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Ultimissime del giorno da ADNKRONOS

mercoledì 31 ottobre 2012

E’ di nuovo Vasco….

Dal 27 Novembre sarà disponibile per i numerosissimi fan del Blasco "Live Kom 2011: the complete edition"
Vasco_giornaleditalia
E' ormai ufficiale: il nuovo cd di Vasco Rossi è in uscita. Si chiama "Live Kom 011: The complete edition", e sarà disponibile a partire dal 27 novembre, ma che i fan potranno godere in un doppio appuntamento anche prima. Il 22 e 23 novembre, gli affezionati potranno guardarne i contenuti nelle sale cinematografiche di tutta l'Italia, grazie a The Space Extra e Qmi. Di cosa si tratta? Un doppio cd e dvd con oltre 4 ore di musica da ascoltare e da vedere, relativa ai quattro concerti del giugno 2011 (16, 17, 21 e 22) del Blasco a San Siro. Tre i differenti formati dell'opera: 2 cd contenenti tutto il concerto e un dvd con il film del concerto girato a San Siro da Swan; 2 cd + 2 dvd, 4 ore di musica con il secondo dvd "Europe Road Movie" contenente l'esclusivo materiale girato a Londra, Bruxelles, Zurigo e Berlino (2010, Europe Indoor tour) e un inedito backstage ripreso durante il tour Live Kom 011; un blu ray per lo spettacolo in alta definizione. Intanto dal 5 novembre in radio andrà "Vivere o niente", tratta dall'album omonimo del 2011, nella versione contenuta nel nuovo disco. Dal 6 novembre sarà possibile ordinare su iTunes la versione digitale di "Live Kom 011" che comprende il doppio cd e cinque video tratti dal dvd "Live Kom 011". Lo stesso Vasco, tramite la sua pagina Facebook, fa a modo suo promozione alla prossima uscita, postando il video del brano "Vivere o niente", cantata a San Siro nel 2011. 
Francesca Ceccarelli

Da: http://www.ilgiornaleditalia.org/




martedì 30 ottobre 2012

Sul pianeta Urania c’è ancora vita

Nel 2012 cadono i 60 anni dell'apparizione ufficiale della fantascienza in Italia. Quasi una vita, per un genere letterario che ha caratterizzato il '900 e che in Italia ha preso strade tutte sue.

n1urania

E così, nel 1952, l'anno che vide l'esplosione della bomba H, Eisenhower eletto presidente, il primo robot teleguidato, l'uscita di La valle dell'Eden di Steinbeck e de Il visconte dimezzato di Calvino, la vittoria di Coppi al Giro e al Tour, nelle nostre edicole appare, a ottobre, la collana di piccolo formato «I romanzi di Urania». Iniziava una nuova epoca.Il mercato italiano di letteratura popolare apriva le porte a un genere nuovo, non classificato, e sin dalla fine dell'800 definito come romanzi «straordinari» (a partire da Verne), «meravigliosi», «del futuro» e così via. Adesso aveva un nome preciso: la «fanta-scienza» (col trattino). Era il modo con cui Giorgio Monicelli aveva pensato di tradurre il termine inglese science-fiction, cioè narrativa a sfondo scientifico. Accanto alle storie poliziesche (i gialli, dal colore della copertina della collana degli anni Trenta), avventurose, d'amore, di cappa e spada, adesso la Mondadori allineava anche questa narrativa che apriva l'immaginazione sul meraviglioso scientifico e tecnologico: «avventure nel tempo e nello spazio» specificava il curatore in copertina.

