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martedì 26 ottobre 2010

Minzolini contro Renzi, la battaglia è su Facebook

Minzolini contro Renzi, la battaglia è su Facebook

Il botta e risposta tra il sindaco di Firenze e il direttore del Tg1 passa dal social network.
[ZEUS News - www.zeusnews.com - 25-10-2010]
Renzi Minzolini Facebook TG1 sindaco Firenze degra
Matteo Renzi, sindaco di Firenze
Tutto è cominciato quando il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha commentato ironicamente su Facebook il richiamo fatto dall'Agcom al Tg1 che segnalava lo squilibrio di quest'ultimo a favore del governo.
"Sono rimasto molto sorpreso dalle rivelazioni dell'Autorità di garanzia che si è accorta che Minzolini fa il Tg1 a favore del Governo" ha scritto Renzi sulla propria bacheca."Meno male che il garante c'è: da soli era veramente impossibile accorgersene".
Sembra che il direttore del Tg1 non abbia preso bene la critica: il telegiornale di Raiuno, infatti, ieri sera ha trasmesso due servizi che mostravano il degrado di Firenze, l'uno sullo spaccio di droga in zona San Lorenzo e l'altro sui rifiuti presenti in centro.
Anche Renzi ha interpretato i due servizi come una risposta al proprio post e così, sempre via Facebook, ha rincarato la dose: "Minzolini replica alle critiche con servizi sul Tg1 contro Firenze" ha scritto il sindaco, richiamando i lati positivi della città che invece il Tg1 non ha nemmeno citato. 

"Una settimana fa abbiamo avuto i premi dalle bibbie americane del turismo: il Tg1 era in ferie? Dopo il mio post su Facebook, ecco i servizi contro la mia città. Sul degrado urbano noi possiamo recuperare, ma sul degrado di una professione Minzolini ha già dato il massimo...".
Matteo Renzi pare dunque non avere alcuna intenzione di cedere: resta ora da vedere se e come Minzolini reagirà a sua volta.

lunedì 25 ottobre 2010

Progetto Sociale di ottobre


Clicca sul collegamento inserito nel titolo del messaggio potrai leggere, stampare e diffondere Progetto Sociale di ottobre.

Domini .it, raddoppiati in 5 anni


Domini .it, raddoppiati in 5 anni
di Lorenzo Gennari

Domini .it, raddoppiati in 5 anni

venerdì 22 ottobre 2010
Sono 2 milioni i siti italiani su Internet, raddoppiati negli ultimi 5 anni. Una cifra che porta i domini con il suffisso ".it" al quinto posto in Europa e al nono nel mondo
I domini .it sono arrivati a toccare quota 2 milioni e nella classifica dei paesi europei per numero di domini nazionali, quelli italiani sono in quinta posizione dopo Germania, Inghilterra, Olanda ed Unione europea (.eu). Nella classifica mondiale invece, il .it è preceduto - oltre che dai domini europei appena citati - dal .cn cinese, secondo in classifica, dal .ru russo, dal .ar argentino e dal .br brasiliano, rispettivamente sesto, settimo e ottavo.
I dati sono stati resi noti dall'Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Iit-Cnr), che gestisce il Registro .it, incaricato di assegnare i domini italiani. Nel nostro paese, la procedura per la registrazione, si è adeguata solo da un anno a quella degli stati più evoluti in termini di burocrazia telematica. Registrare o trasferire un dominio .it, fino a poco tempo fa prevedeva l'utilizzo di anacronistici fax o peggio l'invio della cosiddetta LAR (lettera assunzione responsabilità) via posta ordinaria.
Dal 28 settembre del 2009 invece esiste il sistema sincrono, ovvero la possibilità di fare tutto in tempo reale, e soprattutto, direttamene online. Il primo dominio Internet italiano è stato proprio quello del Cnr e risale al 23 dicembre 1987.
La media mensile di registrazioni è a quota 32mila, delle quali oltre 27mila in tempo reale (solo il 18 per cento dei richiedenti utilizza ancora il vecchio metodo). Un andamento che ha permesso di raggiungere, già il 30 settembre 2010, con 324mila nuove registrazioni, il totale dell'intero 2009, pari a 339mila.
«A breve - annuncia Maurizio Martinelli, responsabile dell'Unità Sistemi e Sviluppo del Registro.it - saranno introdotte altre novità tecnologiche, tra le quali l'Internationalized domain name, che permetterà di registrare i propri domini mantenendo il nome esattamente uguale alla reale denominazione di persona, società o marchio e cioè saranno permesse lettere accentate e caratteri speciali.

