ill, cop. rigida con sovracop. Longanesi, 1960. Euro 30,00
Ultimo della stirpe degli eroi di guerra giapponesi, l'Autore divenne, durante la II .m., una leggenda vivente; le sue azioni come pilota da caccia lo portarono a godere di una vera venerazione: 200 duelli aerei, senza mai perdere un suo gregario in combattimento e con atterraggi di rientro sempre perfetti anche con condizioni fisiche, a causa delle ferite, precarie.

 
   Maksim Litvinov. Cremlino segreto. Prima edizione italiana. Pp. 320, cop. rigida con sovracop. e cofanetto cartonato. Mondadori, 1956. Euro 40,00
Sin da giovane legato a Lenin e a Stalin, svolse missioni diplomatiche in Europa, e – per la sua fama di esperto europeista -  ebbe la nomina di vicecommissario agli esteri. Nel suo libro:  la situazione politica internazionale dal 1926 al 1950, i rapporti sovietici con l'Estremo Oriente, le figure dei rivoluzionari russi, con i quali l'Autore collaborò formando il retroscena della politica russa, cronache mondane, scandali diplomatici, incidenti burocratici, complotti.

 
Kohler – Chapelle. Cento rimedi contro l'insonnia. Rizzoli. Euro 5,00

 
H. Lawrence. Figli e amanti. Rizzoli. Euro 5,00
Tre le opere più note dell'Autore

 
Ernest Hemingway. Verdi colline d'Africa. Euro 9,00
Un'opera 'vera', che racconta il safari che Hemingway, amante della caccia grossa, fece in Africa nel 1934, accompagnato dalla moglie, all'insegna del suo motto: "vivere veramente, non puramente trascorrere i giorni".

 
De Sanctis. Storia della letteratura italiana. Rizzoli. Euro 8,00
Una storia della letteratura, che è al tempo stessa un'opera letteraria.

 
Vladimir Propp. Edipo alla luce del folclore. Pp. 162. Einaudi, 1975. Euro 14,00
Saggi di approfondimento alle ricerche sulla 'fiaba', per le quali l'Autore è diventato noto.

 
Lidia Storoni Mazzolani. Galla Placidia. Rizzoli. Euro 12,00
Nipote di tre imperatori, figlia di un imperatore (Teodosio), sorella di due imperatori, moglie di un re e di un imperatore, madre di un imperatore, zia di due imperatori, la nobilissima Galla Placidia fu prima prigioniera dei Visigoti, poi loro regina; la sua biografia è la biografia è lo specchio del trapasso dal mondo antico al medioevo

 
Guareschi. Don Camillo e i giovani d'oggi. Rizzoli. Euro 5,00

 
Guareschi. Il decimo clandestino. Rizzoli. Euro 5,00
Contiene un racconto autobiografico sulla sua esperienza in carcere.

 
Roger Peyrefitte. La fine delle Ambasciate. Longanesi, euro 7,00
La Parigi mondana e politica, e il mondo della diplomazia, vennero scosse da questo romanzo scandaloso del noto scrittore che conosceva l'ambiente per averne fatto parte. L'uscita del libro portò un ministro alle dimissioni, e sua moglie sull'orlo del suicidio.

 
Robert L. Stevenson. Il Signore di Ballantrae. Rizzoli. Euro 5,00
Una magistrale rappresentazione della fatale attrazione del male.
 
 
Turgenev. Nido di nobili. Gherardo Casini. Euro 5,00

 
Alessandro Manzoni. Storia della colonna infame. Euro 7,00
La vicenda narra dell'intentato processo a Milano, durante la terribile peste del 1630, contro due presunti untori, ritenuti responsabili del contagio pestilenziale tramite misteriose sostanze. Il processo, svoltosi storicamente nell'estate del 1630, decretò sia due condanne capitali sia la distruzione della casa di uno dei due condannati. Come monito, venne eretta sulle macerie dell'abitazione del Mora la "colonna infame", che dà il nome alla vicenda.
 
 
Terenzio. I fratelli. Rizzoli. Euro 4,00
Una commedia del 160 a.c., nella quale attraverso un sistema di contrapposizioni binarie vengono messi a confronti diversi modelli di educazione e di vita.

 
D.H. Lawrence. La vergine e lo zingaro. Newton. Euro 3,00
Il conflitto tra istinti e convenzioni sociali.

 
Tolstoj. I racconti di Sebastopoli. Rizzoli. Euro 5,00
Il giovane scrittore aveva combattuto a Sebastopoli, nella guerra di Crimea, che vedeva contrapposti la Russia contro la Francia e l'Inghilterra che difendevano l'Impero Ottomano; nel libro riporta sia gli atti di eroismo ai quali aveva assistito, sia la difficile quotidianità della vita in guerra.

