Vogliamo giustizia!

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Giustizia per i morti di Bologna

Ultimissime del giorno da ADNKRONOS

lunedì 4 giugno 2012

Ribellioni a confronto 1968-2012

vallegiulia

MARTEDI 5 GIUGNO ore 19.00 presso L'UNIVERSALE a Roma  "Ribellioni a confronto 1968-2012" incontro/dibattito.

Dibattito con R.Mancini,M.Merlino,M.Caponetti,D.Radolovich sulle ribellioni del nuovo millennio e quelle di fine XX secolo.

Seguirà proiezione documentario Luce sugli anni delle contestazioni 1968-1970

Leggere e diffondere l'allegato

sabato 2 giugno 2012

Il ritorno del Drago

Il primo veicolo spaziale privato raggiunge la Stazione Spaziale e torna sulla Terra.

Questa è la prima foto della capsula spaziale privata Dragon, che ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale in orbita intorno alla Terra a circa 400 chilometri di quota, vi ha attraccato, l'ha rifornita ed ha riportato sulla Terra del carico proveniente dalla Stazione stessa. Dragon_in_Pacific

Foto di Michael Altenhofen

È la prima volta che un veicolo interamente progettato da privati, lanciato da un vettore altrettanto privato, realizza una missione del genere.

Clicca qui per visualizzare l'intero articolo

dragon_recuperata

venerdì 1 giugno 2012

Aggiornamento n. 21 di GEOPOLITICA

Geopolitica

Siamo lieti di segnalare le novità di questa settimana nel sito di Geopolitica:

Numeri:
Vol. I, no. 1: VENT'ANNI DI RUSSIA
E' in distribuzione il primo numero di Geopolitica, dedicato al ventennale della Federazione Russa. Numerosi contributi di analisti russi, italiani ed internazionali, con un articolo esclusivo del vice-ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa A. Grushko ...
Articoli:

A Bergamo una serata dedicata alla Russia
La sera del 28 maggio a Bergamo, presso il centro “La Porta”, grazie ad un’iniziativa dell’Associazione Italia – Russia (sezione di Bergamo) con la collaborazione dell’Associazione culturale “Alle radici della comunità” è stata promossa una conferenza interamente dedicata alla Russia. I relatori della serata: il professor Aldo Ferrari, docente di Lingua e Letteratura Armena e Storia del Caucaso presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, responsabile dei Programmi di Ricerca “Russia/Vicini Orientali” e “Caucaso/Asia Centrale” presso ...


“Vent’anni di Russia” al Centro Russo di Scienze e Cultura con N. e E. Narochnickaja
Nella maestosa cornice barocca di Palazzo Santacroce a Roma, sede del Centro Russo di Scienze e Cultura, lo scorso 24 maggio si è tenuta una conferenza per presentare Vent’anni di Russia, il primo numero di Geopolitica, la rivista dell’IsAG. L’evento è stato organizzato dall’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) in collaborazione con il Centro Russo di Scienze e Cultura (rappresentanza in Italia di Rossotrudničestvo, agenzia del Governo federale di Mosca), ed ...


La guerra dell’informazione nell’ interpretazione di Jacques Baud
Constatare che la società occidentale dipenda dall’informazione è certamente un truismo logico. La conoscenza degli avvenimenti ma anche la capacità di apportare rapidamente delle risposte pertinenti sono diventate parte integrante della società attuale. Ebbene, in materia di guerra dell’informazione, si è messo eccessivamente l’accento sulla dipendenza crescente dell’Occidente nei confronti della tecnologia dell’informazione; tuttavia le vere minacce non sono solo nel settore tecnologico ma sulla dimensione dell’influenza dell’informazione. Pensiamo al fatto che il terrorismo può ...


Breve nota sul dialogo euro-russo nel contesto della transizione geopolitica unimultipolare
Proponiamo di seguito il discorso che Tiberio Graziani, presidente dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) e direttore di “Geopolitica”, ha tenuto presso la sede della Rappresentanza della Commissione Europea a Roma, nell’ambito della conferenza “Russia ed Europa: le prospettive di un dialogo” di giovedì scorso, 24 maggio 2012. Signore e signori, gentili partecipanti, buongiorno! Per me individualmente, ma soprattutto per l’IsAG, l’istituto che sono qui a rappresentare, è un onore ...


