Vogliamo giustizia!

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Giustizia per i morti di Bologna

Ultimissime del giorno da ADNKRONOS

domenica 14 marzo 2010

CHI E' PIU' INETTO ?


 CHI E' PIU' INETTO ?


Siamo proprio messi male con un capo del governo che è un mariuolo, piduista, amico dei mafiosi, che ha più reati in giudizio che capelli in testa e che bada solamente ai suoi affari personali ed a  stare fuori di galera infiaschiandosene dell'Italia e degli italiani ed una opposizione che è incapace di fare niente che sia più di una chiacchiera velleitaria!

Abbiamo sentito i discorsi dei Bersani dei Di Pietro e dei Ferrero alla manifestazione del 13 Marzo e di nuovo abbiamo ascoltato bestialità e paragoni cretini ed antistorici.
Hanno criticato Berlusconi perché sta dando più potere al padronato, perché rende sempre più precario il posto di lavoro di giovani ed anziani, perché vuole diminuire l'età scolare dell'obbligo, perché ha in progetto di abolire i contratti nazionali di lavoro e per questo gli danno del Fascista e lo paragonano al Duce..
Come sempre a sinistra sono  disinformati ed in malafede e  mentono sapendo di mentire!

Si dimenticano infatti di dire che Benito Mussolini ed il Fascismo hanno dato ai contratti nazionali di lavoro dei lavoratori la forza e la dignità di Legge dello Stato ( cosa che oggi non hanno), che hanno elevato l'età scolare da 9 a 14 anni, che hanno stabilito l'apprendistato, il libretto di lavoro, le pensioni, la mutua, gli assegni famigliari, il dopolavoro, l'orario di lavoro di 8 ore ed il "sabato fascista", la tutela del lavoro delle donne, la carta del lavoro, le case popolari, l'INAIL e da ultimo l'apoteosi sociale della Socializzazione ..!!!
Il tutto a favore dei lavoratori e contro il padronato !!
E' quindi evidente che ogni paragone tra Berlusconi ed il DUCE è non solo grottescamente falso, ma in assoluta malafede il che conferma una volta di più il cinico ed amorale insegnamento mai dimenticato di Lenin:" Una menzogna in bocca ad un comunista è una verità rivoluzionaria"..

Invece di sparare fesserie, la sinistra dovrebbe fare un bel esame di coscienza in quanto da 65 anni promette ai lavoratori di fare i loro interessi ed il risultato finale è solamente un mare di chiacchiere in cui sono annegati tutti i sogni e persino i diritti acquisiti dei lavoratori se è vero, come è vero, che oggi i padroni contano più di prima, che il potere di acquisto dei salari e delle pensioni è diminuito anziché aumentare mentre invece è aumentato il livello degli utili dei padroni, che la sicurezza sul lavoro è una utopia dato l'elevato numero di morti bianche che si verificano ogni anno nelle fabbriche e nei cantieri, che il lavoro nero è diventato una piaga che si estende ogni giorno di più, che il precariato è quasi diventato la regola anziché essere una eccezione, che insomma tutte le promesse fatte ai lavoratori sono state tradite per inettitudine, collusione, malafede e cinismo ..!!!
Azzeccagarbugli, acchiappafarfalle e rivoluzionari da bar dello sport, questo sono questi magliari della sinistra italiana !
Altro che partito dei lavoratori.!


Alessandro Mezzano


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venerdì 12 marzo 2010

Un libro per educare i vostri figli al disprezzo della democrazia


Da richiedere a progettosociale1@libero.it





Nicola Cospito: Perchè non sono democratico
Prefazione di Rutilio Sermonti




Un libro per gli spiriti ribelli
Un libro per rompere gli schemi e andare all'attacco
Un libro per scandalizzare e spaventare i borghesi e i liberali
Un libro per educare i vostri figli al disprezzo deila democrazia




I CONTENUTI:
Prefazione………………………………………………………………………….
Introduzione………………………………………………………………………..
La democrazia: una guerra di tutti contro tutti………………………………
La democrazia come violenza………………………………………………….
La democrazia come dogma……………………………………………………
La maggioranza come tirannia del numero e dominio della mediocrità..
La libertà di opinione come illusione………………………………………….
Democrazia e clientelismo……………………………………………………….
I sistemi elettorali truccati………………………………………………………..
La tendenza congenita alla truffa……………………………………………….
Un sistema fondato sulla passività o sulla partecipazione ?.....................
Democrazia e indole degli italiani……………………………………………….
La democrazia come diseducazione……………………………………………
La democrazia come sistema degli sprechi e dei privilegi…………………
La democrazia come "infezione dello spirito"………………………………..
Democrazia liberale e società capitalista: individuo, libertà, proprietà…..
L'alternativa alla democrazia………………………………………………………