 
Vladimir Nabokov. Lolita. Mondadori. Euro 5,00

 
Daphne Du Maurier. Mia cugina Rachele. Mondadori. Euro 5,00
"Ci sono donne le quali senza colpa loro sono portatrici di sciagure", questo è l'assunto attraverso il quale la nota scrittrice costruisce questo romanzo di amore eccessivo e drammatico.
 
 
J.F. Jennedy. Strategia di pace. I discorsi della nuova frontiera. Mondadori. Euro 5,00
Il pensiero politico del futuro presidente degli Usa sui problemi degli anni '50: il nucleare, la coesistenza, le imprese spaziali, l'Indocina e il Vietnam, l'organizzazione della NATO, i rapporti con i negri.

 
Arnaldo Fraccaroli. Racconti dei Tropici e dell'Equatore. Pp. 238. Mondadori, 1945. Euro 20,00

 
Arnaldo Fraccaroli. I racconti dei mari del sud. Pp. 244. Mondadori, 1945. Euro 18,00
Da semplice cronista a inviato speciale, corrispondente di guerra, testimone e narratore. Da Milano all'Italia, all'Europa, all'Africa, all'Asia (i soli luoghi che non toccò furono l'Australia e i Poli).
Dal deserto cirenaico al fronte austro-serbo, dalla Galizia alla Macedonia, dal Carso all'Altipiano dei Sette Comuni, dall'Isonzo al Piave. Dalla Muraglia cinese alla pampa argentina, alle miniere d'oro del Transwaal. Ed è solo una breve, ridottissima carrellata. Fu il primo giornalista a sbarcare a Trieste libera, il 3 novembre 1918, dal cacciatorpediniere "Audace". Scriveva il critico teatrale del "Corriere" Eligio Possenti: "Usi, costumi, persone e personaggi si affollano nelle pagine di viaggiatore instancabile, di giornalista intento a uno scopo solo: quello di dare al lettore l'illusione di essere partecipe del suo gironzolare, di viaggiare con lui, di apprendere con lui, di godere con lui gli spettacoli della vita nelle più remote regioni della Terra".

 
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giovedì 1 luglio 2010

Dick Tracy è stato condannato



Dick Tracy è stato condannato per la sanguinosa
irruzione nella scuola "Armando Diaz": ha indotto
l'ex questore di Genova Francesco Colucci
"a rendere falsa testimonianza durante l'udienza
del 3 maggio 2007, con abuso della funzione
pubblica esercitata". Tutto provato e trascritto.
La partecipazione a quel blitz ha favorito la
carriera dei dirigenti rinviati a giudizio: tutti gli
imputati di grado più alto sono stati promossi.
E ciò risponde alla logica di potere che ha visto nel
tempo Gianni De Gennaro passare indenne
attraverso una serie di "incidenti".
Eliminato il concorrente Bruno Contrada il
"superpoliziotto" è diventato Capo della Polizia e,
quindi, dei Servizi. Grazie alla benedizione iniziale
di Luciano Violante e poi dei destri e dei sinistri
appassionati d'"ordine".
L'uomo giusto al punto giusto con tanto di
consacrazione della Cia.

Afghanistan: un nuovo capitolo del "great game"


 


Afghanistan: un nuovo capitolo del "great game"
di Franco Cardini - 30/06/2010


Fonte: francocardini [scheda fonte]




E' un grande piacere, anzi è un'autentica soddisfazione, il tornar a leggere qualcosa di perfido e d'intelligente dopo il cumulo di odiose ipocrisie e di sciocchezze umanitarie che da anni siamo abituati a inghiottire a proposito dell'aggressione del 2001 all'Afghanistan, dell'occupazioni militare che le tenuta dietro e dei vantaggi economici e strategici che il governo statunitense e le lobbies internazionali sue complici in questo episodio di pirateria internazionale intendono ricavarne.