“Russia ed Europa: le prospettive di un dialogo”. La conferenza di Roma alla Commissione Europea
Giovedì 24 maggio, alle ore 10.30, si è tenuta la tavola rotonda “Russia ed Europa: le prospettive di un dialogo” presso la sede della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea (Via IV Novembre 149 Roma). L’evento è inserito nel quadro del Dottorato di ricerca in Storia d’Europa dell’Università La Sapienza e organizzato dal Centro Studi Russi dell’Università la Sapienza di Roma, la Fondazione Russkij Mir in collaborazione con l’EURISPES, l’Institut de la Démocratie et de ...


Afghanistan: la strategia per il post-2014 e il contesto regionale
Mentre si avvicina la transizione prevista nel 2014 per il controllo della sicurezza in Afghanistan, è indispensabile adottare differenti tipologie di strategie al fine di perseguire una condizione di pace sostenibile. Una soluzione di tipo regionale è spesso indicata come l’elemento fondamentale per raggiungere questo obiettivo, poiché i paesi vicini sono considerati la chiave per la stabilità dell’Afghanistan. Ma questa convizione riposta nell’importanza delle soluzioni regionali è basata su una serie di equivoci, impedendo ...


“La guerra umanitaria”: ora in italiano il documentario di Julien Teil
La guerre humanitaire è un documentario del 2011 sulla recente guerra in Libia che, dopo aver avuto successo anche nell’edizione inglese (The Humanitarian War) grazie all’IsAG (Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie) arriva finalmente in Italia. La versione con sottotitoli in italiano (a cura di Giuliano Luongo e Daniele Scalea) è disponibile sul canale YouTube di Geopolitica []. Il documentario, della durata di poco meno di 20 minuti, è stato realizzato da ...


“Vent’anni di Russia” presentato a Soresina
La sera del 22 maggio si è tenuta a Soresina, presso il bar letterario Edicolè, la presentazione del primo numero della rivista Geopolitica intitolata Vent’anni di Russia. Il relatore Eliseo Bertolasi, dottorando in antropologia presso l’Università Bicocca di Milano e ricercatore associato all’IsAG (Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie), ha tenuto il suo intervento su L’impatto delle politiche neoliberiste in Russia dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Nel primo numero di Geopolitica compare ...
Buona lettura!

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giovedì 31 maggio 2012

L’asilo di Rignano, la macelleria alla Diaz, la “normalità” per niente normale

verita

Quello che colpisce – che dovrebbe colpire – della vicenda dei presunti abusi nell’asilo Olga Rovere di Rignano non è tanto la sentenza di assoluzione a fronte della pesante richiesta del Pubblico Ministero che aveva chiesto dodici anni di carcere per gli imputati. Quello che colpisce – che dovrebbe colpire – è che per giungere a “il fatto non sussiste”, i cinque imputati abbiano dovuto attendere sei anni, perché l’inchiesta è partita appunto nel 2006, e che per attendere un verdetto di primo grado se ne siano dovuti attendere due. Sei anni – e gli ultimi due in particolare – da presumere vissuti dagli imputati come un inferno, e in particolare in una comunità piccola come quella; giorni di amarezza e sofferenza che, che nessun risarcimento (se mai ci sarà) potrà mai ripagare; un alone di sospetto che nessuna sentenza fugherà mai. E non è certamente finita qui, perché abbiamo già sentito preannunciare che alla sentenza verrà opposto appello.

Si obietterà che sono i tempi “normali” della giustizia italiana. Ed è appunto questo il nodo della questione: ritenere ormai “normale” che cittadini accusati di reati gravissimi e infamanti come quello di essere “orchi” che avrebbero seviziato e fatto violenza a una ventina di bambini, per essere assolti o condannati (in primo grado, si ripete) debbano attendere sei anni.

