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Ultimissime del giorno da ADNKRONOS

giovedì 4 novembre 2010

Sulla manifestazione contro Fini




Basta equivoci!
Chi manifesta oggi contro Fini non lo fa per contestare il traditore e abiuratore di Fiuggi, ma SOLO e SOLTANTO per sostenere Berlusconi ed il suo disperato tentativo di evitare un nuovo governo che cambi la legge elettorale "porcata", che gli ha consentito di governare fino ad oggi l'Italia con meno del 30% dei voti rispetto al totale degli elettori.
Questi contestatori anti finiani erano tutti a Fiuggi ad alzare disciplinatamente la manina e ad approvare tutte le abiure e le falsità di Fini, perchè finalmente si entrava nella stanza dei bottoni e nella mangiatoia e poco importava se si consegnava l'Italia ad un piduista affarista e corruttore della peggiore borghesia liberista.
In quel momento, come del resto oggi, farebbero carte false per restare nella mangiatoia, ma il berlusconismo è al tramonto e non saranno i nuovi ascari a salvarlo.
Adriano Rebecchi
Ufficio Politico del MNP
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Pur detestando Fini che considero non un traditore del Fascismo, dato che fascista non lo è mai stato, ma dell'Italia, in quanto  agente sionista e americano, non parteciperò alla manifestazione indetta da Storace. Storace, come Fini, è un demoliberale e ricordo bene quanto disse al congresso provinciale di Roma, prima di Fiuggi. Del resto  non posso accettare la sua sudditanza a Berlusconi che è pari a quella della Santanchè, sua ex ? compagna di strada.
Come sai, noi del MNP, siamo ormai con Forza Nuova che, insieme a noi segue la via dell'opposizione a Berlusconi e al suo governo, coerentemente con la storia migliore della nostra area. Storace , invece, all'opposizione non è e la sua manifestazione è si di odio a Fini, ma anche di supporto a Berlusconi in un momento in cui il nano di Arcore vacilla sotto il peso dei suoi vizi e dei suoi scandali.
  La battaglia contro Fini e Berlusconi, come contro quello che resta di una sinistra, ridotta ormai a pallido simulacro di se stessa, continua comunque ogni giorno, anche nello sforzo di enucleare  tutte le energie nazionalpopolari  in uno schieramento compatto che sappia agire nella massima chiarezza e trasparenza, al di là di ogni ambiguità.

Nicola Cospito

mercoledì 3 novembre 2010

La tastiera a energia solare di Logitech

La Wireless Solar Keyboard K750 si connette senza fili al computer e si alimenta con la luce.
[ZEUS News - www.zeusnews.com - 02-11-2010]
Logitech Wireless Solar Keyboard K750
Da Logitech arriva laWireless Solar Keyboard K750,prima tastiera a energia solare a uscire dai laboratori dell'azienda svizzera.
La K759 si autoalimenta ovunque ci sia una fonte di luce, anche in ambienti interni, eliminando finalmente i problemi legati alle batterie ed è in grado di mantenere la carica fino a tre mesi in condizioni di buio completo.
Insieme alla tastiera viene fornita un'applicazione (che è scaricabile dal sito di Logitech)che consente di misurare la quantità di luce necessaria al corretto funzionamento del prodotto, permettendo così di tenere sotto controllo le informazioni relative al livello di batteria e avvisando quando è richiesta più energia.
Nel realizzare la tastiera a energia solare, l'azienda ha posto attenzione anche al design, adottando una forma concava per adattarsi meglio alla dita e riuscendo a contenere lo spessore in soli 7,5 millimetri.
La connessione al PC avviene tramite il sistema Logitech Advanced 2.4 GHz, che arriva fino a una distanza di 10 metri e include la funzione di cifratura crittografica AES a 128 bit.
Grazie alla tecnologia Unifying è possibile connettere al computer fino a sei dispositivi (mouse, tastiere o tastierini numerici).
La Wireless Solar Keyboard K750 sarà disponibile a partire da gennaio 2011 al prezzo suggerito di 79,99 euro IVA inclusa.