Ma chi era Giorgio Monicelli (1910-68)? Figlio del giornalista e scrittore Tomaso, era anche nipote di Arnaldo Mondadori al quale, già nel 1950, come ricorda un ex redattore della collana, Marzio Tosello nel suo intervento in Cartografia dell'Inferno. Cinquanta anni di fantascienza in Italia (Elara, 2012), propose di importare dagli Usa la science-fiction e di creare una rivista che pubblicasse racconti e articoli di divulgazione. Mondadori puntò invece sui romanzi così come già faceva per la collana dei «Gialli» ma anche per altre come «I romanzi della palma» o in precedenza «I romanzi di cappa e spada». All'inizio però si decise un compromesso: il 10 e il 20 del mese sarebbero usciti «I romanzi di Urania», mentre all'inizio del mese «Urania», che era poi la veste cui aveva pensato Monicelli: racconti, articoli, posta dei lettori, curiosità, ispirandosi alle americane Galaxy, Amazing, Astounding. Questa seconda formula non incontrò il favore del pubblico e chiuse dopo 14 fascicoli. «I romanzi di Urania» (poi solo «Urania» a partire dal 1957), attraverso varie trasformazioni di formato, copertina e periodicità, sono giunti sino a oggi con il numero 1586 con cui si festeggia l'anniversario e si muta veste esteriore.Per la verità, qualche mese prima, aprile '52, era apparsa la prima vera testata del genere, Scienza Fantastica, anch'essa sotto forma di rivista. Ma anch'essa durò poco: sette fascicoli sino a gennaio '53. I lettori italiani preferirono da subito la narrativa lunga.

L'idea di Monicelli giungeva nel nostro Paese quando la science-fiction negli Usa veniva pubblicata dal 1926. La collana italiana poteva quindi attingere a un quarto di secolo di pubblicazioni, romanzi e storie brevi delle riviste, cioè quanto di meglio vi poteva essere, tanto è vero che quel periodo fra gli anni Trenta e i Cinquanta è noto come la Golden Age della fantascienza. Sul primo numero de «I romanzi di Urania» campeggiava un'astronave fusiforme e una città chiusa in una cupola trasparente. Era la prima copertina di Kurt Caesar. Le sabbie di Marte di Arthur C. Clarke fu il primo romanzo di «fantascienza» che gli italiani lessero. Era in realtà un'opera scritta per i ragazzi, appassionante e scientificamente divulgativa, come altre che la seguiranno, il che potrebbe far pensare che quello fosse il pubblico esclusivo cui il nuovo genere si rivolgeva.

Ma non era così, perché la fantascienza non appassionò soltanto i giovani degli anni '50 e fu utilissima a preparare il terreno psicologico per quel che avvenne di lì a poco.Infatti, appena cinque anni dopo, quando già erano apparse altre effimere collane sulla scia di quella mondadoriana («Galassia», «Fantascienza» e altre), nell'ottobre 1957 alcuni dei sogni fantascientifici presero corpo: venne lanciato il primo satellite artificiale della Terra, lo Sputnik sovietico, seguito, all'inizio del 1958, dall'Explorer americano. I ragazzi e gli adulti di allora se ne entusiasmarono, soprattutto quelli che avevano già viaggiato con le ali della fantasia grazie ai «Romanzi di Urania». Inoltre, dal settembre '58, un mese prima del lancio del satellite russo, trovarono in edicola un'altra singolare rivista, Oltre il Celo, dedicata sia all'astronautica che alla fantascienza, che li avrebbe accompagnati in questa avventura per oltre un decennio.

60anniurania

 

Di Gianfranco De Turris

lunedì 29 ottobre 2012

Aggiornamenti EURASIA (22/10 – 29/10 2012)

eurasia

Di seguito il sommario degli aggiornamenti della Rivista "Eurasia" dell’ultima settimana (dal 22 al 29 ottobre 2012):

Indice

  • Articoli e saggi
  • Pubblicazioni

Articoli e saggi

Enrico Galoppini, AL-QARADAWI: “LA RUSSIA È IL NEMICO NUMERO UNO DELL’ISLAM E DEI MUSULMANI”. MA CHI SONO I LORO… “AMICI”?

Lettre Eurasiatique de Stratégie et d’Intelligence Economique, KAZAKHSTAN: MIGLIORE ALLIEVO TRA I PAESI DELLA CSI PER IL CLIMA DEGLI INVESTIMENTI

Natalya Korlotyan, LA GEOPOLITICA E LA SUA EVOLUZIONE

Luca Francesco Vismara, TENSIONI CANADA-IRAN

Redazione, ALBERTO B. MARIANTONI È “ANDATO AVANTI”

Redazione, “L’UNIONE EURASIATICA NEL MONDO MULTIPOLARE”: RESOCONTO, FOTO E VIDEO

Camera di Commercio Italo Kazaka, LA CAMERA DI COMMERCIO ITALO KAZAKA

Massimo Aggius Vella, ARGENTINA E FMI A CONFRONTO

Seyyed Hadi Zarghani, GEOPOLITICA DELL’ISLAM SCIITA

Pubblicazioni

E' attualmente disponibile in libreria l’ultimo numero (3/2012) di "Eurasia" (XXVII), "IL PERNO GEOGRAFICO DELLA STORIA".