Sempre ieri abbiamo potuto conoscere le motivazioni con le quali la Corte di Cassazione ritiene che nei confronti dell’ex capo della polizia Gianni De Gennaro “non si è acquisita alcuna prova o indizio di un coinvolgimento decisionale di qualsiasi sorta nell’operazione Diaz”. L’operazione Diaz, come viene sobriamente definita, è la irruzione, degna della polizia di un paese sud americano negli anni delle dittature di Pinochet o di Videla, in una scuola dove dormivano dei ragazzi colpevoli di nulla, e massacrati senza motivo, dopo aver utilizzato come pretesto per “l’operazione” coltellate che i presunti poliziotti accoltellati si sono letteralmente inventati, e il falso ritrovamento di un paio di bottiglie molotov per legittimare a posteriori l’arresto in presunta flagranza dei 93 no-global della Diaz. Per inciso: dovendo custodire da qualche parte le due bottiglie molotov “trovate” la brillante idea fu quella di affidarle alla polizia stessa. Che fine abbiano fatto lo si può ben immaginare.

De Gennaro in secondo grado era stato condannato per concorso in falsa testimonianza; i giudici della Cassazione, nell’annullare senza rinvio la sentenza della Corte d’Appello, parlano di “deserto probatorio”.

Non c’è motivo di dubitarne. Si possono riempire scaffali di librerie con vicende di “colpevoli al di là di ogni ragionevole dubbio”, che si rivelano protagonisti loro malgrado di storie fondate sul “deserto probatorio”. Per la Cassazione, la specifica condanna di De Gennaro è “piena di formule come non può sostenersi” e “non può non ritenersi”, quasi a voler rafforzare un impianto debole; si confondono le cause con gli effetti, “in palesi errori di diritto”.

Ora, a parte “i palesi errori di diritto”, che dovrebbero inquietare, visto che si tratta di vera e propria condanna emessa dai magistrati della Cassazione nei confronti di loro colleghi della Corte d’Appello (nel linguaggio della sòra Cecioni: sono degli ignoranti), quello che colpisce – che dovrebbe colpire – è che tutta la vicenda si riferisce a fatti che si sono verificati la sera tra il 21 e il 22 luglio del 2001, “solo” undici anni fa. E anche qui si dirà che è “normale” per i tempi della giustizia italiana che una vicenda cominciata nel 2001 finisca nel 2012.

Questa “normalità” è combattuta solo da Marco Pannella e da pochi altri come lui; e anche questo è considerato “normale”. Tutte le discussioni, i dibattiti, i confronti, meritano attenzione, considerazione, rispetto. Ma è di questo che si vorrebbe fosse finalmente avviato un vero confronto, un vero dibattito, una vera discussione. E invece…

Valter Vecellio

lunedì 28 maggio 2012

Aggiornamenti EURASIA (19-05 / 25-05 2012)

eurasia

Di seguito il sommario degli aggiornamenti della Rivista "Eurasia" di questa settimana (dal 19 al 25 Maggio 2012):

Pubblicazioni

È attualmente disponibile in libreria l'ultimo numero (2/2012) di "Eurasia" (XXV), "Il Mediterraneo tra l'Eurasia e l'Occidente"

ULTIME USCITE

Simone Santini, Iran 2012: L'imperialismo verso la prossima guerra? Scenari, Cronache, Retroscena. - Con la prefazione di Giulietto Chiesa.

Iran 2012. La profezia di un’apocalisse? La previsione di una guerra contro l’Iran torna a rimbalzare, da anni, nel dibattito pubblico, ogni volta smentita dai fatti. Anticipare lo scoppio di una guerra può essere esercizio intellettualmente stimolante ma probabilmente inutile, poiché, se la guerra scoppierà, essa non sarà conseguenza di un accidente della storia ma un suo determinato e specifico prodotto. Molto più utile, dunque, indagare le cause profonde, i contesti, gli scenari che potrebbero o meno condurre a questa guerra, con la consapevolezza di come il laboratorio iraniano rappresenti il microcosmo attraverso cui interpretare il tempo contemporaneo, scosso da innumerevoli e profondissime crisi, e il suo sviluppo futuro. Breve recensione qui

Iniziative e Seminari

Conferenza di presentazione del nuovo numero della Rivista Eurasia, venerdì 8 Giugno a Perugia

La Rivista di studi geopolitici “Eurasia” e il Centro Studi Eurasia-Mediterraneo sono lieti di annunciare la presentazione del nuovo numero della rivista in fase di pubblicazione e distribuzione. L’incontro pubblico si svolgerà il prossimo venerdì 8 giugno, alle ore 15.30, a Perugia presso la Sala della Vaccara, all’interno del Palazzo dei Priori, in Piazza IV Novembre. Con Claudio Mutti, Simone Santini, Andrea Fais.