Internet la colonna portante dell'economia

In Gran Bretagna il web produce oltre il 7% del PIL. Un monito per l'Italia, che deve investire nella banda larga.
[ZEUS News - www.zeusnews.com - 02-11-2010]
PIL Internet Gran Bretagna 7%
In Gran Bretagna, direttamente o indirettamente Internet produrrebbe oltre il 7% del PIL, con il commercio online a fare ovviamente la parte del leone: lo afferma un'approfondita indagine condotta dal Boston Consulting Group per conto di Google, il gigante americano che da anni tiene sotto la lente e colleziona tendenze, indirizzi e preferenze del popolo del Web sotto le mentite spoglie di motore di ricerca.
Nello scorso anno ben 115 miliardi di euro, vale appunto a dire il 7,2% dell'intero Prodotto Interno Lordo inglese, hanno cambiato di mano con l'attiva partecipazione di internet; la statistica degli utili vede al primo posto proprio il commercio online che in Italia stenta ancora a decollare.
Solo nell'anno in corso, sottolinea la ricerca, in Gran Bretagna circa 31 milioni di adulti hanno acquistato prodotti e servizi sul web; nel 2009 sono stati spesi oltre 57 miliardi di euro in merci, trasporti e vacanze, mentre le imprese di e-commerce danno lavoro a oltre 250.000 dipendenti.
Quanto alla pubblicità online, questa avrebbe fatturato 4 miliardi di euro, piazzandosi al secondo posto e venendo sopravanzata solo dagli Stati Uniti.
Il dato tendenziale si attesterebbe attorno al 10% del PIL al termine dei prossimi 5 anni, con una crescita quindi di circa il 10% all'anno.
La ricerca ovviamente non trascura la possibile concorrenza a livello europeo e mondiale: i danesi sarebbero i più temibili concorrenti, mentre Corea del Sud e Giappone seguirebbero a ruota.
C'è da osservare che l'indagine non ha rilevato quanto giochino i rapporti privilegiati che intercorrono tra Regno Unito e Commonwealth o comunque con Paesi anglofoni o ex colonie.
Il dato resta tuttavia significativo, per cui sarebbe oltremodo auspicabile che i nostri politici si preoccupassero maggiormente di portare Internet in casa di tutti e a costi ragionevoli, invece di usare tanti riguardi nei confronti della major dell'intrattenimento sulla base di statistiche dei polli.

martedì 2 novembre 2010

E la chiamarono democrazia



EUROPA INFORMAZIONI
antonino-amato800@alice.it
“E allora presero una vecchia bagascia, la vestirono a festa
e la chiamarono democrazia”
Viviamo tempi tristi; tempi che, a definirli da “basso impero” ci faremmo la figura delle educande. Meglio riderci su.
E’ databile a tremila anni fa una storiella che si attaglia benissimo alla presente situazione della politica italiana. C’era, ai tempi, un gattaccio particolarmente abile a catturare e a mangiare i topi. Questi ultimi si riunirono a Congresso per eliminare la minaccia. Uno dei presenti propose: “Attacchiamo al gatto un qualche campanello in modo che, quando si muove, ci avvisi del pericolo”. Tutti convennero, ma quando si passò a decidere sul topo che doveva appendere il campanello al gatto, tutti rifiutarono. E il Congresso dei topi, riunito con tanto strombazzo, si chiuse con un nulla di fatto.
Berlusconi è quello che è. Ed è particolarmente abile a cacciarsi in tutti i “casini”, verosimili ed inverosimili. Su questo non ci piove. Piove, invece, sui suoi oppositori. Che, essendo uomini corretti e probi, traducono il gioco nella dizione: “Staccare la spina”. E’ dall’indomani delle Nazionali 2008 che IDV, PD ed UDC sognano di staccare la spina a Berlusconi e al suo governo, ma i numeri non li aiutavano.
Poi arrivò Fini. Fini aveva mille nobilissimi motivi per mettersi di traverso a Berlusconi. Era cresciuto da “pupillo” e, da pupillo, aveva ereditato da “Zio Giorgio, buonanima”. Solo che, messosi appresso a Berlusconi, capì che costui, accennando a lui come il “delfino”, celiava. E, allora, Fini si diede a contestare Berlusconi. Ed è a questo punto che il gioco si fa duro. Solo che Fini non è un “duro”, ma un “furbastro”. Ha poca cultura, ma ha ben studiato, imparandolo a memoria, il “Manuale del Buon Traditore”.
Succede, dunque, che Fini critica aspramente e duramente Berlusconi; ma.... Ma resta nella maggioranza e vota la fiducia a Berlusconi. Il perché è presto detto: Fini nota che, quando dà addosso a Berlusconi, le opposizioni si compattano su di lui. E tutti gli oppositori gli chiedono: “Sii coerente con le cose che vai dicendo. Stacca la spina”. Solo che Fini si chiede: “Cosa succede il giorno dopo? Gli oppositori, oggi che minaccio la rottura, mi osannano e mi portano in trionfo; domani, se formalizzassi la crisi, mi sosterrebbero? Oppure comincerebbero a pensare ai loro interessi? Ed io? Che fine farei io?”.
E dà una ripassata alla vita grama di Vittorio Emanuele III° e di Badoglio: il 3 settembre 1943 avevano firmato a Cassibile l’armistizio e s’illudevano di aver fatto interamente la loro parte. Con un accordo da tenere segreto. Solo che gli Alleati non la intendevano così e l’8 settembre 1943 resero pubblico l’armistizio. Fu così che Vittorio Emanuele III° e Badoglio percorsero la distanza Roma Pescara con un balzo da maratoneti che passerà alla storia. Per rifugiarsi al Sud, nullità al seguito degli Alleati.
Ed eccolo, allora, l’ottimo Fini riunire i suoi a Roma, rovesciare su Berlusconi un mucchio di contumelie, ma..... nessuna conclusione pratica (1). Suscitando perplessità tra i suoi novelli esaltatori che lo invitano, invano, ad “essere coerente” (1). Ma, da questo orecchio Fini non ci sente. E tutti i finiani (Fillini? Felloni?) ad applaudire. Per la verità Granata, unico e solo, invita i suoi sodali alla coerenza, ma viene seppellito sotto una marea di distinguo. E perfino di insulti (2).
Insomma: ci sarebbe la maggioranza per rovesciare Berlusconi e il suo governo. Manca solo colui che prende l’iniziativa di staccare la spina. Va detto che neppure Berlusconi prende una qualche iniziativa per far finire questo teatrino osceno e ridicolo.
Voi però rassicuratevi: mentre voi vi dibattete tra mille problemi, i nostri politici vivono senza far nulla con ricchissimi stipendi. E, finché dura, la chiameranno “democrazia”.
Antonino Amato
(1) “Fini parla di un passo indietro di Berlusconi” in “Corriere della Sera” del 1 novembre 2010, pagina 6;
(2) “Via dal governo e appoggio esterno. Ma FLI isola Granata: mai ribaltonisti” in “Corriere della Sera” del 1 novembre 2010, pagina 6.