Mansour Alì e Bossi Emanuele, “NEL CUORE DI HEZBOLLAH”, Anteo Edizioni

Fondato nel 1982 in seguito all’invasione del Libano da parte dell’esercito israeliano nell’ambito dell’operazione “Pace in Galilea”, il movimento Hezbollah è riuscito, nel corso degli anni, a trasformarsi gradualmente nel più agguerrito e sofisticato elemento della resistenza nazionale e regionale contro Israele. Le dinamiche geopolitiche areali e l’endemica instabilità interna del Libano hanno progressivamente portato il “Partito di Dio” a raccogliere, anche attraverso una politica assistenzialista molto sensibile ai bisogni degli strati più poveri della popolazione, crescenti consensi attorno a sé che hanno permesso ad Hezbollah di divenire una delle più solide formazioni politiche del “Paese dei Cedri”, sostenuta anche da fasce non sciite della popolazione libanese. Questo libro indaga in maniera approfondita la struttura portante che sorregge Hezbollah, analizzando gli scopi, il funzionamento e la visione strategica dell’anello centrale dell’asse della resistenza – di cui fanno parte anche Iran e Siria – che si trova attualmente sotto il fuoco incrociato delle potenze occidentali, della Turchia e delle monarchie del Golfo Persico. Prefazione di Leonid Savin.

Aleksandr Dugin, "LA MISSIONE EURASIATICA DI NURSULTAN NAZARBAYEV", Edizioni all’insegna del Veltro

Il libro che viene tradotto in italiano col titolo "La missione eurasiatica di Nursultan Nazarbayev" è una raccolta di articoli, interviste interventi di Aleksandr Dugin risalenti al periodo compreso tra il 2001 ed il 2004 ed aventi come tema comune e unificante il fondamentale contributo politico dato al progetto eurasiatista dal Presidente del Kazakhstan Nursultan Nazarbayev. La dichiarazione con la quale Nazarbayev lanciò l’idea dell’Unione Eurasiatica viene rievocata dall’Autore nei termini seguenti: “Nel momento in cui il sistema strategico eurasiatico postsovietico era giunto al punto critico più basso (…) il Presidente del Kazakhstan, a capo di una repubblica gigantesca dell’Asia Centrale, d’importanza fondamentale e prioritaria per la Russia verso il sud, propone l’iniziativa della reintegrazione. Era una mossa d’avanguardia, una mossa epocale. Si può dire che da quel momento, dal 3 giugno 1994, si deve contare l’inizio di una nuova epoca“. Il rappresentante del neoeurasiatismo ha dunque trovato il suo Principe: “Per la prima volta i disegni e le speranze degli eurasiatisti acquisivano una figura storica di tale levatura. Quindi sarebbe giusto definire il Presidente Nazarbayev l’eurasiatista numero uno, dal momento che egli non solo ha fatto fare un balzo in avanti alla teoria, ma ha anche attuato molte iniziative eurasiatiste nella pratica”.

...E tanti altri articoli sono disponibili sul sito!

La Redazione.

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domenica 28 ottobre 2012

BUON 28 Ottobre!

Il « 28 Ottobre »…

90°Marcia su Roma

di: Alberto B. Mariantoni ©

Il 28 Ottobre (in realtà, tra il 27 ed il 31 Ottobre) del 1922, avveniva la « Marcia su Roma »: un’insurrezione nazionale, popolare e rivoluzionaria che metteva fine alla situazione di disordine strutturale e di guerra civile permanente e generalizzata che regnava in Italia dalla fine della Prima guerra mondiale.