 
Abbiamo ormai capito da tempo, perfino nella disinformatissima Italia, che la lotta al "terrorismo di al-Qaeda" non c'entra da tempo piu nulla (se mai c'è davvero entrata); che il governo collaborazionista di Hamid Karzai – che nessuno nel paese ha mai preso sul serio – controlla da anni solo Kabul e dintorni e si sostiene solo grazie alle truppe straniere d'occupazione (le italiane ohimè comprese); che in alcune province i talibani sono tornati a controllare la situazione più forti di prima mentre, in altre, a comandare sono le forze tribali e i "Signori della Guerra"; e che con gli uni e con gli altri gli occupanti mantengono relazioni che definire ambigue e molto ottimistico. Non è ancora facile capire se, occupando prima Afghanistan e poi Iraq, l'infausto governo Bush intendesse o meno distruggere – forse irreversibilmente – quelle due compagini statali e gettare entrambi i paesi nel disordine e nella guerra civile strisciante e cronica: certo ciò è quanto è avvenuto, e non è per nulla detto che le amministrazioni statunitensi (la bushista prima, l'obamista poi) l'abbiano considerato e lo considerino del tutto un insuccesso. Il proseguimento e forse il complicarsi delle due campagne militari produrrà sì qualche smacco politico e diplomatico, ma procede con soddisfazione sia delle corporations produttrici di armi, sia del Pentagono che in qualche modo resta protagonista anche politico oltreché strategico e continua a studiare gli scenari delle aree occupate e dei loro confini, sia dei titolari del business della "ricostruzione" e della distribuzione dei proventi relativi all'ampio e vario sfruttamento del sottosuolo, sia dei disoccupati e dei sottoproletari che si arruolano ottenendo buoni ingaggi o che vanno a fare i contractors: un gran bel mercato di prestazione d'opera mercenaria.

 
Ciò non vuol dire che sian tutte rose e fiori: al contrario. La situazione politica è disastrosa, i prestigio del presidente Obama e il consenso che ne dipende stanno paurosamente calando, la gente ha una ben giustificata paura di un nuovo Vietnam. Quello vecchio, era popolato da miti e pacifici contadini: gli errori e la ferocia degli americani trasformarono quel popolo di timidi agricoltori in un esercito di eroi. Ma la storia sembra aver insegnato ben poco ai governanti della Prima Democrazia del mondo: i quali dal 2001 sono andati proprio a incappare, con la loro politica aggressiva, nei piu forti, abili e feroci guerrieri del mondo. Con gli afghani, negli ultimi duemilacinquecento anni, non ce l'ha mai fatta nessuno: né i persiani, né Alessandro Magno, né Genghiz Khan, né il Gran Moghul, né l'esercito dello zar, né Sua maestà Britannica, né l'Armata Rossa. Nonostante le sue terribili armi di distruzione e l'alto prezzo che stanno facendo pagare alla popolazione civile, non ce la faranno nemmeno gli americani e i loro complici.

 
L'Afghanistan è dall'Ottocento al centro della contesa internazionale per il controllo dell'Asia centrale, quella che gli inglesi chiamavano Great Game, "Grande Gioco". Ma nelle ultime settimane, qualcosa è profondamente cambiato. La posizione dello screditato governo Karzai e diventata insostenibile; il generale Mac Chrystal, sostenuto dai "neoconservatori" che padroneggiavano al tempo di Bush, si è sentito franare il terreno sotto i piedi e ha deciso che, rovina per rovina, era meglio trascinare governo e Pentagono nel discredito finendo in bellezza con un feroce attacco frontale ad Obama e al suo intero establishment; frattanto però (guarda caso…), sono filtrate le notizie riguardanti le straordinarie ricchezze "di recente" individuate nel sottosuolo afghano.

 
Straordinarie ricchezze. Guarda, guarda… In realtà se ne sussurrava da tempo, addirittura da prima dell'aggressione dell'ottobre del 2001. Anche il governo talibano, in antiche trattative gia con il governo Clinton per il petrolio (la Unocal californiana, ma poi anche la Chevron legata a Condoleeza Rice e quindi l'onnipotente Halliburton del bieco Dick Cheney), sapeva qualcosa al riguardo e lo aveva già ventilato un pò in giro.

 
Clinton confidava ancora nei suoi prestigiosi consiglieri della "scuola realista", come Henry Kissinger e Zbizniew Bzrezinski, infaticabili tessitori di tele geopolitiche e diplomatiche, ben consci che il mondo fosse ormai "fuori controllo" (è il titolo di un best seller d Bzrezinski) e che ci is dovesse muovere "navigando a vista" e scegliendo con cura diplomatica alleati e compagni di strada. Ma il "cambio della guardia" del 2000 spazzò via i politici temporeggiatori sostituendoli con gli sfasciacarrozze neoconservatori e con il loro Project for a New American Century: basta – si disse con piglio quasi trotzkista (molti neocons vengono da li…) con la dotta e prudente considerazione della realtà politica mondiale: noi non dobbiamo contemplare il mondo, vogliamo cambiarlo. Nell'interesse dell'America e del suo Destino Manifesto, ovviamente. Il resto, lo conosciamo.