EURASIA rivista di studi geopolitici

eurasia

VENERDÌ, 29 OTTOBRE
La strategia cinese estromette gli USA dal Medio Oriente
Subhash Kapila

La Cina finora ha fatto affidamento su' progressi strategici in Medio Oriente, con l'uso fantasioso del 'soft power' e avvantaggiandosi dei rancori delle nazioni del Medio Oriente verso gli Stati Uniti. La 'chiave di volta' degli Stati Uniti si trova in un efficace radicamento politico e militare in Afghanistan.
Elena Borghi
Il passaggio della questione dei rapporti tra Hindu e Musulmani in territorio indiano da dato di fatto a problema politico può essere fatto risalire al momento in cui nel Subcontinente indiano si cominciò a riflettere sull’idea di “nazione”.
GIOVEDÌ, 28 OTTOBRE
Daniele Grassi
La trama si infittisce e gli attori in campo cercano di accrescere il loro potere negoziale in vista dei negoziati. Obiettivi divergenti si scontrano con la necessità di porre fine ad un conflitto che dura ormai da oltre 9 anni.
MARTEDÌ, 26 OTTOBRE
Antonio Grego
Domenica 10 ottobre si sono svolte le elezioni amministrative per il rinnovo del parlamento di alcune importanti regioni russe e anche per alcuni sindaci. L’articolo dopo aver richiamato i risultati delle ultime consultazioni si concentra sulle prospettive interne, sui rapporti con Stati Uniti, Europa, Italia e sulla situazione economica di Mosca presente e futura. Seconda Parte.
LUNEDÌ, 25 OTTOBRE
Federica Nalli
Negli ultimi anni, alcuni Paesi africani sono stati nuovamente spinti nell’occhio del ciclone, per via delle possibilità offerte dall’espansione del mercato di un’altra risorsa: l’uranio.
Per una serie di ragioni diverse, infatti, è iniziata un’espansione del settore elettronucleare a livello mondiale, che ha spinto in alto la domanda di questo minerale.
DOMENICA, 24 OTTOBRE 
Sabrina Cuccureddu
L'obiettivo che si dovrebbe cercare di ottenere sarebbe tentare di esplicitare il più possibile questo preconcetto ostile col quale si pensano i rapporti e gli scambi tra Europa e Islam, al fine di abbattere i pregiudizi e smontare i processi storici che li hanno creati, cercando di trasformare lo scontro in un incontro.
SABATO, 23 OTTOBRE
Alessandro Daniele
La vittoria elettorale dello scorso aprile ottenuta da Dervis Eroglu, nelle presidenziali svoltesi nella Repubblica turca di Cipro del Nord, fa affiorare numerose incognite in merito a quello che sarà il corso dei negoziati avviati, sotto l’egida delle Nazioni Unite, nel settembre 2008 tra le parti greco e turco cipriote.



