sabato 19 giugno 2010
Mercoledì 22 giugno ore 18.00 a Milano
http://www.mursia.com/
http://it.wikipedia.org/wiki/Mistica_fascista
http://misticafascista.blogspot.com/
Niccolò Giani pubblicò, nel 1939, i dieci punti fondanti della Scuola di Mistica Fascista col nome di "Decalogo dell'italiano nuovo" sulla rivista Dottrina Fascista:
- 1. Non vi sono privilegi, se non quello di compiere per primi la fatica e il dovere.
- 2. Accettare tutte le responsabilità, comprendere tutti gli eroismi, sentire come giovani italiani e fascisti la poesia maschia dell'avventura e del pericolo.
- 3. Essere intransigenti, domenicani. fermi al proprio posto di dovere e di lavoro, qualunque esso sia: ugualmente capaci di comandare e obbedire.
- 4. Abbiamo un testimonio da cui nessun segreto potrà mai liberarci: il testimonio della nostra coscienza. Deve essere il più severo, il più inesorabile dei nostri giudici.
- 5. Aver fede, credere fermamente nella virtù del dovere compiuto, negare lo scetticismo, volere il bene ed operarlo in silenzio.
- 6. Non dimenticare che la ricchezza è soltanto un mezzo, necessario sì, ma non sufficiente a creare da solo una vera civiltà, qualora non si affermino quegli alti ideali che sono essenza e ragione profonda della vita umana.
- 7. Non indugiare al mal costume delle piccole transazioni e delle avide lotte per arrivare. Considerarsi soldati pronti all'appello, ma in nessun caso arrivisti e vanitosi.
- 8. Accostarsi agli umili con intelletto d'amore, fare opera continua per elevarli ad una sempre più alta visione morale della vita. Ma per ottenere questo occorre dare l'esempio della probità.
- 9. Agire su se stessi, sul proprio animo prima di predicare agli altri. Le opere e i fatti sono più eloquenti dei discorsi.
- 10. Sdegnare le vicende mediocri, non cadere mai nella volgarità, credere fermamente nel bene. Avere vicina sempre la verità e come confidente la bontà generosa.
PROTOTIPI E PROGETTI DELLA REGIA AERONAUTICA
Un nuovo libro di Daniele Lembo"PROTOTIPI E PROGETTI DELLA REGIA AERONAUTICA"
E' in uscita, per i tipi dell'Istituto Bibliografico Napoleone, il nuovo libro di Daniele Lembo, dal titolo "Prototipi e progetti della Regia Aeronautica".
Sulle vicende militari italiane del secondo conflitto mondiale esiste una serie di vere e proprie leggende, che hanno trasformato la storia di quella guerra in una sorta di favola.
La seconda guerra mondiale è accettata dalla vulgata come il conflitto affrontato dagli italiani, unicamente con le scarpe di cartone, i bidoni di benzina pieni d'acqua e i carri armati "scatolette di sardine".
Anche l'apporto dato dalla Regia Aeronautica allo scontro ha risentito, in maniera pesante, di un approccio a quelle vicende che spesso falsa la verità dei fatti.
Sono in molti a credere, ancora oggi, che l'Arma Azzurra abbia preso parte alla seconda guerra mondiale con una dotazione di velivoli risalenti alla Grande Guerra.
La realtà è ben diversa: in quegli anni, la sperimentazione aeronautica in Italia, pur non raggiungendo i livelli e i risultati dell'alleata Germania, diede alcuni frutti di rilievo. L'industria aeronautica nazionale, malgrado alcune pecche, prima fra tutte l'incapacità a produrre un potente motore di originale progettazione e costruzione interamente nazionale, esperì vari tentativi per fornire velivoli e armi che fossero idonei a competere con quelle in uso al nemico.
Il nuovo volume di Lembo indaga proprio su quelle che furono "le armi segrete della Regia Aeronautica", ovvero fino a che punto arrivò, in Italia, la sperimentazione nel campo militare aeronautico.
L'autore, inizia con l'analizzare quelli che furono i progetti nazionali nel campo della propulsione a reazione, partendo da quelli realizzati, come l'aviorazzo Cattaneo Magni "RR" e il Campini Caproni, fino a esplorare le idee che rimasero solo sulla carta, come il Caproni Ca 183 bis e il Re 2005R. Il capitolo si chiude con l'analisi di una chimera aeronautica, il Reggiane Re2007 che per l'autore è un vero e proprio "aereo chiamato desiderio".
