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Ultimissime del giorno da ADNKRONOS

giovedì 11 marzo 2010

"DONNE e GUERRA - Una scelta d'amore per l'Italia


Centro Studi L'Araldo – via M. Spanzotti 7/a, 10139
Torino



Venerdì 26 marzo alle ore 21, presso la sede, "DONNE e
GUERRA - Una scelta d'amore per l'Italia", interverrà
Velia Mirri (ausiliaria S.A.F.).


Donne in "grigoverde", donne militare ma non militarizzate,
militarizzate erano pure le civili che lavoravano nelle
caserme. La scelta d'amore per l'Italia tradita, una scelta
"PER L'ONORE", per lavare l'onta. La guerra, la guerra
civile, e per la prima volta viene concesso alle donne di
prendere parte agli eventi bellici. Una storia che nel
racconto della Storia spesso si preferisce omettere o al
limite esaurire con la sprezzante definizione "le tragiche
ragazze di Salò".
Il racconto di una di quelle protagoniste.


Resta connesso!
http://www.araldo.info/

mercoledì 10 marzo 2010

Addio a Peter Van Wood, morto a Roma il chitarrista che divenne astrologo

Addio a Peter Van Wood, morto a Roma il chitarrista che divenne astrologo - Adnkronos Spettacolo

“Aggressione all’Iran”: si ricomincia con le raccolte di firme



"Aggressione all'Iran": si ricomincia con le raccolte di firme

http://www.cpeurasia.org/?read=49220



di Enrico Galoppini. Le petizioni servono a poco, anzi a nulla, specialmente se diffuse da chi crede alla favola della nostra "liberazione".

In questi ultimi mesi si è decisamente inasprita la propaganda di coloro che, tutti uniti appassionatamente sotto il vessillo dell' "Occidente", auspicano, ciascuno per i propri motivi (di destra, di centro e di sinistra; laici e religiosi), una guerra all'Iran. In Italia, ciò è particolarmente evidente dopo il viaggio di Berlusconi (e codazzo di ministri "italiani") nella base territoriale del partito sionista chiamata "Israele". Il capo comanda, e i servi rispondono "Zì Badrone!".

Chi, invece, ciascuno per motivi diversi, si dichiara contrario ad ogni ipotesi di guerra all'Iran, lo fa attraverso i pochi mezzi di cui dispone (cioè, nessun giornale ad alta diffusione o visibile nelle rassegne stampa e, ovviamente, nessuna televisione), ad esempio le "petizioni". Si tratta di raccolte di firme, di solito aperte da qualche 'firma pesante', che ciclicamente girano su internet e che chiedono l'adesione ad un "testo dell'appello", col quale dunque bisogna trovarsi d'accordo poiché traduce l'ideologia di chi se ne fa promotore; ma anche se non lo si condivide appieno, può darsi che si decida di aderire perché ci si trova in sintonia con la parola d'ordine generale.

Questa pratica è soprattutto caratteristica di un certo modo di fare politica.
Ma sono anni che vedo circolare ogni tipo di queste "petizioni", eppure non è mai cambiato nulla. Penso a quelle contro "Israele", contro "l'invasione dell'Iraq" ecc., eppure né il primo ha smesso di fare i suoi comodi, né il secondo ha evitato la distruzione totale.
Perciò va detto che tutte queste raccolte di firme non servono a nulla.
Nel senso che non si allontana l'ipotesi di un "bombardamento all'Iran" ecc. con una raccolta di firme, fatta in Italia, e per giunta con nomi di persone che non possiedono alcuna possibilità di incidere sulla realtà.
Dunque, qui si è nel campo dell'illusione di fare qualcosa.
Ma poiché se una cosa viene fatta un senso lo deve pure avere, diciamo che queste petizioni servono:
1) a far vedere che chi le promuove ha un seguito "politico";
2) a fini interni, ad es. della "estrema sinistra", per dichiararsi "altro", "più puri", rispetto ai "guerrafondai", a chi "vota il rifinanziamento delle missioni militari italiane all'estero" ecc.
3) indirettamente, le liste dei firmatari servono a scatenare un pettegolezzo nell'ambito dello stesso ambiente da cui proviene la maggioranza dei firmatari (Tizio o Caio saranno mica "infiltrati"?);
4) ad un livello dei media occidentalisti, queste liste possono servire inoltre per denunciare al pubblico ludibrio i firmatari, comprese certe 'strane' preoccupazioni di organi della "buona borghesia" sulle suddette "infiltrazioni" (della serie: cosa dovrebbe importargliene? certo che gliene importa: i capponi di Renzo devono restare sempre divisi secondo il putrido schema fascismo/antifascismo).
Quindi, per quanto mi riguarda, prese in esame le suddette considerazioni, dopo averlo già fatto per inesperienza e/o idealismo ingenuo, non firmerò mai più alcuna "petizione contro questo o quello", sebbene sia naturalmente contrario ad ogni ipotesi di sovversione ed attacco ai danni dell'Iran. Uno Stato e una Nazione che non ci hanno fatto alcun male, né hanno intenzione di farcelo in quanto italiani, europei, mediterranei e abitanti di quel "vecchio mondo" che vede al suo crocevia, sia geografico che di civiltà, proprio quella regione mediorientale al centro delle mire dei padroni del cosiddetto Occidente, nel quale, purtroppo, si è diluita la "nostra cultura" (quella vera) dopo sessant'anni di inebetimento, in specie storico e culturale.