Nell’arco di quelle giornate, all’incirca 100 mila squadristi erano insorti con sincronia militare in tutta la Penisola ed avevano preso il controllo delle principali città italiane, a cominciare da quella di Siena; mentre altre 50 mila Camicie Nere, ripartite in tre colonne – che provenivano rispettivamente da Monterotondo, Tivoli e Santa Marinella (senza contare i 5 mila uomini di riserva che si erano attestati su Foligno) – erano confluite sulla capitale e, stringendola d’assedio, avevano dato lo « scossone finale » all’allora governo di destra dell’on. Luigi Facta, ed indirettamente costretto il Re Vittorio Emanuele III a dare l’incarico di formare il nuovo Governo italiano a Benito Mussolini, il Duce della rivoluzione fascista.

L’idea di quella rivoluzione era nata appena 43 mesi prima, da una serie di articoli e di comunicati stampa, redatti dallo stesso Mussolini, che erano apparsi su « Il Popolo d’Italia », in risposta al disfattismo generalizzato e alla disobbedienza civile che in quell’epoca erano largamente alimentati e favoriti dal massimalismo socialista trionfante e dalle prime avvisaglie dell’allora sbocciante tracotanza bolscevica.

Il 2 Marzo del 1919, in uno di quegli articoli, Mussolini invitava « corrispondenti, collaboratori e seguaci del Popolo d’Italia, combattenti, ex combattenti, cittadini, e rappresentanti dei Fasci della Nuova Italia e del resto della Nazione ad intervenire all’adunanza privata che si terrà a Milano, il 23 Marzo ».

Il 6 Marzo successivo, in un comunicato dello stesso giornale, lo stesso Mussolini specificava: « (…) da quella adunata usciranno i Fasci di Combattimento il cui programma è racchiuso nella parola ». « (...) Il 23 Marzo sarà creato l’antipartito, sorgeranno cioè i Fasci di Combattimento che faranno fronte contro due pericoli: quello misoneista di destra e quello distruttivo di sinistra ».

Il 18 Marzo, un nuovo pezzo del futuro Duce d’Italia, sottolineava: « Noi vogliamo la elevazione materiale e spirituale del cittadino italiano (non soltanto di quelli che si chiamano proletari... e la grandezza del nostro popolo nel mondo. Quanto ai mezzi non abbiamo pregiudiziali: accettiamo quelli che si renderanno necessari: i legali e i così detti illegali. Da tutto questo travaglio usciranno nuovi valori e nuove gerarchie ».

Il 23 Marzo 1919 - dopo una riunione preparatoria che si era tenuta il 21 dello stesso mese - l’attesa assemblea, presieduta dal Capitano degli arditi Ferruccio Vecchi e composta da appena 53 persone di origini politiche le più svariate (per lo più, ex interventisti, futuristi, ex sindacalisti, ex socialisti rivoluzionari, ex arditi, reduci di guerra, ex volontari fiumani, ecc.), ebbe luogo nella sede dell’Alleanza Industriale e Commerciale di piazza San Sepolcro, a Milano.

In quell’occasione, fu lo stesso Mussolini a definire la natura e la portata del nuovo movimento fascista: « Noi siamo - egli disse - degli antipregiudizialisti, degli antidottrinari, dei problemisti, dei dinamici; (...) noi abbiamo stracciato tutte le verità rivelate, abbiamo sputato su tutti i dogmi, respinto tutti i paradisi, schernito tutti i ciarlatani - bianchi, rossi, neri - che mettono in commercio le droghe miracolose per dare “felicità” al genere umano. Non crediamo ai programmi, agli schemi, ai santi, agli apostoli: non crediamo soprattutto alla felicità, alla salvazione, alla terra promessa. Non crediamo a una soluzione unica - sia essa di specie economica o politica o morale - a una soluzione lineare dei problemi della vita, perché, - o illustri cantastorie di tutte le sacrestie - la vita non è lineare e non la ridurrete mai a un segmento chiuso fra bisogni primordiali» (Benito Mussolini, « Scritti e Discorsi », Ulrico Hoepli Editore, Milano, 1934 - XII, Tomo II°, pag. 33 e 53-54).

Il Fascismo era nato.

Inutile, in questo contesto, ritracciare il calvario di quella rivoluzione. In particolare: le sconfitte elettorali, le persecuzioni poliziesche, le impari battaglie con i sovversivi, gli infiniti lutti subiti, le delusioni, le amarezze, le frustrazioni.