Antologia


La tirannia della plebaglia………………………………………………………….
Il male viene dalla democrazia…………………………………………………….
La democrazia e il governo del numero…………………………………………
Socrate condannato a morte dalla democrazia………………………………..
"Parla un inglese"……………………………………………………………………
La ribellione del poeta………………………………………………………………
La democrazia nell'arte…………………………………………………………….
Contro il popolo e la nazione………………………………………………………
Del Superiore e dell'inferiore………………………………………………………
Governo di tutti, governo di nessuno…………………………………………….
I servi della democrazia…………………………………………………………….
 Per la rivolta antidemocratica………………………………………………………
Mussolini contro il mito di Demos…………………………………………………


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giovedì 11 marzo 2010

Il grande Gioco in Asia Centrale


Il grande Gioco in Asia Centrale
di Marco Luigi Cimminella - 09/03/2010


http://www.eurasia-rivista.org/




  Con la vittoria del filo-russo Janukovic alle elezioni presidenziali ucraine, svoltesi lo scorso mese, Mosca ha ritrovato un probabile alleato nello scontro energetico ingaggiato dalle grandi potenze in Asia centrale e meridionale. Il petrolio vicino-orientale non basta a soddisfare il fabbisogno di idrocarburi di Europa e Stati Uniti, che spinti alla ricerca di nuovi canali di approvvigionamento, hanno finito per posare gli occhi sulle riserve caspiche e caucasiche. L'estrazione e l'esportazione di queste risorse sono da tempo sottoposte al rigido monopolio del colosso russo Gazprom che, con una serie di condutture che attraversano il territorio ucraino, rifornisce i mercati occidentali.

Nel tentativo di contrastare questo chiaro "leverage" della politica estera russa, Washington, di concerto con alcuni paesi europei, ha approntato alcuni importanti progetti. Pensiamo al gasdotto Nabucco (il tragitto nella foto) o all'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan, che permettono agli idrocarburi asiatici di viaggiare in direzione ovest scavalcando la Russia a sud. Allo stesso modo deve essere analizzato il proposito di costruire delle condutture che, attraversando le acque del Mar Nero e collegando Supsa, in Georgia, con Odessa, in Ucraina, permetta agli idrocarburi azerbaigiani, turkmeni e kazaki di raggiungere l'Europa, senza passare per il territorio di Mosca. Inizialmente il Cremlino aveva potuto ostacolare questo progetto grazie alla collaborazione del governo ucraino, con a capo il filo-russo Kucma. In seguito alla rivoluzione arancione che si era ultimata, nel 2004, con la nomina a presidente del liberale Jušcenko, l'Ucraina si era mostrata favorevole ad aderire al disegno occidentale, manifestando chiare intenzioni di entrare a far parte della Nato e attirandosi così le dure critiche della classe dirigente russa. Nel febbraio scorso, Janukovic ha riportato, in seguito ad elezioni contestate dalla rivale Timošenko, un'importante vittoria che potrebbe cambiare gli assetti degli schieramenti impegnati in quella frenetica competizione, tesa all'accaparramento delle risorse energetiche, conosciuta come il Grande Gioco del XXI secolo.

"DONNE e GUERRA - Una scelta d'amore per l'Italia


Centro Studi L'Araldo – via M. Spanzotti 7/a, 10139
Torino



Venerdì 26 marzo alle ore 21, presso la sede, "DONNE e
GUERRA - Una scelta d'amore per l'Italia", interverrà
Velia Mirri (ausiliaria S.A.F.).


Donne in "grigoverde", donne militare ma non militarizzate,
militarizzate erano pure le civili che lavoravano nelle
caserme. La scelta d'amore per l'Italia tradita, una scelta
"PER L'ONORE", per lavare l'onta. La guerra, la guerra
civile, e per la prima volta viene concesso alle donne di
prendere parte agli eventi bellici. Una storia che nel
racconto della Storia spesso si preferisce omettere o al
limite esaurire con la sprezzante definizione "le tragiche
ragazze di Salò".
Il racconto di una di quelle protagoniste.