Si passa poi alla disamina di alcuni interessanti caccia a elica come il caccia canard Sai SS4, gli intercettori pesanti bifusoliera e alcuni prototipi destinati al bombardamento a tuffo. Tra questi, vi è l'ultimo aerosilurante di Alessandro Marchetti, il Siai Marchetti SM 93, un aereo monomotore che vedeva il pilota in posizione prona, anziché nella canonica posizione seduta.
Infine, si tratta delle "armi segrete" per la Regia Aeronautica, dove sono elencate una panoplia di ordigni che, benché realizzati e prodotti in serie, trovarono un modesto impiego da parte della R.A..
Sono descritti i velivoli radiocomandati, vari tipi di bombe
"alate", il sistema d'arma Reggiane 2001 G.V. e la Motobomba f.f. (f.). La Motobomba, lanciata a mezzo paracadute nei porti avversari o in prossimità di concentrazioni di navi nemiche, una volta in acqua, grazie a un sistema di eliche, iniziava a navigare con una traiettoria a spirale, fino a impattare contro uno scafo nemico. Poco usata dagli italiani, trovò ampio impiego da parte dei tedeschi.
"alate", il sistema d'arma Reggiane 2001 G.V. e la Motobomba f.f. (f.). La Motobomba, lanciata a mezzo paracadute nei porti avversari o in prossimità di concentrazioni di navi nemiche, una volta in acqua, grazie a un sistema di eliche, iniziava a navigare con una traiettoria a spirale, fino a impattare contro uno scafo nemico. Poco usata dagli italiani, trovò ampio impiego da parte dei tedeschi.
Il volume si chiude con "I piani segreti della Regia Aeronautica", un capitolo dedicato ai piani dell'Arma azzurra per colpire il Nord America.
Un volume di prezzo contenuto, snello e d'interesse per studiosi, semplici appassionati o anche solo per chi ne volesse sapere di più su quegli anni e su quel conflitto.
COSTO EURO 14
giovedì 17 giugno 2010
La Meloni all'ombra delle croci celtiche
Sono appena tornato dal presente organizzato da Forza Nuova a Piazza Vescovio per l'anniversario del sacrificio di Francesco Cecchin. Ottima cerimonia, seria e toccante, gestita in modo formidabile da due camerati di grande valore come Martin Avaro e Gianguido Saletnich.
Prima c'era stato quello organizzato da Azione Giovani con la presenza di Giorgia Meloni e di altri esponenti ex AN e adesso PdL.
Devo ammettere che ho trovato penosa quella che ho considerato una vera e propria messa in scena da parte di individui che non da oggi, hanno rinnegato nei fatti gli ideali per i quali tanti camerati caddero negli anni di piombo. La Meloni, poi, all'ombra delle bandiere con la croce celtica, davvero non si poteva vedere. Se pensate che questi signori hanno fatto del liberismo e dell'antifascismo la loro pratica quotidiana, che stanno con Israele e con gli americani, che fanno parte di un governo che sta cancellando lo Stato Sociale e i diritti elementari dei lavoratori, non posso non domandarmi come mai ancora possano esserci dei giovani che li seguono. Giovani sicuramente in buona fede che, nello scattare sull'attenti con il braccio teso, erano convinti di onorare un caduto, ma che evidentemente mancano di quella coscienza critica che, sola, farebbe di loro dei soldati politici al servizio di una idea. Giovani che evidentemente non sanno cosa sia il Fascismo e che dovrebbero sentire il dovere di leggere e formarsi in modo adeguato. Possibile che siano così ciechi e corti di memoria da non ricordare che Fini, sponsor della Meloni, ha proclamato il Fascismo il male assoluto e che ogni giorno testimonia la sua fedeltà al liberalismo apolide, mondialista e antifascista ? O che Alemanno è solito ormai manifestare sotto le bandiere con la stella di David ?
I giovani certamente in buona fede, ma non la Meloni, non Alemanno che queste cose le sanno bene e che sanno di essere al servizio dello straniero. E allora perchè la Meloni a piazza Vescovio ? Perchè tanta ipocrisia ? E' molto semplice. Per gettare fumo negli occhi e ingannare quei giovani che un giorno, mi auguro, cominceranno a riflettere e a rendersi conto che chi sta con un governo che, con la sua politica insensata, sta rubando proprio ai giovani il futuro, non ha nulla a che vedere con i valori nazionali, sociali e popolari e usurpa simboli che di fatto non gli appartengono.
Nicola Cospito
Ufficio politico MNP
Roma
Paesaggio italiano, le foto degli scempi online
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mercoledì 16 giugno 2010
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