Articoli e Saggi

L'EDITORIALE

Claudio Mutti, Il Mediterraneo tra l'Eurasia e l'Occidente


ALTRI ARTICOLI

Eliana Favari, Il Canale di Suez alla luce della “primavera egiziana”

Il Presidente della Suez Canal Port Authority ha recentemente annunciato che, nonostante la grave crisi economica che ha colpito l’Egitto negli scorsi mesi e la diminuzione del numero di navi che hanno attraversato il Canale, i guadagni provenienti dai traffici nel 2011 sono aumentati di quasi mezzo milione di dollari rispetto all’anno precedente. Il Canale di Suez oltre ad essere una delle più importanti fonti di reddito del Paese è anche un indicatore delle attività commerciali mondiali. Gli interessi vitali che gravitano attorno ad esso coinvolgono, oltre all’Egitto, vari attori della comunità internazionale, a cominciare da Israele e Stati Uniti.

Paolo Sensini, Di ritorno dalla Siria: appunti sulla geopolitica del caos

Ormai siamo a un giro di boa. La grande operazione mediatico-militare passata alla storia come “Primavera araba”, è costretta a operare in Siria un brusco ripiegamento di rotta, soprattutto in conseguenza del fatto che Russia e Cina hanno posto il loro veto al Consiglio di Sicurezza dell’onu per un intervento armato...

Maximiliano Barreto, Le espropriazioni in America Latina

Per comprendere il significato delle espropriazioni avvenute in America Latina nei primi anni del XXI secolo è fondamentale un’analisi del periodo che ha preceduto tale fase. Se teniamo conto dell’ideologia degli anni Novanta, saremo in grado di comprendere le motivazioni che portarono gli Stati indiolatini alla perdita delle loro imprese, oggi soggette ad esproprio. Ciò renderà più chiara la natura delle espropriazioni, che ovviamente possono essere contestualizzate in uno scenario in cui i rapporti di forza sono diametralmente opposti a quelli dell'ultimo decennio del ventesimo secolo. Esamineremo i casi del Venezuela, della Bolivia e dell’Argentina. Essi diventano rilevanti perché sono esempi applicativi recenti della politica che andremo a delineare. Infine faremo una breve menzione su una tematica più ampia, e comprensiva delle stesse espropriazioni: la questione energetica.


Andrea Turi, Le elezioni serbe

Le testate giornalistiche nostrane hanno subito titolato: “una vittoria a sorpresa” . Ad uscire vincitore dal ballottaggio non è stato il presidente uscente Boris Tadic, del quale i sondaggi della vigilia avevano data per certa la rielezione , ma il rivale conservatore Tomislav “Toma” Nikolic, capo del Partito del Progresso Serbo, nazionalista che in tempi recenti ha vestito i panni dell'europeista. La crisi che attanaglia il continente europeo ha mietuto dunque un’altra vittima: Boris Tadic, del quale Bruxelles avrebbe visto con favore una terza nomina consecutiva. Ricordiamo che la Serbia, candidata all’ingresso nella UE, ha instaurato buoni rapporti con la Croazia e la Bosnia, ha fatto passi avanti nei rapporti con il Kosovo ed ha permesso che Radovan Karadzic, Ratko Mladic e Goran Hadzic fossero consegnati al Tribunale Internazionale. Tadic ha chiesto ufficialmente scusa al governo di Sarajevo per il massacro di Srebrenica compiuto dal generale serbo Mladic.