Sembrava davvero impossibile che un pugno di patrioti irriducibili potesse arrestare la valanga sovversiva social-comunista e cambiare il corso della Storia. Eppure, con il coraggio e la fredda determinazione che li animava, quel manipolo di eroi riuscì a dare l’esempio ai tiepidi ed ai rinunciatari, riuscì a scuotere i pigri e gli ignavi dal loro torpore, riuscì ad amalgamare attorno a sé la parte sana della nazione e masse sempre più vaste di italiani.

Sarà il miracolo di quella rivoluzione!

« Il fascismo comincia a crescere, tumultuosamente, impetuosamente dopo il novembre del 1920; richiama alla mente di tutti, amici e avversari, una sola immagine: quella di un corso d’acqua che d’un tratto si gonfi e rompa ogni argine e dilaghi oltre ogni previsione » (P. Rauti, R. Sermonti, « Storia del Fascismo », Centro Editoria Nazionale, Roma, 1976, Tomo II, pag. 117).

Dopo le sanguinose violenze, gli scioperi, le occupazioni, le aggressioni e gli agguati che avevano continuato a subire durante il famoso « biennio rosso » (1920-1921), i fascisti - rincuorati ed ingigantiti dall’indescrivibile affluenza di nuove reclute - riusciranno a restituire colpo su colpo ai loro avversari ed a distruggere progressivamente la forza offensiva dei partiti sovversivi.

La resurrezione della Nazione italiana era ormai alle porte.

I fascisti, infatti, con il loro sacrificio, oltre a mettere fuori combattimento i loro avversari, « avevano colpito a morte il vecchio regime. Avevano salvato la civiltà italiana alla nuova storia. Avevano difeso tutta l’Europa da una delle più convulse esplosioni di barbarie. Avevano ridestato a vita immortale - con il sangue dello stesso sacrificio - i padri del Risorgimento e i nipoti non indegni ch’erano caduti nella grande guerra » (Roberto Farinacci, « Storia del Fascismo », Società Editoriale Cremona Nuova, Cremona, 1940, XVIII, pag. 245-246).

Quegli uomini, il 28 Ottobre del 1922, dopo tante privazioni e rinunce, ebbero la gioia di vedere realizzato il loro sogno e quella di potere, in fine, assaporare il gusto della loro meritata vittoria.

Lo stesso non posso dire per me e per quanti, da più di sessant’anni, hanno cercato di essere fedeli a quella medesima tradizione.

La mia generazione, purtroppo, ha conosciuto solo le sconfitte, le delusioni e le amarezze. E’ nata troppo tardi per marciare con coloro che durante il Ventennio contribuirono alla rinascita della nostra Nazione e, probabilmente, troppo presto per farlo con coloro che sicuramente verranno per riscattare di nuovo la libertà, l’indipendenza, l’autodeterminazione e la sovranità della nostra Patria.

La sola gioia che posso vantare nel contesto della mia fede, è quella di avere avuto l’opportunità e l’onore, nel corso della mia gioventù, di conoscere personalmente un certo numero di squadristi di quella rivoluzione.

Difficile descriverli. Impossibile dimenticarli. Erano degli uomini per cui, ancora oggi, vale la pena di vivere e di continuare a soffrire, semplicemente per potere testimoniarne l’esistenza e tramandarne le gesta.

Alberto B. Mariantoni ©

venerdì 26 ottobre 2012

Aggiornamento n° 43 di GEOPOLITICA

logo_geopolitica

Segnaliamo le novità di questa settimana:

Distribuzione:

Geopolitica a la Feltrinelli Librerie di Via Orlando a Roma
La rivista Geopolitica si può ora trovare anche presso la Feltrinelli Libreria di Via Vittorio Emanuele Orlando 78/81 a Roma, una delle più importanti della capitale. ...

Numeri:

Vol. I, no. 2 (Estate 2012): LA "PRIMAVERA ARABA" UN ANNO DOPO
In distribuzione Geopolitica, vol. I, no. 2 (Estate 2012) LA "PRIMAVERA ARABA" UN ANNO DOPO. A distanza d'oltre un anno dall'inizio della cosiddetta "Primavera Araba", è possibile trarne un primo bilancio. Si è trattata d'una rivolta popolare o di congiure di palazzo? E' stata un fenomeno genuino e spontaneo, oppure eterodiretto anche dall'esterno? Sta portando all'affermarsi del liberalismo o a un risveglio islamico nel mondo arabo? Quali potenze stanno avvantaggiandosi e quali ...