Resta connesso!
http://www.araldo.info/

mercoledì 10 marzo 2010

Addio a Peter Van Wood, morto a Roma il chitarrista che divenne astrologo

Addio a Peter Van Wood, morto a Roma il chitarrista che divenne astrologo - Adnkronos Spettacolo

“Aggressione all’Iran”: si ricomincia con le raccolte di firme



"Aggressione all'Iran": si ricomincia con le raccolte di firme

http://www.cpeurasia.org/?read=49220



di Enrico Galoppini. Le petizioni servono a poco, anzi a nulla, specialmente se diffuse da chi crede alla favola della nostra "liberazione".

In questi ultimi mesi si è decisamente inasprita la propaganda di coloro che, tutti uniti appassionatamente sotto il vessillo dell' "Occidente", auspicano, ciascuno per i propri motivi (di destra, di centro e di sinistra; laici e religiosi), una guerra all'Iran. In Italia, ciò è particolarmente evidente dopo il viaggio di Berlusconi (e codazzo di ministri "italiani") nella base territoriale del partito sionista chiamata "Israele". Il capo comanda, e i servi rispondono "Zì Badrone!".

Chi, invece, ciascuno per motivi diversi, si dichiara contrario ad ogni ipotesi di guerra all'Iran, lo fa attraverso i pochi mezzi di cui dispone (cioè, nessun giornale ad alta diffusione o visibile nelle rassegne stampa e, ovviamente, nessuna televisione), ad esempio le "petizioni". Si tratta di raccolte di firme, di solito aperte da qualche 'firma pesante', che ciclicamente girano su internet e che chiedono l'adesione ad un "testo dell'appello", col quale dunque bisogna trovarsi d'accordo poiché traduce l'ideologia di chi se ne fa promotore; ma anche se non lo si condivide appieno, può darsi che si decida di aderire perché ci si trova in sintonia con la parola d'ordine generale.

Questa pratica è soprattutto caratteristica di un certo modo di fare politica.
Ma sono anni che vedo circolare ogni tipo di queste "petizioni", eppure non è mai cambiato nulla. Penso a quelle contro "Israele", contro "l'invasione dell'Iraq" ecc., eppure né il primo ha smesso di fare i suoi comodi, né il secondo ha evitato la distruzione totale.
Perciò va detto che tutte queste raccolte di firme non servono a nulla.
Nel senso che non si allontana l'ipotesi di un "bombardamento all'Iran" ecc. con una raccolta di firme, fatta in Italia, e per giunta con nomi di persone che non possiedono alcuna possibilità di incidere sulla realtà.
Dunque, qui si è nel campo dell'illusione di fare qualcosa.
Ma poiché se una cosa viene fatta un senso lo deve pure avere, diciamo che queste petizioni servono:
1) a far vedere che chi le promuove ha un seguito "politico";
2) a fini interni, ad es. della "estrema sinistra", per dichiararsi "altro", "più puri", rispetto ai "guerrafondai", a chi "vota il rifinanziamento delle missioni militari italiane all'estero" ecc.
3) indirettamente, le liste dei firmatari servono a scatenare un pettegolezzo nell'ambito dello stesso ambiente da cui proviene la maggioranza dei firmatari (Tizio o Caio saranno mica "infiltrati"?);
4) ad un livello dei media occidentalisti, queste liste possono servire inoltre per denunciare al pubblico ludibrio i firmatari, comprese certe 'strane' preoccupazioni di organi della "buona borghesia" sulle suddette "infiltrazioni" (della serie: cosa dovrebbe importargliene? certo che gliene importa: i capponi di Renzo devono restare sempre divisi secondo il putrido schema fascismo/antifascismo).
Quindi, per quanto mi riguarda, prese in esame le suddette considerazioni, dopo averlo già fatto per inesperienza e/o idealismo ingenuo, non firmerò mai più alcuna "petizione contro questo o quello", sebbene sia naturalmente contrario ad ogni ipotesi di sovversione ed attacco ai danni dell'Iran. Uno Stato e una Nazione che non ci hanno fatto alcun male, né hanno intenzione di farcelo in quanto italiani, europei, mediterranei e abitanti di quel "vecchio mondo" che vede al suo crocevia, sia geografico che di civiltà, proprio quella regione mediorientale al centro delle mire dei padroni del cosiddetto Occidente, nel quale, purtroppo, si è diluita la "nostra cultura" (quella vera) dopo sessant'anni di inebetimento, in specie storico e culturale.

E ora, chi s'è bevuto sin qui la favola della "liberazione" per il proprio tornaconto politico, vorrebbe farci credere di salvare l'Iran, ancora dagli stessi "liberatori", con una raccolta di firme?

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