...E tanti altri articoli sono disponibili sul sito!

la Redazione

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"Verità e giustizia per Emanuela"

"Caso Orlandi, ora verità e giustizia"
Roma scende in piazza per Emanuela

orlandi

I cartelli con il volto di Emanuela Orlandi: la 15enne sparì nel 1983

Non è bastata la foto in bianco e nero di Emanuela Orlandi volata, appesa a dei palloncini bianchi, nel cielo sopra la basilica di San Pietro ad attirare l’attenzione di Benedetto XVI. Come anche le ripetute urla dal colonnato che hanno più volte invocato «verità» e «giustizia». Il Papa non ha parlato oggi nell’Angelus di Emanuela, la ragazza scomparsa 29 anni fa a Roma, e dai partecipanti alla marcia per la verità sul rapimento, partiti da piazza del Campidoglio e giunti in piazza San Pietro proprio per ascoltare una sua parola, si è levato un coro di «Vergogna! Vergogna!».
«È un peccato! Bastava una parola di preghiera», ha commentato Pietro Orlandi, fratello della cittadina vaticana di cui non si sa più nulla dal giugno del 1983. E così mentre il Vaticano è scosso dall’arresto del «corvo», il maggiordomo del pontefice accusato di aver trafugato documenti riservati, i partecipanti alla marcia per chiedere «verità e giustizia» sul rapimento di Emanuela sono rimasti delusi dal silenzio del Papa. Pietro Orlandi, ha atteso davanti la basilica, con gli occhi sempre puntati alla finestra del Pontefice, sperando che questa volta sarebbe stato pronunciato il nome di sua sorella: «Credo che il Papa sia sempre più solo, gli stanno facendo terra bruciata attorno e anche oggi gli avranno impedito di parlare di Emanuela. Non accuso il Papa, la mia è stata solo una richiesta d’aiuto. Mi sento molto legato, è la mia seconda famiglia. È come un padre che volta le spalle al figlio».
«Dopo 29 anni Emanuela e la sua famiglia devono avere una risposta vera e profonda», ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno mentre in piazza del Campidoglio, alla partenza della marcia, si srotolava una gigantografia con la foto della ragazza e la scritta «Verità per Emanuela», alla presenza del presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e di Walter Veltroni. «L’Italia è un paese che amiamo ma non ci devono essere omissioni», ha osservato Zingaretti. «Chiederò nuovamente in sede di Copasir che si attivino le migliori risorse per arrivare finalmente alla verità», ha fatto sapere più tardi il leader dell’Api Francesco Rutelli.
C’è chi al corteo ha portato palloncini bianchi, chi ha indossato magliette con la scritta «Chi dimentica cancella e noi non dimentichiamo», chi invece ha mostrato striscioni con la scritta «Il silenzio che fa rumore». Ci sono anche molte giovani che per l’occasione hanno deciso di manifestare con un nastro nero legato in fronte, ricordando proprio una delle più celebri foto di Emanuela. Alla testa del corteo, che ha sfilato per le vie del centro di Roma, una fila di ragazze con in mano dei cartelli-lettere «double-face»: li hanno fatti girare continuamente per far leggere prima «Emanuela Orlandi» e poi subito dopo le parole «Verità e giustizia».
Una volta in piazza San Pietro la speranza di tutti i manifestanti si è trasformata in urlo: «Emanuela!», «Verita!» hanno gridato più volte mentre il Papa affacciato alla finestra parlava ai fedeli. Poi la delusione. «Siamo arrivati qui da tutta Italia - dice una signora - per sentire dalla bocca del Papa il nome di Emanuela, ma anche questa volta torniamo a casa delusi. C’è qualcosa che non va, e intanto qui c’è una famiglia che soffre e un mistero che ancora non trova pace».
E se domani, dopo una settimana di stop, dovrebbero riprendere a S. Apollinare gli esami sulle ossa trovate nella cripta della chiesa romana dove era sepolto il boss della banda della Magliana Enrico De Pedis, il sindaco Alemanno ha annunciato che la salma tra pochi giorni sarà traslata al cimitero del Verano: «Così - ha detto - terminerà la vergogna di un boss sepolto in una chiesa di Roma».