E tanti altri articoli sono disponibili sul sito.
Le ricordiamo che è attualmente disponibile in libreria l'ultimo numero di "Eurasia" (1/2010) dedicato a l'Italia: 150 anni di una piccola grande potenza
Buona lettura!
la Redazione
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lunedì 1 novembre 2010

La vera storia dietro a Bill Gates e “Le Giurie della Morte”


L’Eugenetica di Bill Gates e la riduzione della popolazione
Scritto da Paul Joseph Watson , Prison Planet.com
Traduzione per The Living Spirits: Tatiana Coan

Il fondatore di Microsoft é un eugenista intransigente e ha pubblicamente dichiarato la sua intenzione di usare vaccini dal valore di miliardi di dollari, che la sua fondazione finanzia per ridurre la popolazione mondiale.
L’appoggio di Bill Gates alle “giurie della morte” ha causato controversie tra i commentatori conservatori, ma il vero oltraggio dietro a questa storia non è stato completamente rivelato – il fatto è che Gates é un eugenista intransigente e ha invocato la riduzione della popolazione mondiale con l’uso di vaccini, che la sua fondazione finanzia per la bellezza di miliardi di dollari.
I commenti di Gates sulle “giurie della morte”, sono stati fatti effettivamente più di due mesi fa al Festival delle Idee di Aspen a Aspen in Colorado, ma essi hanno attirato l’attenzione solo quando il video fece la sua comparsa di domenica su parecchi siti conservatori, come pure sulla Breitbart TV e su The Blaze.
Durante una serie di domande e risposte, Gates insinuò che pazienti anziani che vengono sottoposti a costosi trattamenti medici dovrebbero essere uccisi e i soldi spesi in altro modo.
Gates affermò che c’era “una mancanza di volontà” nel considerare la questione di scegliere tra “spendere un milione di dollari sugli ultimi tre mesi di vita per quel tipo di paziente” o licenziare 10 insegnanti.
“Ma ciò viene chiamato la giuria della morte e voi non siete tenuti a trattare tale dibattito” aggiunse Gates.
L’appoggio del proprietario della Microsoft  per uccidere la nonna nel nome di spendere denaro altrove scuote e spiega perché così tanti Americani sono offesi dalla sanità di Obama che contiene, quale uno dei suoi principali componenti, un comitato di valutazione costi/benefici che sarà in grado di rifiutare cure a pazienti anziani, a dimostrazione del fatto che le giurie della morte entrano per davvero in vigore nonostante le campagne dei rappresentanti della classe dirigente e dei media per convincere il pubblico diversamente.
Anche se gli Americani saranno soggetti ai capricci delle giurie della morte, il governo federale “continuerà a richiedere ospedali per fornire trattamenti di pronto-soccorso a immigranti illegali alle spese dei contribuenti “ denunciò il New York Times.
Comunque, il significato più ampio dei commenti di Gates é passato completamente inosservato da coloro che si erano tanto offesi per quello che aveva detto.
Gates è un eugenista reo-confesso che si é impegnato a ridurre drasticamente la popolazione mondiale nel nome di combattere il surriscaldamento globale. Questo è allarmante considerando il fatto che la fondazione Bill e Melinda Gates finanzia la produzione e la distribuzione di vaccini al terzo mondo.
Durante una conferenza TED (sono conferenze su tecnologia, intrattenimento e design) nel febbraio 2010, Gates ha dichiarato apertamente che i vaccini sarebbero stati usati per ridurre la popolazione mondiale e abbassare le emissioni di CO2.
Sostenendo che la popolazione mondiale sta raggiungendo i 9 miliardi, Gates disse: “se noi facessimo davvero un ottimo lavoro con nuovi vaccini, cure medico sanitarie, servizi medici di riproduzione (aborto), forse potremmo avere una riduzione del 10 o del 15 per cento.”
Un po’ come se un miglioramento delle cure sanitarie e dei vaccini, che si suppone salvino vite, porterebbe a una diminuzione della popolazione mondiale: é un ossimoro, a meno che Gates non si stesse riferendo ai vaccini per sterilizzare le persone, che è precisamente lo stesso metodo propugnato nel testo del 1977 Ecoscience scritto dal consigliere scientifico della Casa Bianca John P. Holdren, il quale parla di un “regime planetario” dittatoriale per mettere in atto misure draconiane al fine di ridurre la popolazione attraverso l’uso di ogni sorta di tecniche oppressive, sterilizzazione inclusa. 
In verità, come ha rivelato Mike Adams di Natural News, uno degli attuali progetti della fondazione Gates ruota intorno al finanziamento di un “programma di sterilizzazione che userebbe penetranti raffiche di ultrasuoni dirette sui testicoli dell’uomo per renderlo sterile per sei mesi”.
“Ora, la fondazione sta finanziando un nuovo programma “ consegna di un vaccino che si attiva con la sudorazione” basato su nano particelle che penetrano la pelle umana.” scrive Adams, “la tecnologia viene descritta come un mezzo per “sviluppare nano particelle che penetrano la pelle attraverso i follicoli dei peli e che a contatto con il sudore umano si attivano per rilasciare i vaccini.”
Il sostegno del fondatore della Microsoft alle giurie della morte é un’ammissione scioccante, ma fa impallidire se si considera che Gates, uno degli uomini più ricchi del pianeta, che è solito incontrare altri miliardari per discutere sugli sforzi da fare per ridurre la popolazione, ha pubblicamente dichiarato la sua intenzione a usare miliardi di dollari in vaccini per finanziare la diminuzione della popolazione mondiale nel terzo mondo, scopo che potrebbe essere raggiunto qualora i vaccini fossero progettati per sterilizzare forzatamente le persone, ovvero senza il loro consenso, o provocare aborti forzati.