domenica 24 ottobre 2010

Furto virtuale ma l' indagine è reale

Una signora palermitana ha sporto denunzia contro ignoti che si sono introdotti nel suo ambiente virtuale costruito e arredato nell'ambito di un gioco su Facebook.
[ZEUS News - www.zeusnews.com - 23-10-2010]
ldr
La derubata non nasconde la propria identità: si chiamerebbe Paola Letizia e lavorerebbe al PRA la quarantenne che sconvolta ha denunziato alla procura della Repubblica il furto avvenuto nel suo alloggio amorevolmente arredato in Pet Society, notissimo gioco a disposizione degli utenti di FaceBook.
L'ignoto malfattore, introdottosi altrettanto virtualmente nello spazio riservato di Paola composto da ben sette vani, ha asportato qualsiasi cosa, dall'idromassaggio al tavolo da biliardo, letti e divani, tappeti e idromassaggio,specchi e acquario. Ha lasciato soltanto Blue Cat, il gatto virtuale che -evidentemente territoriale- deve aver difeso con le unghie e coi denti il diritto alla propria libera esistenza sul social network.
La derubata basa l'accusa di furto sulla circostanza che per arredare l'ambiente virtuale occorre frequentare punti di vendita virtuali, dai mobili all'abbigliamento, dai gadget ai market dove fare la spesa e oltre tutto richiede tempo, pazienza e oculatezza.
Il PM cui è toccato in sorte di occuparsi della vicenda in un primo tempo aveva emesso ordinanza di archiviazione: furto virtuale, reato virtuale. Ma il GIP ha ordinato la prosecuzione delle indagini, ritenendo che l'ignoto hacker abbia commesso non un furto ma il reato di introduzione abusiva nella corrispondenza elettronica e nelle attività connesse il che comporterebbe una condanna da uno a cinque anni di galera.
Infatti, spiegano i giuristi, per accedere all'alloggio in Pet Society occorre conoscere l'account di posta elettronica e la password di accesso, dati sensibili e che solo un lavoro mirato di hackeraggio potrebbe aver messo a disposizione del per ora ignoto malfattore.
Ovviamente, nessuno azzarda di pensare che si possa trattare di unoscherzo magari maturato nell'ambiente di lavoro dove, si sa, purtroppo account e password sono spesso incustoditi ed alla portata di chiunque.
Resta da definire la custodia di Blue Cat, perché in teoria ora gli animalisti potrebbero presentare un'istanza al magistrato per ottenerne l'allontanamento dall'ambiente virtuale che non è più quello a cui era abituato.
E sempre che maggiori danni non incombano sulla signora Letizia, che in teoria potrebbe esse chiamata a rispondere di crudeltà virtuale nei confronti del micio virtuale magari per averlo lasciato a lungo solo e prigioniero nell'alloggio ormai vuoto, senza quelle coccole quotidiane che ai gatti aspettano di diritto. Ormai, anche a quelli virtuali.

Il profeta del mondo nuovo


Il profeta del mondo nuovo
di Gianni Petrosillo - 23/10/2010
Fonte: Conflitti e strategie [scheda fonte]