Articoli:

La rivoluzione in Tunisia non è ancora finita?
Stretta tra le frange salafiti più estreme e il laicismo del precedente regime, la Tunisia ha davanti a sé un futuro incerto; per cui deve definire al più presto una via da percorrere. Ad un anno dalle elezioni che hanno sancito il trionfo della primavera araba, è il momento dell’autunno caldo in cui i diversi protagonisti politici si affrontano in uno scontro aperto che può decidere il futuro costituzionale e sociale del paese. ...


La Russia e la cooperazione con l’Estremo Oriente: il vertice APEC di Vladivostok
L’ultimo vertice dei Paesi APEC, tenutosi nella città russa di Vladivostok nella prima metà di settembre, è stato foriero di interessanti novità dal punto vista economico e geopolitico, soprattutto in relazione alle possibilità di cooperazione della Russia con i Paesi dell’Estremo Oriente. Nel seguente articolo cercheremo di individuare i punti salienti discussi al summit, esponendo i progetti che vedono la Russia come principale attore nell’ambito del commercio internazionale, dei settori industriale ed energetico. ...


Le opportunità economiche e commerciali offerte alle imprese italiane dall’Unione Eurasiatica
Prosegue la pubblicazione degli atti del convegno “L’Unione Eurasiatica: sfida od opportunità per l’Europa?”, organizzato dall’IsAG a Roma, presso la Camera dei Deputati, lo scorso 19 settembre. Dopo gl’interventi di S.E. Andrian Yelemessov, ambasciatore della Repubblica di Kazakistan, e del consigliere Aleksandr Zezjulin, dell’Ambasciata della Federazione Russa, è il turno di Paola Brunetti del Ministero dello Sviluppo Economico. La dott.ssa Brunetti è dirigente della Divisione VII (“Promozione nei Paesi UE, nei Paesi CSI e in ...


I cristiani nel Vicino Oriente a un bivio. Intervista a Madre Agnès-Mariam de la Croix
Abbiamo parlato di Madre Agnès-Mariam de la Croix in occasione della sua visita in Italia dello scorso luglio, riportando il resoconto di una sua conferenza tenuta a Roma. Madre Agnès, suora carmelitana, superiora del monastero siriano Deir Mar Yocoub (San Giacomo mutilato), si è impegnata attivamente in questi mesi nel fornire sostegno umanitario alle vittime del conflitto siriano e nel promuovere una riconciliazione fra le parti in lotta, nonché nel testimoniare all’estero una versione dei ...


“La Primavera Araba un anno dopo” presentato a Roma
La “Primavera Araba” un anno dopo, secondo numero di Geopolitica rivista dell’IsAG, è stato presentato il 19 ottobre 2012 a Roma, presso il Museo di Roma in Trastevere, grazie all’organizzazione di Me.Dia (Mediterraneo in Dialogo) e di IsAG (Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie) e alla collaborazione di Roma Capitale e del Museo. Presenti circa cinquanta persone, che hanno riempito la sala conferenze del Museo: tra loro diplomatici, studiosi e comuni cittadini. ...

Report:

The WEF Report Competitiveness and Perspectives of Kazakh Economy
No. 1,“ September 2012. Author: IsAG -Programma Eurasia. Language: Italiano. Keywords: Global competitiveness, Kazakhstan, economy, World Economic Forum. Abstract: Kazakhstan economic environment is making significant steps forward, and the country is affirming itself as one of the most competitive economy in the region. The World Economic Forum€'s 2012-2013 Global Competitiveness report has ranked Kazakhstan 51 in a range of 144 countries in the world. The report, first published in 2005, bases its analysis on a comprehensive definition of competitiveness, which includes political and human development elements together with micro and macro economic aspects. ...

Pubblicazioni:

The Place and Role of Syria in Arab-Israeli Conflict 1946-2000
Due to its favorable geographical position Syria is one of the most significant political and cultural centers in the Arab as well as Islamic world. It is here that a variety of political ideas and movements were given birth to and brought to life. They have greatly influenced the process of political, economic and cultural development in the Arab world. Being part and parcel of Arab "umma" (motherland), Syria has, undoubtedly been playing a key ...
Buona lettura!