E ora, chi s'è bevuto sin qui la favola della "liberazione" per il proprio tornaconto politico, vorrebbe farci credere di salvare l'Iran, ancora dagli stessi "liberatori", con una raccolta di firme?

domenica 7 marzo 2010

Barroso ha servito il suo padrone (Monsanto)


http://www.effedieffe.com/component/option,com_myblog/show,Barroso-ha-servito-il-suo-padrone-Monsanto-.html/Itemid,272/
Barroso ha servito il suo padrone (Monsanto)
Maurizio Blondet

 

 
La Commissione Europea ha legalizzato la commercializzazione e quindi la semina di numerosi organismi geneticamente modificati, fra cui la patata Amflora (creata nei laboratori BASF, una volta dedita alla fabbricazione dei nastri per registratori vocali) e il mais MON 863.

 
Il colpo di mano (perchè di questo si tratta) è opera del commissario capo Barroso, appena riconfermato (non dagli elettori) ad un secondo mandato. Barroso si è fatto forte del consiglio della Agenzia Europea della Sicurezza Alimentare (AESA, o EFSA in inglese) che ha decretato che gli OGM non pongono alcun problema per la salute.

 
Ognuno può giudicare l'indipendenza di giudizio della AESA dal seguente fatto, rivelato nel gennaio scorso dal benemerito «Corporate Europe Observatory»: la direttrice dell'AESA per gli OGM, tale Suzy Reckens, si è licenziata di recente per andare a lavorare, profumatamente pagata, presso la Syngenta, suo vero padrone e produttore di OGM. E' stata proprio la Reckens a convalidare alcuni dei prodotti che Barroso ha autorizzato. Del resto, come si sa, a testare la sicurezza delle sementi modificate sono le stesse aziende produttrici. Non esiste in Europa un ente indipendente per condurre le prove in modo trasparente. (Head of European Food Standards Agency GMO panel moves to Syngenta: Letter to Barroso)

 
Uno dei rarissimi test condotti da enti pubblici, avviato nel 2008 a spese del governo austriaco, ha mostrato che alimentando con mais OGM i topi di laboratorio per diverse generazioni, si ottenevano individui infertili, con affezioni renali congenite, e alterazioni del metabolismo coinvolto nei processi infiammatori, nell'accumulo di colesterolo e nell'assorbimento proteico.

 
La pratica di Paesi che già ammettono la coltivazione OGM (USA e Canada) mostra ampiamente che la coesistenza sui campi di sementi naturali e modificate è impossibile: in USA un riso OGM coltivato per un solo anno in campi sperimentali ha già contaminato il riso naturale e le sementi. In Canada, l'industria olearia è stata devastata dalla contaminazione di rapa per olio OGM. In Spagna, il mais OGM «ha causato una drastica riduzione delle coltivazioni organiche» del mais.

 
(Fonti: Seeds of doubt: North American farmers' experience of GM crops. Soil Association, 2002, http://www.soilassociation.org/ /seedsofdoubt Coexistence of plants and coexistence of farmers: Is an individual choice possible? Binimelis, R., Journal of Agricultural and Environmental Ethics, Volume 21, Numero 2, Aprile 2008).

 
Il che smentisce la falsa argomentazione avanzata da Barroso in Monsanto, ossia che il suo sistema di autorizzazione comunitario non  tocca la libertà di quegli Stati membri di lasciare o non coltivare OGM. Anche chi non vuole mangiare OGM (spesso modificati al solo scopo di produrre tossine antinsetticide, o per diventare resistenti ai veleni anti-insetticidi prodotti da Monsanto e Syngenta) finirà per farlo in ogni caso. Se un agricoltore vicino pianta gli OGM, presto anche il campo del coltivatore organico sarà contaminato. E alla lunga non ci sarà settore della biosfera immune da OGM.

 
Ma anche i coltivatori «progressisti», ossia credenti nella propaganda Monsanto sulla resa strraordinaria e la facilità di coltivazione degli OGM, farebbero bene a tener conto di quel che avviene in USA: dove Monsanto querela, e chiede risarcimenti miliardari, a coltivatori che accusa di aver tenuto da parte i suoi semi brevettati (anzichè ricomprarli ogni anno) e persino quegli agricoltori che «non» hanno coltivato OGM, e che si trovano la coltivazione contaminata. In quel caso, l'accusa è di aver «rubato geni brevettati».

 
E' una campagna intimidatoria a colpi di avvocati, che ha messo alla disperazione i contadini di  intere regioni agricole: «Siamo denunciati alla giustizia per avere sui nostri terreni degli OGM che non abbiamo comprato, che non vogliamo, che non usiamo e che non possiamo vendere», ha detto Tom Wiley, un farmer del North Dakota.

 
Non c'è speranza che Barroso abbandoni presto la Commissione per lavorare, come la Reckens, per uno dei suoi padroni: è ancora troppo prezioso lì. Piacerebbe sapere però se c'è qualche italiano deputato europeo a Bruxelles, che abbia prestato attenzione a questo atto di disprezzo del Barroso y Monsanto alla volontà popolare, più volte espressa.

 
Temiamo di no: alcuni di loro, come s'è visto, devono rispondere alla 'Ndrangheta' che li ha eletti.

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