Marchionne ha “i cinque minuti”, anzi i dieci. Dieci-minuti-dieci a causa dei quali alzare ancora un polverone con la Fiom, questa volta in Basilicata, alla Fiat Sata di Melfi, dove l'Harry Potter canadese - davvero molto meno simpatico e creativo del maghetto della saga letteraria fantasy inglese - ha deciso di introdurre lo stesso sistema di pause dello stabilimento di Pomigliano, abbassando di 600 secondi il break dei lavoratori lucani. Sergio Marchionne come CarCarlo Pravettoni, (indimenticabile personaggio interpretato da Paolo Hendel nella trasmissione Mai dire goal), uomo d'affari senza scrupoli, amministratore delegato di un'impresa a dir poco ambigua nonché fondatore di una lista denominata Asfalto che ride. >Questo avveniristico partito, che anticipava di un decennio la linea politica di Torino, aveva nel suo programma, oltre a priorità antiambientaliste e antisociali (traffico di materiale radioattivo e scorie, costruzione ed esportazione di mine antiuomo, traffico di organi, commercializzazione di prodotti finanziari da strozzinaggio) idee rivoluzionarie sulle relazioni industriali finalizzate a rilanciare i profitti aziendali ed abbattere i tempi morti della produzione. Una di queste prevedeva l'impiantamento di tubi nel sedere delle maestranze per impedire alle stesse di allontanarsi dalla propria postazione di lavoro anche in caso di impellenti ed ineludibili urgenze fisiologiche. Difficile pensare che Marchionne voglia arrivare a tanto ma ritmo e produttività sembrano essere anche le sue fisime mentali, almeno quando si tratta di mettere ordine nelle fabbriche del gruppo dislocate in Italia. Siamo alle solite boutades da manager narcisisti che fanno ridere come gli scherzi da prete. Costoro si sentono gli unici innovatori di un mondo in progress messo perennemente sotto assedio dagli eserciti conservatori dei pezzenti e dei salariati che non vogliono cedere le loro poche garanzie. Il Ceo del Lingotto, con un linguaggio profetico e religioso, ha chiesto al Paese di risvegliarsi dal suo torpore precristiano e di superare quel sistema consolidato, ma ormai fuori corso storico, di certezze antidiluviane che stridono coi principi del nuovo testamento industriale della globalizzazione. Per questo Marchionne pretende dalle parti sociali e istituzionali, non fiducia sui suoi progetti, ma fede cieca ed assoluta, benché nessuna opera di buona volontà, per esempio sotto forma d'investimenti, sia stata fin qui realizzata dalla sua compagnia. Vuoi vedere che Marchionne ha calato le innovative Tavole sacre della catena di montaggio del Sistema Ergo-Uas proprio sulla Campania e sulla Lucania - terre aspre e impervie dove pure Cristo ha avuto problemi ad arrivare, addirittura scegliendo di fermarsi un po' prima della Basilicata dalle parti di Eboli – per dimostrare di essere davvero l'atteso (ma da chi?) messia nazionale? Finora però abbiamo ascoltato solo tante prediche e visto pochi miracoli. Non vorrei dirlo, ma quella di Marchionne sembra essere la solita setta di impostori che crea grandi aspettative, annuncia la terra promessa e poi scappa col patrimonio degli adepti a costruire nuove chiese automobilistiche in Polonia o in Romania. Del resto, chi può credere ai profeti, annunciatori dell'eternità, che si preoccupano di perdere dieci minuti?

Il fascismo trapanese e la resistenza all'invasione americana



"Il fascismo trapanese e la resistenza all'invasione americana"

autore Gino Solitro.

Questa fatica bibliografica, vuole senza alcun pregiudizio raccontare un breve momento di storia della nostra Italia, volendo portare alla ribalta uomini che con il sacrificio della loro vita hanno scritto pagine eroiche di storia.

Il libro è in distribuzione gratuita e per riceverlo contattare il camerata

Agostino Panitteri mail: agostino.panitteri@libero.it

Il Papà del nostro amico è stato un eroe di guerra e ha militato nella Luftwaffe come ufficiale pilota



DIRETTORE D'ORCHESTRA? NO, DI TV!


DIRETTORE D'ORCHESTRA? NO, DI TV!
Magic Wand - Programmable TV Remote
Chi vincera' l'epica battaglia tra il telecomando e la bacchetta da direttore d'orchestra (o da mago), per il controllo del televisore? L'oggetto che vedete in foto e' un "remote control" straordinario che sembra essere uscito da un film di Harry Potter, in grado di memorizzare 13 differenti codici infrarossi da vari apparati elettronici e riprodurne gli effetti tramite 13 gesti "magici". La bacchetta non possiede nessun bottone o pulsante, perchè ogni comando viene impartito tramite un gesto: ruotare la bacchetta
in senso orario si potrebbe associare all'aumento del volume, ruotarla in senso inverso allo spegnimento, mentre con dei colpetti del nostro indice potremmo cambiare canale o accendere il decoder. Provatelo, fare zapping diventera', improvvisamente, una cosa divertente! E non perdete questo video di presentazione
A.S.
Costo: $89.99 - www.thinkgeek.com

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