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mercoledì 24 ottobre 2012

Serata con Lucio

GIOVEDI' 25 OTTOBRE presso L'Universale,via Francesco Caracciolo 12, (v.A.Doria-mercato Trionfale), Roma, le indimenticabili musiche di Lucio Battisti interpretate da L.Vicari delle Anime Latine   ore 21.00

Battisti

Il repertorio del caro Lucio,sia quello prodotto con Mogol sia quello con Panella,riproposto per gli amici de L'Universale da Luca Vicari delle Anime Latine conosciutissimo per i suoi timbri vocali battistiani.

Come di consueto il contributo alla serata è di 10€ compresa la prima consumazione; se si vuole mangiucchiare affettati,formaggi etc occorre aggiungere 5€. Spero siate numerosi all'appuntamento. INFO e PRENOTAZIONI 3394987052 

Leggere e diffondere l'allegato,grazie.

Metro A fermata Cipro - bus 490-492-495-32-33-913-990-999 tram19

martedì 23 ottobre 2012

Gli eroi non si piangono, si imitano

El_Alamein.1jpg
«Noi non siamo qui per piangere». Così esordisce il cappellano che officia la funzione in ricordo dei caduti di El Alamein. Poi, però, si mette a piangere lui, dopo aver steso sull’altare il fazzoletto del battaglione San Marco e annunciato che non può andare oltre senza rivolgere un pensiero ai due ragazzi tenuti in ostaggio in India, che lui conosce personalmente e per cui chiede una preghiera. Per le loro famiglie e le famiglie dei due pescatori uccisi, aggiunge. Guarda intorno, ai nomi che coprono i lati interni dell’ossario e continua: «Guardiamo a questi nostri amici fraterni e proviamo ad ascoltarli. Essi sono presenti anche se spariti, essi parlano anche se morti, perché tutta la loro vita si è eternizzata dal momento che hanno voluto e saputo fare della loro esistenza un dono per gli altri, un dono per noi figli di oggi della stessa Patria che essi ci hanno consegnato e a caro prezzo. Ascoltiamoli, e ci sentiremo dire che essi hanno sempre creduto nella giustizia, nella verità, nella fiducia, fino a dare la vita. Questi non sono uomini qualunque. Uomini che avevano sognato di scendere dal cielo, gloriosamente vi salirono. Churchill disse: “Dobbiamo inchinarci davanti ai resti di quelli che furono i leoni della Folgore”. Eccoci, allora, qui, anche noi, inchinati. Ci inchiniamo devotamente e con tutto l’affetto di cui siamo capaci davanti a quella che è stata definita “la legione di anime a presidio del deserto”, per affermare che noi – e tutto il nostro popolo – siamo ancora orgogliosi di loro, capiamo il loro sacrificio, li ringraziamo per esso, li ricordiamo e li amiamo con lo stesso amore con cui dei bravi figli amano i genitori». Io, purtroppo, credo che non sia vero. Credo che da El Alamein non si possa tornare con orgoglio, ma semmai con imbarazzo. Questi italiani che “amano e imitano” non li vedo. Vedo giornalisti che mentono, magistrati che dissacrano la giustizia, politici che tradiscono la fiducia e soprattutto milioni di persone che corrono dietro a chiunque gli prometta qualcosa, pronti a sostenere ogni vincitore e fare chiasso sotto la ghigliottina che decapita il potente al quale fino a ieri si inchinavano. Certo, smettere di credere è il più grande tradimento nei confronti di chi è morto perché credeva. Quindi non ci è concesso. Ma non essendo abbastanza presuntuoso e ipocrita da pensare che riuscirò più a imitarli, io, intanto, i miei eroi li piango.

“Fra sabbie non più deserte sono qui di presidio per l’eternità i ragazzi della Folgore, fior fiore di un popolo e di un esercito in armi. Caduti per un’idea, senza rimpianti, onorati dal ricordo dello stesso nemico essi additano agli italiani nella buona e nell’avversa fortuna il cammino dell’onore e della gloria. Viandante arrestati e riverisci. Dio degli eserciti accogli gli spiriti di questi ragazzi in quell’angolo di cielo che riserbi ai martiri e agli eroi”.


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