www.disinformazione.it

Riforma Gelmini, su Internet l'alternativa wiki

Riforma Gelmini, su Internet l'alternativa wiki
di Lorenzo Gennari

Riforma Gelmini, su Internet l'alternativa wiki

venerdì 29 ottobre 2010
Studenti, dottorandi e ricercatori si sono dati appuntamento sulla piattaforma Wikisaperi, creata appositamente per lanciare un progetto alternativo a quello della riforma del ministro Gelmini, per "condividere la conoscenza e liberarla"
«Il ministro Mariastella Gelmini accusa i suoi oppositori di saper dire solo no e di voler conservare la vecchia università dei privilegi? Per sfatare questo mito, studenti, dottorandi, precari e ricercatori si stanno unendo per scrivere insieme un'altra riforma dell'università, alternativa rispetto a quella proposta dal governo».
È quanto afferma il Coordinamento universitario Link, spiegando che «la notizia arriva da un documento che sta circolando in questi giorni, intitolato "Appello all'università: costruire l'alternativa", che vede tra i primi firmatari i maggiori protagonisti delle mobilitazioni di questi mesi»: si tratta dei ricercatori della Rete 29 aprile, i precari del Cpu, i dottorandi dell'Adi, la Flc-Cgil e gli studenti di 14 atenei, i 12 rappresentati da Link (Roma, Torino, Bari, Padova, Siena, Napoli, Salerno, Foggia, Taranto, Trieste, Viterbo e Campobasso) più le realtà indipendenti di Pisa (Sinistra Per) e Cosenza (Ateneo Controverso).
«Insomma - prosegue la nota - quelli che vivono l'università tutti i giorni e che contestano la natura privatizzatrice del ddl Gelmini, che smantellerebbe l'università pubblica italiana, non ci stanno a fare la parte dei conservatori: non possiamo permetterci di cadere nella trappola di chi vorrebbe farci scegliere tra privatizzazione e conservazione, tra la difesa dell'ordine baronale che da sempre contestiamo e l'imposizione di un dominio aziendale altrettanto iniquo».
Questa volta però, alla protesta è seguita la proposta e su Internet è sbocciato un sito in stile wiki, cioè aperto alla collaborazione di tutti. Si chiama "Wikisaperi" e contiene già una bozza di quella che gli estensori hanno ribattezzato "AltraRiforma ".
«Se vogliamo davvero fermare la Gelmini - si legge ancora nel sito - dobbiamo rispondere colpo su colpo e spostare più in alto l'asticella della sfida: all'attacco alla rappresentanza rispondere con nuovi modelli di partecipazione democratica; al taglio del diritto allo studio opporre un nuovo welfare studentesco che sappia garantire a tutti l'accesso al sapere».

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