http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/455845/

domenica 27 maggio 2012

Dispacci da Lorien: la musica alternativa all’estero

La musica alternativa all’estero: Amici del Vento

AmicidelVento

La Musica Alternativa Italiana fin dalla sua nascita è stata un esempio per la giovane destra europea. Molte le canzoni dei gruppi o solisti italiani che hanno ispirato band o cantanti stranieri che le hanno riprese traducendone il testo nella loro lingua o semplicemente utilizzandone l’aria. Sicuramente la Spagna rappresenta l’esempio dove maggiormente le canzoni italiane sono state tradotte (Division 250, Hyperborea, Axis Mundi, Mara Ros), ma ve ne sono molti anche in altri paesi. Con questo dispaccio iniziamo un viaggio nella musica alternativa italiana all’estero attraverso i i nostri gruppi e le loro canzoni che sono state riprese dai gruppi o solisti stranieri e, come curiosità, i video che sono stati realizzati con i sottotitoli della traduzione del testo.

Il viaggio è d’uopo iniziarlo con gli Amici del Vento, storico gruppo milanese, che non solo furono il primo gruppo alternativo a suonare all’estero, ma una loro canzone fu la prima ad essere tradotta in Spagnolo e cantata in questa lingua. Era il 1977, dopo poco più di un anno dal loro debutto avvenuto in una discoteca Torinese, il Tuxedo, gli Ami del Vento furono chiamati a suonare nel dicembre del 1977 al “Festival de Natividad” (una manifestazione organizzata contro il terrorismo) a Madrid. Il successo del gruppo aveva travalicato in poco tempo il confine nazionale fino a giungere alla penisola iberica dove suonarono di fronte ad un pubblico di 3000 persone, ma prima di salire sul palco, con loro grande stupore, un cantante locale intonò “La Ballata del Compagno” in spagnolo. L’anno seguente, nel 1978, il gruppo si esibì in Germania, a Monaco di Baviera e a Sontoffen, per i Comitati Tricolore Italiani nel Mondo.

Sono passati più di 35 anni dalla loro nascita e da oltre un decennio, salvo qualche sporadica apparizione, il silenzio è sceso sulle loro chitarre, ma le loro canzoni continuano ad essere un’ispirazione ed una colonna sonora per le generazioni di ieri e di oggi e alcune canzoni sono state tradotte e cantate in altre lingue o semplicemente ne sono stati realizzati dei video con il testo tradotto nella lingua locale.

 

HYPERBOREA: AMIGOS DEL VIENTO (Italia/Spagna)

Si mil son las historias que el viento lleva al dia,
èesta es nuestra historia, genaracion mia.
Venidos del infierno con el fuego en las venas,
alzaremos al cielo nuestras cadenas
Y volverè a Europa, yo te prometo a ti
A Europa volveremos unidos por ti.

Despertad hermanos, ya no durmais mas
pongamos hoy en juego nuestra libertad.
Y si una maldicion llevamos con nosotros
la quemaremos junto al primer trapo rojo.
Y volverè a Europa, yo te prometo a ti.
A Europa volveremos unidos por ti.

Si atacan el hogar que hoy nos tiene unidos,
a otro sitio iriamos a construir el mito.
Nos quemaran la casa, què importancia das?
En casa del compatriota un hogar ta tendras.
Y volvere a Europa yo te prometo a ti.
A Europa volveremos unidos por ti.

Mil leyes han escrito para cerrarte la boca.
Mil nombres en las carceles sin delito ni culpa.
Per mil voces y mil cantos en Espana se alzaran
de quines en la noche gritan libertad.
Y volverè a Europa, yo te prometo a ti.
A Europa volveremos unidos por ti.

Y quien hoy es el amo manana caerà,
nos lo encontraremos pidiendonos piedad.
Y quien nos desprecia manana aparecera
malvado como siempre pidiendo humildad.
Y volverè a Europa, yo te prometo a ti
A Europa volveremos unidos por ti.

Y sobre nuestra tierra el viento soplara,
todos obtendremos la ansiada libertad.
Y reapareceran los hijos de la tracion
pero estaremos en pie,
somos amigos del viento
Y reapareceran los hijos de la tracion
pero estaremos en pie
somos amigos del viento.

Clicca qui per visualizzare l'intero articolo

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