 
Ed ecco, dopo troppi anni di stolida brutalità, il ritorno della perfida intelligenza. Lo abbiamo letto proprio nell'articolo di fondo pubblicato il 26 scorso da "Il Sole-24 Ore" a firma – nientemeno – che di Henry Kissinger, e dal titolo Ombra Vietnam sull'Afghanistan. Che sollievo il ritorno della Vecchia Volpe, dopo anni passati a subire le stupidaggini di Rumsfeld, le carognate di Wolfowitz, le noiose machiavellerie dei Ledeen, dei Kagan e dei Pearle che ci avevano ridotti perfino a rimpiangere Luttawk!

 
Certo, lo stesso Kissinger forse non è proprio al meglio nemmeno lui. Il suo giudizio storico di fondo ("L'Afghanistan non è mai stato pacificato dalle forze straniere") è generico e appannato; le sue affermazioni del tipo "l'Afghnistan è una nazione, non uno stato nel senso convenzionale del termine", per essere accettate, andrebbero rovesciate di centottanta gradi. Se c'è una cosa che l'Afghanistan non è mai stato né ha mai preteso di essere, è proprio una nazione.

 
Ma, per il resto, la Vecchia Volpe coglie bene il centro del problema. Il popolo americano esige l'uscita dal pantano afghano non meno che da quello irakeno: esso teme soprattutto la vietnamizzazione dei due scenari. Benissimo: tanto più che ritirare le truppe regolari statunitensi e alleate non è un problema (o qualcuno pensa che si dovrebbe consultare Frattini, o magari La Russa?). L'importante è, dice quasi apertamente Kissinger – un minimo d'implicito rientra nel fair play) – che si facciano patti chiari con le forze locali, regione per regione: con i talibani, con i Signori della guerra, con i gruppi delle minoranze etniche. L'obiettivo importante è organizzarsi per sfruttare il sottosuolo, non mollare la presa sulle valli dalle quali dovrebbero passare oleodotti e gasdotti dall'Asia centrale verso il Pakistan, gestire area per area i rapporti con i confinanti: con i paesi ancora legati alla Russia a nord, con la Cina ad est, con Pakistan e India a sudest, e badare allo scomodo vicino sudoccidentale, l'Iran (e qui l'abitudine a mentire riprende il sopravento: "un Iran bellicoso, impegnato a sviluppare la bomba atomica").

 
Ed ecco allora la ricetta Kissinger: non accelerare il ritiro dall'Afghanistan, ma dotarlo di solide istituzioni statali e militari (magari, ma questo non e detto con chiarezza, con una bella riforma federale che esautori definitivamente il centro e affidi il governo concreto alle singole forze periferiche, secondo i casi e le opportunita); collegarsi bene a queste forze locali, indirizzarle, gestirle, associarsele. Per questo, un team di buoni "consiglieri" dei servizi, i tecnici delle lobbies e alcuni specialisti contractors, ben distribuiti sul territorio e in contatto con i notabili locali e i capitribù, saranno sufficienti; e Karzai sarà presto scaricato.

 
Abile, perfido, spregiudicato. E tanto chiaro da non prendersi neppure la pena di camuffare il cinismo del disegno indicato. Infatti, Kissinger non esita a citare il "precedente europeo": l'indipendenza del Belgio, che nel 1830 le grandi potenze del vecchio continente vollero come "via d'accesso da e verso l'Europa e una testa di ponte per il controllo delle rotte marittime dell'Atlantico settentrionale". Il Belgio, sottraendo il quale all'Olanda con la scusa del cattolicesimo di fiamminghi e valloni (e lasciando perdere la loro eterogeneità), Inghilterra, Prussia e Francia semplificavano a loro vantaggio il quadro politico-economico del nordovest europeo. Ovviamente, allora si pensò a una "neutralità permanente per il nuovo stato". Accordiamoci alla stessa maniera, consiglia Kissinger, con russi, cinesi e magari indiani. Il momento è propizio, ora che Mosca e Pechino sembrano aver "scaricato" l'Iran. Risolviamo il nuovo "Grande Gioco" centroasiatico promettendo alle potenze concorrenti qualche fettina della torta afghana, troppo indigesta per la sola superpotenza. I diritti dei popoli andranno ancora una volta a farsi benedire: ma questo non è grave. La rapina delle ricchezze afghane procederà più spedita e le potenze confinanti, essendovi cointeressate, non disturberanno più il disegno statunitense che dal canto suo sarà in una qualche misura ridimensionato. Si tratta di una proposta ispirata al "multilateralismo" caro ad Obama. Dopo la brutalità gorillesca di Bush, salutiamo con gioia il ritorno alla brutalità serpentina della geopolitica e della diplomazia. Il fine è sempre e comunque la sopraffazione e la rapina: ma, certo, somiglia di più alla politica.

Esame di coscienza di un fascista


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